Camila non può evitare di tornare a scuola il giorno successivo, nonostante non si sentisse ancora del tutto in forma. Quando l'ha vista, Josie l'ha abbracciata come se non si vedessero da vent'anni.
Quel giorno, Shawn e Camila hanno stabilito di comportarsi discretamente e di non dare la parvenza di essere tornati insieme. Per questo, lui e Zac si sono seduti con i loro compagni di squadra a pranzo, invece Josie e Camila con le loro compagne.
Shawn ha già spiegato tutto ai suoi e suo padre si è già messo in contatto con gli avvocati; ora attendono solo che Camila parli con la sua famiglia. E ciò l'avrebbe dovuto fare quel pomeriggio.
Suo padre è seduto sul divano comodamente mentre guarda il notiziario e sua madre, seduta di fianco a lui, legge un libro e ogni tanto alza lo sguardo per commentare le notizie insieme a suo marito. Come faccia a concentrarsi su entrambe le cose, Camila non lo capisce.
Comunque, questo le sembra il momento adatto per prendere il discorso, anche perché la nonna non è presente. Si trova nella sua stanza a riposarsi. Non ce l'avrebbe proprio fatta a confessare una cosa del genere di fronte a sua nonna. Ha una certa età, sarebbe potuta morire di dispiacere. Letteralmente. O almeno, così suppone Camila.
Prende un respiro e si fa coraggio, nonostante sentisse il cuore batterle così forte da poterle uscire dal petto.
"Devo dirvi una cosa", annuncia con lo sguardo basso sulle sue ginocchia.
Lei è seduta su una poltrona, posta di lato rispetto al divano. Capendo la serietà della situazione dalla sua espressione, il padre spegne la TV mentre la mamma mette un segnalibro tra le pagine del romanzo e lo chiude, poggiandolo poi sul tavolino di fronte a loro.
Entrambi voltano la testa quanto basta per guardarli.
"Che succede?", domanda Ernesto.
Camila prende a giocherellare ansiosamente con il suo elastico per capelli, rigirandoselo intorno al polso.
"C'è un... un video...", inizia e sente già un groppo in gola e gli occhi pizzicarle.
Si sente ancora peggio, perché proprio non riesce a far altro che piangere in quegli ultimi giorni. Se le lacrime in una persona fossero in una quantità finita, lei le avrebbe già consumate.
"Un video di me e...", a quel punto si blocca perché le lacrime prendono il sopravvento.
Eppure, ai genitori non serve udire altro. Si scambiano un'occhiata, con la consapevolezza di essere giunti entrambi alla medesima conclusione. Non che ci volesse una laurea per comprendere di cosa stesse parlando la figlia.
Immaginano che l'altra persona coinvolta sia Shawn, essendo il suo fidanzato. Chi altri potrebbe essere?
Camila non riesce a guardarli in faccia, avendo timore di quello che potrebbero dire. E il loro silenzio è estenuante ancora di più delle loro possibili parole. Sa bene che i suoi genitori sono credenti e sa che ne pensano i credenti di queste cose.
Immagina che cosa stiano pensando in quel momento: che è un'irresponsabile, che è ripugnante, che non è tanto santa quanto credessero.
E invece no.
È suo padre, con sua sorpresa, il primo a parlare. "Non fa niente", asserisce.
La ragazza alza lo sguardo di scatto, non aspettandosi quelle parole. Vede sua madre annuire, condividendo quel pensiero.
"Te lo devo chiedere...", inizia poi. "L'ha fatto Shawn?"
Camila scuote la testa con vigore, tirando su con il naso. "No..."
La ragazza si cimenta nello spiegare un po' tutta la storia. O meglio, racconta che i due sono stati ripresi da un altro ragazzo che ora vuole usare il video contro di loro. Poi, gli spiega che la famiglia di Shawn vuole intraprendere un'azione legale.
I suoi genitori l'ascoltano in silenzio, provando orrore per quello che sta accadendo nella vita della loro unica figlia a loro insaputa.
"La causa mi sembra un'ottima idea", afferma Melissa. "Andrà tutto bene, tesoro."
Camila strabuzza gli occhi. Si aspettava una reazione un po' differente da parte dei suoi genitori super religiosi.
"Non pensate che sia una... poco di buono?", pondera bene le parole prima di utilizzare una parolaccia.
"Ma come ti viene in mente?", replica il padre.
Senza nemmeno rifletterci, la ragazza si alza dal suo posto e praticamente si fionda ad abbracciare entrambi i suoi genitori. Dopo un po', suo padre si alza dal divano e lei resta con la testa appoggiata sulla spalla della madre.
"Chiamo il padre di Shawn", annuncia, prima di dirigersi a cercare il suo cellulare.
Nel frattempo, Melissa accarezza dolcemente la testa della figlia. "Potevi dircelo subito", le dice. "Noi non ti avremmo giudicato. Ti vorremo sempre bene, qualsiasi cosa accada."
Camila non può fermarsi dal piangere di più, ma commossa stavolta. "Anche io vi voglio bene."
Così, il pomeriggio seguente, la famiglia Santiago si ritrova riunita a casa Mendes, dove l'unica a non essere presente è Alissa. O meglio, si trova in camera sua.
C'è anche un avvocato.
I genitori di Camila parlano con Manuel, dicono che dovrebbero fare a metà il costo della causa. Il padre di Shawn replica che non sarà necessario, ma i Santiago continuano a insistere. Per quanto vero che i Mendes fossero ricchi, ai genitori di Camila non pare giusto far fare tutto a loro. E neanche accettare carità, se è per questo. Sua madre ha uno stipendio buono essendo un medico, mentre suo padre un po' meno ma non si sono mai trovati ad avere seri problemi.
"Abbiamo già avviato il tutto", spiega l'avvocato, una donna sulla quarantina. "I Fitz dovrebbero aver già ricevuto la notifica."
Si riferisce alla famiglia di Caleb, essendo lui ancora un minore. Per poco, certamente.
Camila si lascia andare contro lo schienale della sedia della sala da pranzo di Shawn, con un sospiro. Lui, che è seduto affianco a lei, le prende la mano sotto il tavolo. Questo attira l'attenzione della ragazza che si volta verso di lui, trovandosi di fronte ad un suo sorriso rassicurante.
"La prima cosa da fare sarebbe proporre un patteggiamento, soprattutto considerato il fatto che il ragazzo non è maggiorenne."
La madre di Camila aggrotta le sopracciglia, invitando l'avvocato a rivelare più dettagli.
"Gli proporremo di dichiararsi colpevole e di uscirne con un ordine restrittivo e una somma di risarcimento danni", spiega la donna. "I suoi dispositivi elettronici saranno già stati confiscati, se la polizia ha avuto un mandato."
Inoltre, il profilo falso da cui ha postato il video senza le loro facce, è stato chiuso e il video cancellato. Ma chissà in quanti l'hanno scaricato, visto o condiviso nel frattempo.
Camila non vorrebbe se la cavasse così facilmente, visto quello che le ha fatto, di cui soltanto lei è a conoscenza. Però, un'altra parte di lei spera accetti l'accordo perché non è sicura di riuscire ad affrontarlo in un tribunale. O di affrontarlo in generale. Ancora non l'ha incontrato dopo l'episodio negli spogliatoi.
"Adesso dovreste spiegarmi esattamente come sono andate le cose", l'avvocato si rivolge a lei e Shawn.
Entrambi raccontano le loro versioni dei fatti, Camila omette quello che è accaduto negli spogliatoi. Dice invece che Caleb le ha chiesto un appuntamento con lui, utilizzando il video come minaccia, e lei ha rifiutato. Sembra plausibile e, per il momento, tutti se la bevono.
Tutti tranne Shawn.
Raga' mancano solo quattro capitoli, non ci credo 🥺🥺
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The worst date ever [S.M]
FanfictionUn ragazzo e una ragazza che amano l'hockey fanno una scommessa su quale delle rispettive squadre vincerà più partite. Ciò li avvicinerà più di quanto pensano. [In fase di editing]