Falco non era mai stato a casa di Castria e per la prima volta doveva incontrare suo padre e parlare con lui a tu per tu. Si era fatto prestare dei vestiti da Rubilio e per la prima volta indossava dei pantaloni di pelle. Non aveva proprio l'aria di un Romano ma non c'era stato verso di convincerlo ad indossare una tunica.
Sperava di poter apparire come una persona per bene, nonostante la sua mole, ma l'idea di presentarsi a Longino lo rendeva agitato. Aveva affrontato gladiatori spietati che desideravano solo ucciderlo, eppure ciò che gli faceva più paura era un misero romano.
Aveva bisogno di un piccolo incoraggiamento, prima di farsi vedere da Longino. Così invece di bussare al grande portone della domus della famiglia, passò sul retro della casa, attraverso una piccola entrata che usavano gli schiavi e che dava sul peristilium, entrando quasi indisturbato nonostante fosse giorno.
Era quasi ora del pasto principale della giornata e per questo la maggior parte della servitù era riunita nelle cucine, mentre della famiglia non sembrava esserci traccia. Non sapeva bene neanche lui perché aveva agito in quel modo, sapeva solo che aveva bisogno di vedere la sua amata prima di affrontare l'inevitabile.
Voleva stringerla fra le sue braccia, farsi confortare dalla sua presenza stretta a lui, sussurrarle quanto l'amava e provare la sensazione che niente e nessuno li avrebbe mai separati. Perciò s'inoltrò all'interno della casa, come un ladro, nascondendosi tra le colonne e nei corridoi bui, cercando un modo per non farsi notare ma allo stesso tempo capire dov'era la camera da letto di Castria.
Gli Dei, se pur lui non aveva mai fatto nulla per chiedere il loro favore, sicuramente decisero di proteggerlo e aiutarlo perché, nascosto in una piccola rientranza di un muro, sentì chiaramente la voce di Castria e, come rinvigorito, la seguì.
Nei suoi anni da schiavo non gli era mai capitato di dover entrare di nascosto in una casa, eppure era molto bravo a restare nel buio senza farsi vedere, tanto che riuscì a raggiungere l'atrium senza essere notata da nessuno.
Con un colonna a coprirlo agli occhi di una serva, osservò la sua donna parlare proprio quella ragazza. Riusciva chiaramente a sentire la sua voce, anche se era troppo lontano per capire che cosa stava dicendo e restò nascosto fino a quando lei non fu sola.
Solo in quel momento prese il coraggio, uscì fuori dal suo nascondiglio, si avvicinò quasi di corsa e la prese per un braccio. Non le diede neanche il tempo di aprire bocca che con la mano l'aveva già coperta per impedirle di urlare.
La trascinò al sicuro dietro ad una colonna e solo quando vide la consapevolezza nei suoi occhi, le scoprì la bocca per poi tappargliela di nuovo con le sue labbra decise. Erano settimane che non si vedano e aveva sentito la sua mancanza tanto che era pronto a prenderla lì, in mezzo alla casa, senza il minimo pudore.
Castria, dopo essersi accorta che non era un malintenzionato, bensì il suo uomo, si era lasciata andare volentieri tra le sue braccia, ricambiando il bacio con ritrovata passione. Ogni volta che era con lui, tutto il resto del mondo passava in secondo piano, e non si fece neanche lei tanti problemi.
Con uno slancio, d'amore, Falco la tirò su, facendola aderire con la schiena alla colonna e lasciando che gli circondasse la vita con le gambe snelle, mentre con la bocca passava ad esplorare il suo collo sinuoso.
Era passato un bel po' di tempo dalla loro prima, e anche ultima, notte d'amore eppure ricordava nei minimi dettagli ogni angolo del corpo nudo della suo donna e per lui era un piacere poterlo assaporare di nuovo.
Non c'era bisogno di dimostrare a parola quanto la sua assenza era pesata giorno dopo giorno, lo si poteva capire dall'urgenza che sentiva e dal suo bisogno di schiacciarla sempre di più tra la pietra e il suo corpo statuario.
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Ave Caesar
Historical Fiction#In revisione #COMPLETA Primo volume del ciclo Romae: ogni storia sarà autoconclusiva perciò non sarà necessario leggerle tutte e nell'ordine da me stabilito. Anno 114 d.C., sotto il principato del Divo Traiano, all'ombra dell'Anfiteatro Flavio si...
