Camila sbatte la porta d'ingresso e, uscendo, viene subito a contatto con il freddo pungente dell'esterno. Si stringe nel suo cappotto, incamminandosi verso la fermata dell'autobus e pregando che non inizi a piovere proprio nei dieci minuti che le servono per raggiungerla.
Camminando, nota un'auto –una BMW per essere precisi, quindi è impossibile non notarla- andare sempre più piano fino a fermarsi vicino a lei. Anche prima di vedere il finestrino abbassarsi, sa già di chi si tratta. Camila si toglie l'auricolare destro, per ascoltare qualunque cosa avesse da dirle di prima mattina.
"Vuoi un passaggio?", chiede con un sorrisetto Shawn Mendes.
La ragazza alza gli occhi al cielo, osservando i nuvoloni grigi sopra la sua testa. Beh, non manca tanto alla fermata...
"No, grazie", risponde fredda. "Ci tengo alla mia vita", borbotta.
Lo conosce così bene da sapere che non guida esattamente con prudenza.
Shawn ride, per niente sorpreso da quella risposta. "Ti ho accompagnato un sacco di volte e non sei mai morta."
In quel preciso istante, la fronte di Camila viene colpita da una goccia d'acqua. E poi un'altra e un'altra ancora. La ragazza volge uno sguardo al cielo e sospira. "E va bene!"
Passa dietro la macchina per raggiungere la portiera del lato opposto e salire velocemente prima che la pioggia diventi più forte. Il ragazzo sorride compiaciuto, richiudendo il finestrino.
"Sai che giorno è oggi?", chiede poi retoricamente.
"Un altro giorno di merda?", Camila scrolla le spalle mentre lui rimette in moto la sua adorata BMW.
Shawn ride, dandole uno sguardo veloce con la coda dell'occhio per poi riconcentrarsi sulla strada. "Sì, probabile... ma è anche il 15 novembre!", esclama euforico.
Camila sa bene che intende con questo. Mancano quindici giorni allo scadere della loro scommessa che, non solo avrebbe dimostrato chi dei due è l'indiscusso miglior giocatore di hockey, ma sarebbe anche stata molto sconveniente per chi dei due avesse perso.
"La mia squadra è brava quanto la tua, se non migliore", aveva detto Camila, con le braccia conserte.
Shawn aveva scrollato le spalle, alzando poi le mani. "Sai cosa? I numeri parlano. Vediamo chi tra un mese esatto avrà vinto più partite."
La ragazza ci pensò per un secondo, ma la sua natura competitiva la spinse ad accettare senza troppi ripensamenti. "Ci sto. Tanto vi faremo il culo!"
Sul volto del ragazzo si era formato un ghigno, "Vedremo..."
"E noi siamo in vantaggio", aggiunge Shawn sorridendo, assaporando già la vittoria.
Camila rotea gli occhi. "Non per molto", ribatte.
Il ragazzo toglie una mano dal volante, per tirar fuori il suo iPhone dalla tasca dei jeans. "Hey, Siri! Puoi fare la beat box della frase quindici a tredici?"
La ragazza sbuffa leggermente, incrociando le braccia al petto. "Sei un immaturo", borbotta mentre dal telefono proviene il suono di quella che dovrebbe essere la beat box. Invece, Shawn non fa altro che sghignazzare, divertito dalla situazione.
"Pronta ad avere l'appuntamento peggiore di sempre, miss perfettina?", le chiede ammiccando.
"Pronto a cedermi la tua macchina per un giorno?", ribatte lei sicura di sé e soprattutto sicura di vincere, pur sapendo che Shawn avrebbe fatto qualsiasi cosa per non cederle la sua auto, auto che finora non aveva lasciato guidare a nessun altro. Camila ha il sospetto che ami quell'auto più della sua stessa vita ed è proprio per questo che l'ha messa in ballo nella scommessa.
Shawn e Camila hanno sempre avuto un rapporto inusuale: sono amici, ma adorano prendersi in giro e farsi scherzi. Insomma, rendersi la vita un inferno a vicenda. E fanno sempre scommesse stupide come questa, per qualche assurda ragione.
"Ti farò la serenata più sconcia di sempre nel posto più affollato possibile", continua il ragazzo immaginando la scena con un sorriso divertito.
Finalmente, arrivano a scuola. Ha anche smesso di piovere. Shawn parcheggia, mentre Camila scruta la gente guardando fuori dal finestrino. Quando il ragazzo spegne il motore, lei nota una persona a lei fin troppo familiare.
Shawn sta per aprire lo sportello, ma Camila lo blocca afferrandogli il polso. "Fermo!"
Lui la fissa con le sopracciglia aggrottate, "Ma che ti prende?"
"Guarda fuori", si limita a rispondere lei ancora con gli occhi fissi sul ragazzo in questione.
Shawn segue il suo sguardo, notando Caleb, un ragazzo di un anno più piccolo di loro che ha un'enorme cotta per Camila. Si mette a ridere, "Non puoi dirgli semplicemente che non ti interessa?"
"Ma non voglio spezzargli il cuore, insomma guardalo!"
Shawn, di conseguenza, rivolge un'occhiata al ragazzo. Il suo viso pallido è per metà nascosto da un libro fantasy e per metà dagli occhiali caratterizzati da una montatura troppo grande per la sua testa. Si stringe nel cappotto che, Shawn non può fare a meno di notare, non è decisamente abbinato al resto del suo abbigliamento.
Shawn scuote la testa sorridendo e, finalmente, esce dall'auto. Va ad aprire la portiera di Camila, visto che non si decide a scendere.
"Vuoi restare lì per tutto il giorno?"
Camila scuote la testa. Il ragazzo le porge la mano, mentre lei lo guarda titubante. Alla fine, afferra la sua mano e si alza dal sedile del passeggero. I due attraversano il parcheggio mano nella mano, mentre Camila è ancora confusa di come ciò possa rivelarsi utile.
Caleb alza gli occhi dal suo libro e li fissa per tutto il tempo, anche se cerca di non farlo notare, finché non scompaiono dal suo campo visivo.
A quel punto, i due lasciano la mano l'uno dell'altra.
Camila si pulisce la mano contro i jeans. "Hai le mani sudate...", mente per schernire Shawn.
"Stare vicino a te mi fa questo effetto", ribatte lui. "E non solo questo, se capisci che intendo...", mentre lo dice si guarda il cavallo dei jeans e poi le fa l'occhiolino.
La ragazza arriccia il naso, ma solo dopo aver roteato gli occhi. "Fai schifo".
"Comunque non puoi evitarlo per sempre, devi dirgli che non ti piace", afferma Shawn, facendosi serio di punto in bianco.
Camila sospira, "Ma non voglio ferirlo... io non sono brava in queste cose. Tu sì, invece. Sei anche troppo onesto."
Lui le rivolge uno sguardo offeso, "Non è vero! Lo sono al punto giusto."
"Una volta hai detto a quello del primo anno che non sarebbe riuscito a segnare un punto nemmeno se avesse tirato senza difensori a due metri di distanza dalla porta", gli rammenta lei invece, riferendosi ad un ragazzo che aveva partecipato ai provini per entrare a far parte della squadra di hockey.
Il ragazzo alza le mani in segno di difesa, "Era la verità infatti!"
Camila lo fissa con un sopracciglio alzato. Shawn sospira arrendevolmente. "Okay, hai ragione tu... ma non pensare che parlerò con Caleb al posto tuo."
"Perché no?", sbotta lei. "Sai quante ragazze ti ho tolto di torno io?", chiede retoricamente e fa una piccola pausa per dare maggiore enfasi al discorso. "Beh, tante!"
Shawn rotea gli occhi, "Sono troppo bello, mi si buttano tutte addosso... sono io la vittima qui!"
"La modestia è una delle qualità che preferisco di te", borbotta Camila.
Lui le rivolge un'espressione strafottente, poi sospira. "Ti aiuterò... ma ti toccherà passarmi gli esercizi di chimica per sempre."
"Affare fatto."
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The worst date ever [S.M]
FanficUn ragazzo e una ragazza che amano l'hockey fanno una scommessa su quale delle rispettive squadre vincerà più partite. Ciò li avvicinerà più di quanto pensano. [In fase di editing]