Nell'immagine: dipinto ad olio di Lawrence Alma-Tadema, intitolata "Saffo e Alceo".
Il letto di Crisante era più grande rispetto alla norma perché per lei non era solo un oggetto di uso comune. Lei ci lavorava, giorno e notte. Era molto richiesta, perché considerata una prostituta di classe e per questo chiunque poteva permetterselo, e la sua mente non era troppo perversa, andava da lei. Da quando poi non aveva più un lenone, tutti i compensi andavano a lei. Era contenta di essere pagata per svolgere qualcosa che, il più delle volte, l'appagava e la divertiva. Eppure negli ultimi tempi c'era qualcosa che la turbava, o per meglio dire qualcuno.
E qualcuno se ne stava in piedi, dandole le spalle, con solo un misero lenzuolo a coprirle il corpo. Non si era mai soffermata a pensare che un giorno avrebbe potuto provare un sentimento sconvolgente per una sua cliente. Eppure non riusciva a smettere di pensare al giorno in cui lei aveva bussato alla sua porta, sette mesi prima.
Per lei era una novità, sapere che anche le donne usufruivano di quei servizi e la prima volta fu alquanto strano. Non sapeva cosa fare o dire, ed era nervosa. Non le era mai capitato di fallire nel suo lavoro per questo si sentì in imbarazzo. Ma lei fu gentile, comprensiva e paziente. Non la picchiò come spesso poteva succedere con gli uomini, e non cercò di prendersi tutto da lei senza dare nulla in cambio.
Quando poi se ne andò, lasciò un piccolo vuoto dentro Crisante. Solo con il tempo la ragazza sarebbe riuscita a capire che quello era l'inizio di qualcosa di molto più grande. Grandioso ma allo stesso tempo pericoloso. Dentro di sé sapeva perfettamente che nome dare a tutto quello che era accaduto, ma una parte di lei preferiva godersi il momento. Non era per forza necessario parlare e chiarire cosa c'era tra di loro. Lei lo sapeva, Quintilia anche e questo bastava.
Osservando la curva perfetta della sua schiena, liscia e vellutata, e i suoi lunghi capelli morbidi che le sfioravano la pelle, la voglia di alzarsi ed andare ad abbracciarla fu tanta. Ma proprio in quel momento la matrona di voltò. In volto un espressione accusatoria, che la rendeva ancora più bella, e in mano una grande e vistosa collana d'oro che aveva trovato tra le cose della sua amante.
"E questa chi te l'ha regalata?"
Avevano avuto più di una volta una conversazione simile, Crisante sapeva già dove sarebbe andata a finire. Per questo sfoggiò il suo sorriso più malizioso. Sdraiata sul suo enorme letto, completamente nuda e scoperta per lasciare osservare alla sua amante tutto ciò che era suo. Alzò le braccia sopra la testa e strinse tra le mani la testata in ferro del letto, mettendosi ancora più in mostra con al schiena inarcata. Il seno prorompente, i fianchi perfetti, si strusciava sulle lenzuola come una gatta cercando d'invitare con segnali evidenti la propria compagna a raggiungerla.
Ma Quintilia non si faceva ammaliare facilmente dal fascino della giovane, nonostante avesse ne avesse una grande voglia. E Crisante, accortasi che il trucchetto non sortì l'effetto sperato, fu costretta a rinunciare. Lasciando ricadere le braccia sui fianchi, con un espressione delusa e il labbro sporgente in avanti, si apprestò a dare le sue spiegazioni con totale naturalezza. Per lei non c'era nulla da nascondere.
"È il regalo di un senatore!"
Il viso sempre sereno della matrona si tramutò in un esempio di gelosia e rabbia. Lasciò ricadere la collana sul mobile di legno dalla quale l'aveva presa, senza curarsene di rovinarla, e sbuffò inviperita. Da anni non provavo gelosia verso qualcuno, e mai lo aveva provata per quel maiale di suo marito. Perciò era come tornare giovani, quando ogni minima delusione sembrava troppo grande da superare.
"Lo dici come se nulla fosse?" Non riusciva proprio a capire il tono calmo e rilassato dell'amante, lo riteneva perfino un insulto alla sua persona.
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Ave Caesar
Ficción histórica#In revisione #COMPLETA Primo volume del ciclo Romae: ogni storia sarà autoconclusiva perciò non sarà necessario leggerle tutte e nell'ordine da me stabilito. Anno 114 d.C., sotto il principato del Divo Traiano, all'ombra dell'Anfiteatro Flavio si...
