Nella vita si lotta, si prova a combattere contro paure e fragilità, ma inevitabilmente soffri, invaso e travolto da un dolore che lascia vulnerabile la tua stessa anima.
Così, anche se inutilmente, provi a risollevarti, creando quel muro invisibile che dovrebbe proteggerti, provando a vivere un'altra volta; Vivere una vita ormai insignificante, per aver perso l'unica cosa che ti teneva in vita.
L'amore...
Per Mario non è stato semplice niente.
Si è sbracciato per vivere dignitosamente, dall'età di 16 anni.
Solo, irrobustendosi dalle continue botte in faccia che prendeva, dalle persone e dalla vita in generale.
Ha perso i genitori a distanza di anni, vivendo dopo la morte della madre, con la zia. Aveva un posto dove vivere, un piatto caldo da mangiare dopo scuola, ma niente riusciva a sostituire la mancanza di sua madre. C'era un vuoto incolmabile dentro il cuore; gli mancava, gli mancava terribilmente: il suo profumo, le storie che raccontava di suo padre, un abbraccio, ogni cosa...
E questo vuoto divenne mille volte più opprimente, il giorno in cui capì di essere omosessuale. In quel preciso momento, quando un suo abbraccio sarebbe stata la sua unica forza, proprio là, si rese conto di essere totalmente solo. Quando gli occhi di sua zia sapevano di disgusto, vergogna, comprese tutto, tornando alla cruda e vera realtà della vita: non aveva una famiglia.
Andò via da quella casa, la sera stessa...con uno zainetto in spalle e quei pochi spiccioli in tasca, con il cuore spezzato, ma con la voglia di reagire. Così, arrivato a Roma, nonostante la sua giovane età, iniziò a cercare un lavoro, dormendo per giorni per strada. Non conosceva nessuno, nessun volto amico che potesse aiutarlo. Ma d'altronde è sempre stato un tipo diffidente, una persona che amava osservare più che dire mille parole inutili e questo suo lato, l'aveva sempre aiutato, in un certo senso. Stabilendo dei paletti tra lui e gli altri. Dopo qualche giorni, riuscì a lavorare in un bar, preso sotto l'ala dello stesso proprietario ed in questa circostanza conosce, Manuele. Un tipo estroverso, il suo esatto contrario, ma con il quale riuscì ad uscire il suo lato dolce, iniziando a vederlo come un punto di riferimento. Era il più grande tra i due, di qualche anno e percepiva in lui, una persona buona.
Passano i mesi, anni, quando finalmente ritrova la stabilità che cercava: aveva un lavoro fisso ed un letto dove poter dormire. Grazie al suo capo, aveva ripreso gli studi, in una scuola serale, per diplomarsi come ogni ragazzo della sua età. E lì, in quella piccola aula, incontra l'amore per la prima volta...
Travolgente
Puro
Raro
Si era invaghito pazzamente di un ragazzo. Alto, biondo, occhio azzurri, di una bellezza sconvolgente. Non riusciva nemmeno a parlargli per quanto lo mettesse in soggezione. Sorrideva e lo lasciava senza respiro. Se n'era innamorato al primo sguardo.
Insieme a lui, la sua prima volta è stata dolce, intensa, calda. Un calore così avvolgente, immenso e rassicurante.
Si sentiva finalmente giusto, al posto giusto...
Era felice.
Impazzito d'amore. Lo viveva a 360 gradi, due calamite, inseparabili.
Tra baci, abbracci, sorrisi.
Respirava l'aria del suo amore, di quel ragazzo che riusciva a farlo sentire speciale.
Era vivo.
Aveva trovato la sua strada, la sua via, la sua casa...
Era stato il suo fulmine in pieno petto, steso a terra da due perle immense. Aveva sempre quel bisogno di sentirlo, viverlo, godere ogni istante con lui, sentendo quella necessità di crearsi una famiglia: quel calore che mancava profondamente.
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Irraggiungibile
RomantikQuelle braccia che ti hanno stretto per tanti anni devi lasciarle andare, non puoi averle per sempre, non puoi amarle come vorresti tu, c'è tanto amore davanti ai tuoi occhi, dovresti soltanto, aprirli, per vedere ciò che cela dietro le ombre del tu...
