Capitolo 31

9.5K 396 124
                                        

<<Dove stiamo andando?>> gli chiesi urlando, per sovrastare il rumore del vento.

Lui non rispose, ma iniziò a decelerare. Non riconoscevo quelle vie, per cui ero quasi certa che non fossimo rientrati nella nostra città, a Wilmington.

Si fermò davanti ad un fast food e con un cenno brusco della testa mi intimò di scendere dalla moto. Scesi sbuffando e gli volta in fretta le spalle, mentre sentivo il mio stomaco brontolare per l'odore che proveniva da quel locale.

<<Ho fame>> disse lui, scendendo dietro di me. <<Tu?>>.

<<Un tantino>> ammisi, incamminandomi verso l'entrata del fast food.

Mi accorsi che lui non mi seguiva, così mi girai per controllare cosa stesse facendo. Jason era immobile, dietro di me, con lo sguardo letteralmente fisso sul mio sedere. Quando si accorse che mi ero girata e l'avevo beccato a fissarmi, spostò velocemente lo sguardo, schiarendosi la gola imbarazzato.

<<Cosa c'è, Jason?>> gli chiesi sarcastica, con il tono più fintamente dolce che riuscivo a fare.

<<I-io>> disse, passandosi una mano tra i capelli e spostando lo sguardo dritto davanti a sé.  <<Sono carini, questi pantaloni>> ammise, iniziando a camminare e sorpassandomi. Come una scema, mi ritrovai a fissare i miei pantaloni di pelle a vita alta.

<<Non ci credo! Non rientrano nel tuo stile!>> esclamai, raggiungendolo.

<<Be', sì. Ma mi piacciono>>.

<<Forse ti picciono perché li indosso io>> lo stuzzicai, mentre da vero gentiluomo apriva la porta a vetro del locale e la lasciava richiudere bruscamente alle sue spalle. Appena in tempo, stoppai la chiusura della porta con la mia mano e lo guardai male, mentre lui faceva finta di niente.

Ridacchiò quando gli lanciai l'occhiataccia, e quasi lo sentii borbottare un piccolo: <<Forse>>.

Ordinammo i nostri menu e poi andammo a sederci al primo tavolo libero; strano ma vero, persino a quell'ora (quasi mezzanotte) il locale era quasi pieno.

<<Non mangi?>> mi chiese mentre finiva il mio panino, che avevo lasciato incartato ancora sul vassio. Alzò appena i suoi occhi azzurri per guardarmi, per poi riposarli sul suo cibo. Avevo fame, ma avevo paura di vomitare, se mi fosse presa l'ansia all'improvviso. Perciò mangiai solo le patatine. Feci spallucce alla sua domanda.

<<Tu non dovresti seguire una dieta ipocalorica, considerando lo sport che pratichi e tutto ciò che ne concerne?>> gli chiesi sarcasticamente, accusandolo con una patatina.

Jason fece a sua volta spallucce. <<Nah>> rispose semplicemente, affondando i suoi denti nel suo panino.

Lasciai da parte metà porzione di patatine, poi presi il milkshake. <<Non le finisci?>> mi chiese.

<<Si, ma non ora. Dopo questo>> spiegai, alzando il bicchiere che tenevo in mano. 

<<Stai seriamente mangiando prima il dolce e poi il salato?>> mi chiese d'improvviso facendomi saltare, mentre osservava il milk shake alla fragola che stavo bevendo. Lo guardai male per quella brusca domanda, poi scrollai di nuovo le spalle, senza rispondere. Lo sentii borbottare qualcosa dove colsi solo le parole "stranezza" e "non capisco".

Non era una cosa che facevo comunemente, mangiare prima il dolce e poi il salato, ma avevo una fissazione strana, quando si trattava del cibo: dovevo mangiare prima ciò che mi piaceva di meno, per gustarmi al meglio ciò che mi piaceva di più alla fine, e in quel momento il Milk shake veniva dopo "patatine fritte".

Incompresi ~The Misunderstood Series La tua prossima ossessione. Scoprilo ora