XVI. Primus Amor

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*Nell'immagine: ritratto di Adriano.

Restò a fissare la schiena nuda del suo ammiratore mentre indossava di nuovo la toga, senza sapere come iniziare il discorso che si era programmato giorni prima. Era stata una fortuna che lui avesse deciso di andarlo a trovare proprio quando Falco aveva bisogno di lui. Ma prima di chiedergli qualche favore si era assicurato di ammorbidirlo con del sesso.

Avrebbe potuto andare dritto al sodo non appena lo aveva visto davanti alla sua porta, ma sapeva che se era giunto fino a lì, con tutti gli impegni politici che aveva, non era certo per parlare. Ma ormai che aveva ottenuto quello che voleva dal gladiatore, che cosa gli impediva di andarsene e far finta di non aver capito che Falco voleva chiedergli qualcosa? Solo l'amore non corrisposto che provava per lui gli imponeva di attardarsi ancora un po' ed aspettare che il coraggioso gladiatore trovasse la forza per parlare.

Si appoggiò alla bacinella contenente dell'acqua che Falco teneva sopra ad un alto tre piedi, e ai sciacquò il viso con il liquido gelato che ebbe un effetto rinfrescante. Fu a quel punto che sentì la voce profonda e anche un po' stanca del gladiatore, asserire: "Ti andrebbe di farmi un regalo?" In teoria, data la sua importanza, Falco avrebbe dovuto avere più rispetto per quel l'importante ospite nella sua cella ma era stato lui stesso ad insistere a finché lo trattasse come un suo pari.

Perciò non poteva poi lamentarsi troppo della sua sfacciataggine, visto che ne era lui stesso la causa. Non ai voltò neanche e appoggiò le mani alla bacinella, quasi a volersi sorreggere. Aveva quasi l'impressione che quello che gli stava per chiedere Falco gli sarebbe costato molto e che alla fine avrebbe fatto di tutto per accontentarlo.

"Di solito non accetti mai i miei regali". Aveva provato più volte a dimostrargli il suo amore con presenti che immediatamente il gladiatore aveva rifiutato. Per non illuderlo, aveva detto, ma ogni suo no era stato un colpo al cuore.

Falco ignorò il suo tono un po' irritato e andò avanti. Ci aveva pensato per due giorni, si era preparato tutto quello che doveva dire e non poteva tirarsi indietro. Ne andava del futuro suo e di quello di Castria. Per questo dopo aver degluito e preso fiato, chiese: "Potresti parlare con tuo padre e convincerlo a concedermi la libertà?"

Calò il silenzio all'interno del cubiculum. Un freddo e imbarazzante silenzio che Falco non si era aspettato. Sapeva che ci sarebbe stata una po' di resistenza ma non immaginava che Adriano avrebbe reagito in quel momento. Non poteva vederlo in volto perché gli dava le spalle perciò non poteva scorgere il suo volto turbato mentre ripensava alla sua richiesta.

"Se non sbaglio ti ho già offerto la libertà, qualche anno fa... E tu l'hai rifiutata!" L'ennesimo no dal parte del gladiatore che aveva distrutto il cuore del futuro Imperatore. Ma questa volta era stato peggio che non aver accettato un suo misero regalo, era stato come rifiutare lui in persona. E nonostante comunque fosse sempre tornato a fargli visita, non riusciva a dimenticare quell'avvenimento.

Si sentiva perfino indignato solo per il fatto che Falco glielo avesse chiesto, riportando a galla momenti che avrebbe voluto lasciare sepolti dentro di sé. E per questo era ben palpabile dal suo tono tutta la sorpresa e il nervosismo che provava.

In un'altra situazione sapeva che era meglio lasciarlo in pace, non disturbarlo con le sue richieste. Ma aveva bisogno del suo aiuto più che mai. "È vero, mi hai offerto la libertà ma alle tue condizioni..." iniziò Falco alzandosi dal suo letto completamente nudo e avvicinandosi ad Adriano che, avendo sentito la sua presenza più vicino, si era voltato e lo stava guardando negli occhi.

"...ed essere libero ma costantemente alle tue dipendenze, costretto a soddisfarti ogni qual volta lo volevi, non mi avrebbe reso meno schiavo di ora!" Era la pura verità e anche il figlio dell'imperatore lo sapeva bene, per questo il suo sguardo non era più quello di un uomo ferito ed indignato, quanto quello di uno dispiaciuto e anche un po' imbarazzato.

Ave CaesarDove le storie prendono vita. Scoprilo ora