Capitolo 22

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Silenziosamente salii in camera, confusa da tutto ciò che era successa quella sera. Jason si era lasciato andare a strane frasi, a strani gesti. Insomma, mi aveva baciata! Mi sdraiai sul letto, ancora con il koala stretto sotto braccio, e con una mano andai a sfiorarmi le labbra. Ne avevo baciati di ragazzi, l'ultimo appena qualche giorno prima con Tyler. Ma il bacio con Jason era stato diverso ... forse perché probabilmente è stato il bacio più inaspettato della mia vita. Il mio cuore accelerò i battiti, mentre ripercorrevo con la mente il momento prima del bacio ed il momento stesso. L'intensità con cui mi aveva guardata prima negli occhi, poi le labbra. L'intensità con cui si era poggiato su di esse.

Mi alzai bruscamente dal letto, così come il portellone della cabina era stato bruscamente aperto alla fine del giro in giostra, interrompendo il nostro bacio.

Cosa cazzo stavo pensando? Scossi la testa violentemente, sbuffando.

Tutto ciò, non era da me. Né da lui. Chissà che cosa gli stava passando per la testa in quel momento, ma sopratutto dopo. Perché non mi aveva più rivolto la parola, dopo il bacio? Perché era tornato freddo e distante? Sotto sotto avevamo passato una bella serata. Questo non potevo negarlo io e non poteva negarlo lui.

Mi spogliai e appena mi rivestii qualcuno bussò alla mia porta.

<<Avanti>> mormorai. La testa di David sbucò dalla porta, poi tutto il corpo, e infine si richiuse la porta alle spalle.

Mi scrutò attentamente, poi prese un respiro profondo mentre io non riuscivo per niente a guardarlo negli occhi. Non sapevo se essere arrabbiata per il ceffone o se essere mortificata per averlo deluso, per l'ennesima volta.

<<Dove sei stata?>> mi chiese, avvicinandosi con le mani nelle tasche dei pantaloni.

<<Al luna park>> borbottai, indicando con la testa il grande koala. <<Ho vinto quello con le pistole>>.

Fece un sorriso. <<Non sapevo avessi una mira così perfetta o una passione per le pistole>> disse, con un tono leggero.

A quel punto mi sentii di poter rialzare lo sguardo. <<Non lo sapevo nemmeno io>> esclamai, omettendo che era grazie a Jason se ero riuscita ad avere un buona mira.

Lui continuò a fissarmi, senza dire niente. <<Mi dispiace>> sussurrai.

Non sapevo nemmeno se mi avesse sentito, o se le parole erano realmente uscite dalla mia bocca. Ma dovevo dirglielo in qualche modo, doveva saperlo che non gli ero così ingrata come poteva sembrare.

Lui si avvicinò ancora e inaspettatamente mi tirò a se, facendomi sprofondare tra le sue braccia. All'inizio rimasi impietrita tra le sue braccia, poi quando lui aumentò la stretta lo strinsi a mia volta.

Per la seconda in quella sera, sentii qualcosa di diverso pervadermi il petto, lo stomaco, la testa, tutto. Qualcosa di diverso dall'ansia, dalla paura, dal panico, dalla sensazione di soffocamento.

Per la seconda volta, sentii dentro me stessa del calore che mi faceva sentire positiva. Felice.

Si chiama contatto umano. Ciò da cui scappi continuamente, se non per sfamare depravati appetiti sessuali da ubriaca.

<<Non dovevo farlo, mi dispiace>> sussurrò nei miei capelli. <<Ma tu mi fai perdere la pazienza>>.

Scossi la testa, per quanto me lo permetteva la nostra stretta. <<Non scusarti Dav>> dissi. <<Forse, per come mi comporto, me ne meriterei di più>> sussurrai, in imbarazzo.

Si staccò dolcemente dalla mia presa e mi guardò negli occhi, mentre mi scostava indietro i capelli. I suoi occhi castano verdi erano così belli ed espressivi. Le sue labbra piene erano piegate in un piccolo sorriso.

Incompresi ~The Misunderstood Series La tua prossima ossessione. Scoprilo ora