Capitolo 9 - Incontri al limite del bizzarro: Gaudenzio -

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"Homo sum: humani nihil a me alienum puto. Vel me monere hoc vel percontari puta: rectumst ego ut faciam; non est te ut deterream"
Terenzio, Heautontimorumenos, vv. 77-79

Roma, 5 febbraio 41 d.C.

Nonostante fosse pieno inverno, quella mattina sulla capitale, il sole era particolarmente splendente e i raggi solari regalavano un piacevole tepore; era proprio una giornata adatta per girare per le strade che erano affollate dal gran via vai dei cittadini che si dedicavano alle loro attività quotidiane, fra cui quella delle botteghe, fuori dalle quali i commercianti strillavano con la merce in mano, per cercare di attirare clienti per gli acquisti. Ma fra loro ve ne era uno che sbraitava     

- Torna qui lurido ladruncolo, la pagherai cara!!

Le persone si girarono tutte quante per capire cosa stesse succedendo, e videro un ragazzo che correva a più non posso cercando di farsi spazio fra la folla.

Aveva il fisico asciutto, ma i suoi lineamenti erano comunque definiti; la corta chioma castana che aveva in testa si muoveva continuamente a ritmo della corsa, col fiatone che si faceva sentire sempre più, ma rideva comunque soddisfatto.

- Ahah, ancora che ci provano, tanto non mi prenderanno mai!! - concluse girando per un attimo la testa verso il suo inseguitore, per poi guardare nuovamente davanti.

- Ma che cosa sta succedendo oggi? C’è più trambusto del so…. - Locusta non riuscì a finire la frase che si trovò dinanzi un ragazzo, tutto sudato, che gli piombò addosso facendola cadere con la schiena al suolo; Canius non ebbe i riflessi pronti e si trovò al suolo con Locusta e lo sconosciuto sopra di lui.  

- Ahi ahi che botta - sussurrò e dopo essersi ripreso guardò avanti - Ma perché non fai attenzione a dove vai eh?

Locusta, stranita e ancora stordita, si voltò prima verso Canius che gli fece spallucce e poi verso il ragazzo che la fissava con atteggiamento infastidito - Dovrei essere io a dirlo…. - sbottò anch’ella nervosa.

- Torna qui ladro!! - sentirono urlare entrambi; mentre si rialzava, Locusta gli notò appesa al collo, una piccola croce, con i due bastoncini legati da un piccolo spago.

- Dannazione sta per raggiungermi - guardò la ragazza - Ora non ho tempo, addio

“Chissà chi è quello strano ragazzo” si disse Locusta mentre tentava di far rialzare il povero Canius che si era ripreso dalla caduta solo qualche minuto prima.

Gli pulì la tunica corta e gli sorrise lievemente per rassicurarlo; aveva notato che Canius era un ragazzo molto timido ed ogni contatto con la società gli incuteva sempre un po’ di timore.

Canius ricambiò il sorriso e le chiese dolcemente - Tu stai bene?

- Si, anche se non ho ancora capito cosa sia successo e chi sia quello che ci ha investito….

- Probabilmente era un ladro…. - rispose Canius repentinamente, come se lo conoscesse benissimo.

Locusta iniziò ad avere dei dubbi su di lui, ma ci sorvolò sopra poiché la spesa per il padrone era più importante di qualsiasi curiosità personale.

Il ragazzo continuò a correre e non appena trovò un posto sicuro, si fermò per riprendere fiato - Accidenti...stavolta me la sono cavata per un pelo - poi rovistò nelle tasche della tunica e in una specie di borsa a tracolla per cercare qualcosa, estrasse tutto quello che vi era dentro; frutta e qualche tozzo di pane e infine un sacchetto con qualche moneta, che era riuscito a sottrarre a quella ragazza mentre era ancora a terra.

Locusta La tua prossima ossessione. Scoprilo ora