Claudio si crogiola sul letto, annoiato, sbuffando rumorosamente, mentre continua a sbloccare il cellulare, senza ricevere nemmeno una chiamata.
È andato al corso di mattina, svegliandosi solo, come capita da un paio di giorni. Mario è immerso di lavoro, torna a casa stanchissimo, rotolando sul letto per morto e la mattina va via, senza svegliarlo.
A Claudio mancano le sue attenzioni. I suoi abbraccia, i suoi baci prima di addormentarsi. Sono giorni che non lo tocca, giorni in cui Claudio si sente tremendamente solo. Gli basterebbe anche un piccolo minuto insieme a Mario, per risentirsi vivo. Solo un semplicissimo minuto, gli basterebbe.
Da ieri sente la testa pesante, brividi di freddo e il naso un po' congestionato. Ma, non ha voluto dirgli niente, per evitare di farlo preoccupare. È già stressato per il lavoro e non vuole riempirlo di altri pensieri. Oggi è finito in infermeria, per un giramento di testa, durante la lezione e Manuele l'ha riaccompagnato a casa. Così adesso è nel suo letto con la testa che rischia di scoppiare. Vorrebbe tanto Mario a casa. Vorrebbe le sue coccole, i suoi baci. Sprofondare tre le sue braccia. Ma, ha vietato a Manuele di chiamarlo, anche se, il suo cuore desidera ben altro.
Si stringe sul viso il suo cuscino, mentre una piccola lacrima, scivola giù per il viso e Manuele assiste in silenzio, a quella visione...
"Amore..." mormora Manuele, con in mano, una tazza di the caldo. "Bevi qualcosa di caldo.."
"Non mi va.." borbotta, coprendosi il volto col cuscino.
"Dai amore, non fare i capricci. Ti farà bene." Insiste Manuele, notando le sue guance imporporarsi, ancora di più. Quindi poggia la tazza sul comodino, premendo la mano sulla fronte del più piccolo.
"Ti sta salendo la febbre"
"Sto bene"
"No, che non stai bene. Sei quasi svenuto al corso" lo riprende, guardandolo serio.
"Non sono un bambino, Manu. Ho avuto un semplice capogiro..."
"Zitto e bevi il the, senza lamentarti!" Lo riprende, mentre l'altro brontola infastidito, prendendo tra le mani la tazza, iniziando a sorseggiare, un po' alla volta.
"Sei andato in giro per casa, con i capelli bagnati, come al solito?"
"No, Mario si incazza quando lo faccio...." afferma, accennando un piccolo sorriso, pensando ai suoi continui rimproveri... "Mercoledì, con Vale ho beccato una burrasca, al ritorno dalla palestra. Sarà stato questo. Anche se l'unico a stare male sono io. Valerio è bello attivo." Brontola, mestamente.
"Ti ho sempre detto di non prendere freddo, di coprirti, vero?"
"Non farmi la paternale... per un po' di febbre..."
"Piccolo birbantello, tu non te lo ricordi forse; ma questo fratello rompicoglione, ti ha portato mille volte in ospedale, quando avevi la febbre alta. Quindi non ti lamentare se sono apprensivo, hai capito?"
"Scusa..." mormora, stringendosi poco dopo, al suo petto.
"Chiamo Mario?"
"No, starà lavorando. Lascialo tranquillo."
"Come vuoi, amore. Adesso riposa un po'. Più tardi ti riprendo la temperatura."
Così si accoccola, stringendo ancora di più, il cuscino di Mario, immergendosi sotto le coperte, tremando un po'. Manuele gli lascia un piccolo bacio sulla fronte, prima di andare in cucina. Quest'ultimo prova a richiamare il suo amico, ma non riceve nessuna risposta in cambio. Non ha visualizzato nemmeno il messaggio ed impreca, rimettendo il cellulare in tasca.
Purtroppo, il negozio è strapieno di gente. Fra qualche giorno sarà Pasqua e con la settimana straordinaria di sconto, tutti sono letteralmente impazziti. Infatti, Mario non si è fermato un secondo, muovendosi come una trottola, tra il magazzino, i camerini, il negozio, senza un attimo di tregua. Lorenzo non ha molto affinità con la gente; quindi Mario è costretto a fare il suo lavoro e quello del nuovo apprendista. Qualche giorno fa, si è dovuto scusare con una cliente, a causa sua, per averle risposto malamente, durante il suo turno al negozio. Venendo poi richiamato dal coordinatore, il quale gli ha ordinato di stare ai magazzini. Ma anche qui combina errori, uno dietro l'altro. Facendo esaurire Mario, il quale a fine turno, si trattiene a lavoro, risistemando i vari scatoloni, al giusto posto, rincasando stremato e moribondo.
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Irraggiungibile
RomanceQuelle braccia che ti hanno stretto per tanti anni devi lasciarle andare, non puoi averle per sempre, non puoi amarle come vorresti tu, c'è tanto amore davanti ai tuoi occhi, dovresti soltanto, aprirli, per vedere ciò che cela dietro le ombre del tu...
