*Nell'immagine: Dipinto rinvenuto a Pompei, denominato Saffo.
Non aveva mai provato quel sentimento. La gelosia. Nella mente le risuonavano i versi di Saffo, che un giorno di molti anni prima, aveva patito il suo stesso tormento. Non poteva che trovarsi d'accordo con le sue parole, sembrava quasi che stesse descrivendo la sua situazione.
[...non appena ti guardo, all'istante
manca la voce,
la lingua mi si spezza; per le membra
fuoco sottile scorre all'improvviso,
nulla più vedo e sento nelle orecchie
rombare il sangue;
freddo sudore tutta mi pervade,
un tremito mi prende e più dell'erba
divento verde; e sento in me che sono
già quasi morta;
ma tutto bisogna sopportare... ]
Mai come in quel momento, riusciva a capire la poetessa di Lesbo, che con maestria aveva descritto un sentimento tanto comune agli uomini. Vedere Falco andare via, accompagnato ad una donna che di gran lunga era più bella di lei, l'aveva fatta proprio sentire come Saffo mentre osservava il suo amore chiacchierare allegramente con qualcun'altro.
Si era chiesta chi era, se tra di loro ci fosse qualcosa di veramente intimo e se quindi si era solo immaginata l'attrazione che c'era fra di loro. Si chiedeva se forse era solo lei a provare quei sentimenti, e si era illusa che Falco ricambiasse. Ignorava del tutto qual'era la realtà e la gelosia l'acceccava così tanto che non era in grado di usare la sua mente per raggiungere la giusta conclusione. Crisante la vide palesemente turbata per questo la prese con sé e la portò a bere del buon vino: "Tieni, questo viene dalla Grecia, è davvero ottimo!"
Le porse senza poche cerimonie un bicchiere che Castria guardò come se fosse uno scarafaggio. Non era abituata a bere, nonostante fosse circondata da gente che amava il vino. Per questo era parecchio titubante se accettarlo oppure no. Non le piaceva come le persone diventavano dopo qualche bicchiere di vino.
Poi ripensò a quell'orribile scena di Falco che le dava le spalle e si allontanava con la matrona. Se era vero che quel nettare rosso era in grado di distogliere la mente dai dispiaceri e farti dimenticare perfino chi fossi, era proprio quello di cui aveva bisogno. Con ritrovata decisione strappò il bicchiere dalle mani dell'amica e bevve tutto d'un fiato sotto lo sguardo sconcertato, ma anche un po' divertito, di Crisante.
"Non bere così velocemente, e mangia qualcosa..." la lupa non era di certo incline a gesti materni ma quando pronunciò quelle parole, a Castria sembrò sua madre. Per questo, trovando la situazione alquanto bizzarra, scoppiò a ridere di gusti. Quasi si fece sfuggire il vino dalla bocca e fu costretta a tapparsela per evitare inconvenienti. Solo lei però trovava la scena divertente perché Crisante la fulminò con il suo sguardo felino. Forse il vino già le stava dando alla testa ma non le importava. Ciò che le premeva era dimenticare Falco.
E come un fulmine lanciato da Giove, all'improvviso davanti ai suoi occhi apparve l'unico uomo che non si aspettava di vedere lì, e che prima di quel momento non avrebbe neanche voluto incontrare. Il probabile futuro tribuno della plebe, Tullio Decio, chiacchierava animatamente con un gruppo di uomini di mezz'età, non molto distante da lei. Ma abbastanza da non riuscire a sentire di cosa stavano parlando.
La sua giovinezza gli permetteva di sembrare più vigoroso e animato degli altri uomini, che con il passare degli anni si erano come spenti. Forse la prima volta lo aveva giudicato male, pensando che fosse solo un pallone gonfiato, perché Tullio Decio sembrava fermamente convinto dei suoi ideali. E chi era lei per giudicare? Lei che credeva con decisione nella sua indipendenza e libertà, lei che spingeva tutti ad avere qualcosa a cui aspirare e un pensiero singolo, non derivato dalla massa. Su questo erano molto simili, perciò non poteva odiare il giovane uomo politico solo perché credeva intensamente nei suoi ideali.
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Ave Caesar
Historical Fiction#In revisione #COMPLETA Primo volume del ciclo Romae: ogni storia sarà autoconclusiva perciò non sarà necessario leggerle tutte e nell'ordine da me stabilito. Anno 114 d.C., sotto il principato del Divo Traiano, all'ombra dell'Anfiteatro Flavio si...
