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Orazio, Odi, I, v 37
Anzio, 21 gennaio 63 d.C.
- Altezza! È nata! - riferirono una coppia di ancelle festanti ad un Nerone al culmine dell'emozione e del fermento - Ed è una splendida bambina!
- Una bambina? - chiese l'imperatore incredulo. Il suo viso parve incupirsi.
Quella domanda fece preoccupare le due ragazze, le quali temettero di non averlo rallegrato con quella notizia. Pensarono, per un istante, che si sarebbe infuriato o sarebbe rimasto deluso. E impallidirono.
- Avete già applicato la lustratio?
- S...si, è tutto pronto, altezza - ammisero impaurite.
- Bene, portatemi da lei! - ordinò Nerone stranamente serio. Le due ancelle si lanciarono una lunga occhiata e tra un sospiro di paura e di rassegnazione l'accompagnarono davanti l'entrata della villa, dove la piccola era stata posta ai piedi della porta.
Nerone la vide, piccola, indifesa, piangente per via del freddo invernale; impietosito dalla sua dolcezza, dalla sua innocenza, tirò giù la maschera dell'indifferenza e, commosso, la prese dal suolo e la strinse amorevolemente a sé - La mia piccola principessa si chiamerà Claudia! - pronunciò non riuscendo a trattenere le lacrime.
Tra le sue braccia la piccola si tranquillizzò. Era diventato padre di una meravigliosa bambina; in parte fu sollevato nel constatare che non somigliasse molto a lui, quanto piuttosto alla sua Poppea. "Non ha ereditato la mia bruttezza".
Le donne al suo seguito scoppiarono a piangere di fronte a quel momento così struggente e delicato; una di esse si fece coraggio e disse - Pensavamo...che non l'avreste accettata, altezza
- Davvero eravate convinte che desiderassi un figlio maschio? - rise Nerone stupito - Se lo avessi voluto avrei spossato ingiustamente mia moglie e poi per l'erede c'è ancora tempo, siamo entrambi giovani e abbiamo tanti anni davanti, al momento serve qualcosa che rassereni lo spirito del popolo, specialmente dopo un periodo del genere - ammise pacatamente. Cominciò a giocherellare con la piccola fino a quando non la restituì alla madre per farla allattare.
23 gennaio
- Siamo venuti qui per far visita ai novelli genitori della nostra già adorata principessa, altezza imperiale - esordì uno degli anziani senatori con fare piuttosto ossequioso.
All'imperatore non sfuggì il mutamento di atteggiamento da parte di quei vecchiacci, i quali fino a qualche mese prima non avevano fatto altro che muovere critiche e rimproveri - Per me e mia moglie è un vero piacere vedervi qui! Non avrei minimamente immaginato che la nascita di un mio erede potesse fremere così tanto al Senato di Roma - abbozzò un fugace sorrisetto e compiaciuto dalla loro "sottomissione" continuò a mostrargli orgogliosamente la piccola bambina.
Alcuni dei senatori in fondo cominciarono a provare odio per quella creatura, poiché per colpa sua, erano costretti ad umiliarsi e lodare un uomo per cui provavano solo disprezzo.
- Io, l'imperatore Nerone - riprese il Princeps spostando il mantello in modo teatrale, scendendo lentamente gli scalini che lo separavano, osservandoli uno ad uno quasi stralunato - Ordino che per tutta la settimana in corso vengano istituiti, in tutto l'Impero, eventi teatrali, giochi circensi e gladiatorii per ringraziare gli dei di questo meraviglioso dono e per concedere al popolo la possibilità di adorare la famiglia imperiale
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Locusta
Narrativa StoricaRoma, 37 d.C. Una giovanissima schiava proveniente dalla Gallia, abile conoscitrice di ogni tipo di erba, approda nella Città Eterna. Divenuta libera, la sua vita sembra essere destinata a svolgersi nell'ombra della Capitale del Mondo....fino a quan...
