"Vuoi rapirmi forse?", chiede Camila.
Le sembra di star camminando da tantissimo tempo, con solo Shawn a guidarla visto che ha gli occhi bendati.
"Attenta alle scale", l'avverte lui ignorando la sua battuta.
"Scale? Ma non vedo niente!", si lamenta la ragazza.
Non può permettersi una caviglia slogata –o peggio- prima della partita. Oltre a ciò, è anche confusa visto che sono appena usciti da un ascensore.
Sente il ragazzo sospirare e poi qualche istante di completo silenzio. Sta per dire qualcosa, quando si sente sollevare da terra. Emette un urletto per la sorpresa, capisce poi che Shawn l'ha appena presa in braccio. Tasta il suo petto per cercare alla cieca il suo collo e allacciarvi le braccia intorno.
"Ma che fai?", ridacchia lei.
"La principessa qui non può fare una rampa di scale", la schernisce Shawn.
Non che gli dispiaccia portarla in braccio, anzi. Shawn tira un calcio ad una porta davanti a loro –dopo aver fatto le scale- per aprirla avendo le mani occupate.
Camila sente l'aria fredda travolgerla e suppone che siano sul tetto di un palazzo, anche se non capisce perché. Poco dopo, sente i piedi di nuovo saldi sul pavimento.
"Sei pronta?", domanda Shawn iniziando a sciogliere il nodo della sua benda.
"È tipo mezz'ora che lo sono."
Lui ride e le toglie la benda da davanti agli occhi, ridandole la vista. Gli occhi di Camila ci mettono pochi secondi a riabituarsi e, subito dopo, lei si guarda intorno spalancando le palpebre alla vista dell'ambiente circostante. Non si tratta di un semplice tetto, ma di una terrazza.
Precisamente di un giardino, ai cui lati sono posizionate le diverse piante. Invece, al centro vie è una zona pavimentata con un portico sopra. Lì è posizionato un tavolo al centro ed intorno ci sono dei divanetti. La cosa che nota Camila è che c'è anche un'amaca. In più, da lì si ha una vista mozzafiato della città.
"Wow...", commenta più che altro a sé stessa, sbalordita.
"Speravo si vedessero le stelle a quest'ora, ma a quanto pare no", borbotta invece lui.
"Shawn, le stelle non si vedono in città. Mai sentito parlare di inquinamento luminoso?", lo prende in giro la ragazza.
Pensa che, però, le luci delle case e degli edifici sotto di loro da così lontano ricordano un po' le stelle.
"Scusami, saputella"
Shawn alza le mani, mentre Camila sorride divertita. "È bellissimo, davvero. Non potevi fare di meglio."
"Sì, invece. E l'ho fatto. Guarda qua."
La prende per mano, trascinandola sotto il portico vicino al tavolo. Da vicino, nota che è apparecchiato e sopra di esso c'è una bottiglia di vetro. Shawn l'afferra, con un'espressione fiera in volto.
"Non avremo le stelle, ma abbiamo le bollicine", dice riferendosi allo champagne.
"Wow, ti sei dato un gran da fare", commenta Camila.
Ha fatto tutto questo per me, pensa lei. Non osa immaginare quanti soldi deve aver speso, soltanto per affittare la terrazza. Lui, d'altro canto, non lo considera un problema quello dei soldi. Ci tiene molto che le cose funzionino. Per questo, ha voluto organizzare qualcosa di speciale invece del solito appuntamento al cinema.
"Ma no, non è niente di che", scrolla le spalle facendo il modesto.
Dopo aver mangiato, Camila insiste per spostarsi sull'amaca, stando attenta a impedire al suo vestito di sollevarsi.
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The worst date ever [S.M]
FanfictionUn ragazzo e una ragazza che amano l'hockey fanno una scommessa su quale delle rispettive squadre vincerà più partite. Ciò li avvicinerà più di quanto pensano. [In fase di editing]