Nell'immagine: rappresentazione di una festa romana.
Nell'accademia si respirava un po' di tensione dovuta all'imminente festa che il padrone avrebbe organizzato in onore della fine dei Ludi Victoriae Sullanae*. Gli schiavi erano alle prese con i preparativi, i gladiatori fremevano per avere un'occasione in più per farsi notare e guadagnare qualche denaro oltre al solito salario e tutti, in generale, non vedevano l'ora che giungesse quel giorno. Perfino il novellino, che non aveva neanche idea di che cosa comportavano certi festeggiamenti, era allegro e troppo vispo per i gusti di Falco. Che cosa aveva da rallegrarsi proprio non lo comprendeva. Non si sarebbe esibito nella consueta rappresentazione della battaglia perché Apollonio voleva solo i migliori, ma comunque sarebbe stato costretto a rendersi disponibile per ben altre prestazioni. Questo però lui ancora non lo sapeva, troppo giovane e ingenuo per capire come gira il mondo.
Falco non provava nessun tipo di emozione per quella festa, ne aveva viste e aveva partecipato a molte, così tante che per lui ormai erano tutte uguali. I romani amavano così tanto le festività, i ludi e il divertimento che per ogni giorno di lavoro ce ne erano due di festa. Non aveva mai viso un popolo così tanto incline ai bagordi e perfino lui, che non disdegnava un po' di svago, a lunga andare si era stancato di tutte quelle ricorrenze. Per il popolo di Roma ogni scusa era buona per festeggiare e i suoi padroni ormai da anni si erano lasciati contagiare da quell'animo così allegro.
Neanche l'idea che quell'anno Apollonio gli avesse affidato il ruolo di Silla da interpretare durante la farsa lo metteva di buono umore. Avrebbe solo attirato sguardi di donne indesiderate a cui non avrebbe potuto dire di no. Per lui ormai era importante solo una fanciulla dai capelli color del grano, che lo guardava con timidezza ma con altrettante curiosità e sicurezza. Si chiedeva se avrebbe avuto di nuovo l'opportunità di incontrarla, perché più passavano del tempo insieme e più non poteva fare a meno di lei. Sperava che in qualche modo potesse di nuovo raggiungerlo alla scuola, perché per lui era davvero difficile uscire. Non impossibile, ma comunque avrebbe rischiato di mettersi nei guai.
Non gli piaceva quella situazione di sottomissione, quell'attendere costantemente che fosse lei a prendere l'iniziativa. Ma non poteva fare altro, perché era lei che sarebbe dovuta andare da lui, se davvero voleva rivederlo di nuovo. In fondo, l'avrebbe capita se non fosse stata interessata. Che cosa aveva da offrire lui, un umile schiavo, ad una fanciulla di buona famiglia libera come la sua? Solo problemi e difficoltà. Se fosse stato più intelligente non le avrebbe neanche dato quella lettera, evitandola e cercando di starle il più lontano possibile. Ma si sa che spesso quando si ha a che fare con il cuore il cervello smette di funzionare. E la parte più egoista di lui si ritrovava a pensare che avrebbe fatto qualsiasi cosa per ancorarla a lui per sempre.
Sapeva che sarebbe stata meglio con un uomo libero, magari anche di nobili origini, ma non avrebbe mai permesso a nessuno di averla. Ed era convinto che anche Castria provasse gli stessi sentimenti, altrimenti non avrebbe fatto di tutto per rivederlo.
Con quei pensieri a tormentarlo gli era impossibile allenarsi, per questo se ne stava in disparte ad osservare il suo discepolo, alle prese con un gladiatore molto più anziano ed esperto di lui. Aveva notato un certo masochismo nel ragazzo perché stuzzicava ed istigava sempre quelli più grossi di lui, con i quali non avrebbe avuto mai un occasione di vincere. Ci provava, ci metteva tutto se stesso, ma l'esito era scontato fin dall'inizio. Sembrava quasi che volesse farsi ammazzare, tanto godeva dal prenderle dai più forti. In realtà Falco aveva intuito che il ragazzo desiderava raggiungere dei risultati in fretta, bramoso di dimostrare quanto valeva, per questo si spingeva oltre le sue capacità. Fargli notare che rischiava di perdere la sua misera vita era inutile, tanto sapeva che quella di un gladiatore era poca cosa in confronto a quella di un uomo libero.
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Ave Caesar
Historical Fiction#In revisione #COMPLETA Primo volume del ciclo Romae: ogni storia sarà autoconclusiva perciò non sarà necessario leggerle tutte e nell'ordine da me stabilito. Anno 114 d.C., sotto il principato del Divo Traiano, all'ombra dell'Anfiteatro Flavio si...
