Capitolo 3 - Adattarsi al cambiamento -

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"Donec eris sospes, multos numerabis amicos:
tempora si fuerint nubila, solus eris.
aspicis, ut veniant ad candida tecta columbae,
accipiat nullas sordida turris aves"
Ovidio, Metamorfosi, I, vv. 523-526

Achaikos era stato venduto verso le prime ore del mattino: acquistato da un organizzatore di lotte e spettacoli, per soli 1500 sesterzi. Locusta non era triste anche se avrebbe dovuto esserlo; prima di allontanarsi le aveva sorriso per l'ultima volta: fu il suo augurio, il suo addio.

- Quanto è il prezzo di questa bella schiava? - chiese improvvisamente una donna puntando il dito verso Locusta; la ragazza interruppe bruscamente le sue preghiere ad Achaikos e si rivolse a guardare timorosa la donna che la stava indicando.

Aveva l'aspetto della donna romana per eccellenza: fisico formoso e curvilineo avvolto dalla stola, l'indumento lungo fino ai calzari, fermata in vita dalla cingulum, una cintura che metteva in mostra le forme floride della donna; sopra le spalle di essa vi era la palla di color porpora, un mantello che molte volte veniva usato per coprire il capo femminile.

I capelli corvini, dai riflessi azzurrini, erano raccolti in un ampia treccia a corona sul capo, fermate da pinze; anche se ben annodata qualche ciuffo ribelle le era caduto sulle spalle, dandole un aspetto più naturale e seducente. Aveva circa trent'anni.

- Questa schiava proveniente dalla Gallia è il pezzo migliore che ho a disposizione - le rispose Lucius con un ampio sorriso e gli occhi che si erano fatti piccoli per via delle zampe di gallina comparse ai lati.

- Ditemi il prezzo! - sbottò nervosa la donna - Non ho tempo da perdere in chiacchiere!

- 2500 sesterzi, signora! - riferì Lucius con orgoglio. Difatti era il prezzo più alto di tutta la merce in suo possesso.

- Il prezzo vale la sua bellezza, ma cosa sa fare? - gli domandò titubante; i lineamenti severi divennero più dolci quando mostrò la tipica indecisione femminile.

- Un'insuperabile conoscitrice delle erbe con i quali sa produrre filtri e veleni, un'abilità davvero molto rara da queste parti - le spiegò il mercante adulando all'eccesso le sue doti mentre ronzava intorno alla donna sfregando le mani.

- Solo questo?! - sbottò delusa - Non è in grado di svolgere le mansioni di una comune schiava? - le volse il suo sguardo.

Gli occhi castani si incrociarono con quelli azzurri della schiava; la sua espressione di disgusto durò qualche secondo poiché il mercante le assicurò, esagerando, che era in grado di fare qualsiasi cosa per la sua padrona.

- Se è così, allora non posso spendere i guadagni di mio marito per delle comuni e volgari schiave - la osservò con ammirazione, gli occhi le brillarono intensamente - Lei è diversa! È quella che fa per me! La compro! - esclamò alla fine consegnandogli il sacchetto pieno di soldi che aveva appeso alla cintura.

Il venditore aprì il sacchetto e rimase estasiato nel vedere quei bei soldoni dal suono gratificante.

Con un gesto invitò la schiava a scendere e Locusta obbedì senza discutere, emise solo un sospiro carico di rammarico e di paura per il futuro e il suo destino.

- Datele qualcosa per coprirla, non voglio andare in giro con una donna nuda! - ordinò la nuova padrona.

Il mercante fingendosi dispiaciuto le fece portare un telo di lana, Locusta si coprì per bene e si mise a seguire la sua nuova padrona a testa bassa guardando i piedi scalzi e sporchi.

Locusta La tua prossima ossessione. Scoprilo ora