41 - have a good day

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Dopo aver fatto la coda nella caffetteria, Camila riceve il suo cibo e cerca un posto dove sedersi. Il suo primo istinto è quello di dirigersi vero il tavolo dove già hanno preso posto Josie, Zac e Shawn.

Poi, vedendo il volto di quest'ultimo, si blocca sui suoi passi sentendo lo stomaco stringersi in una morsa. Tutti e tre la notano e Zac e Josie restano perplessi quando Camila decide di cambiare direzione e di andare a sedersi con le sue compagne di squadra.

Shawn sente, invece, la tristezza farsi strada dentro di sé al ricordo di ciò che ha fatto decidere a Camila di non sedersi al loro tavolo quel giorno.

Notando la sue espressione, Josie e Zac si voltano verso di lui e lo fissano con sguardo inquisitorio.

"Che volete?", sbotta lui mettendosi immediatamente sulla difensiva.

"Tu ne sai qualcosa, non è vero?", chiede retoricamente Zac con un'espressione dura sul viso.

Shawn, per evitare di rispondere, prende una forchettata della pasta insipida della caffetteria e la mette in bocca, nonostante faccia schifo. Niente in confronto alla pasta di Camila.

In seguito a questo pensiero vorrebbe schiaffeggiarsi, perché anche una cosa banale come un piatto di pasta gli ricorda di lei.

"Che hai fatto, Shawn?", insiste Josie quando il ragazzo non si degna di rispondere.

Lui infilza la forchetta in un altro po' di pasta con violenza, come se la pasta fosse la sua vittima e la forchetta il suo pugnale. Rivolge ai due amici un'occhiata assassina. "Non sono affari vostri."

"Quindi è grave...", Zac giunge alle proprie conclusioni e Josie sembra essere d'accordo.

Shawn sbuffa e scatta in piedi, afferrando il suo vassoio. Senza proferire parola, si allontana e va a sedersi ad un tavolo vuoto così da poter mangiare completamente da solo.

Più tardi, durante gli allenamenti, ignora del tutto Zac che continua a chiedergli spiegazioni. Quando sono negli spogliatoi, il ragazzo insiste nel farsi spiegare la situazione ancora una volta e Shawn non resiste più.

"Cazzo, lasciami stare!", sbotta a voce un po' troppo alta e tutti i suoi compagni, intenti nel rivestirsi dopo la doccia, si voltano a fissarlo sorpresi. "Non mi va di parlarne, okay?", aggiunge abbassando i toni questa volta.

Zac lo fissa con gli occhi spalancati inizialmente, non aspettandosi quello scatto d'ira. Poi, si ricompone e sente un certo nervosismo travolgerlo. "Ma fai come cazzo ti pare."

Shawn si rende conto di aver esagerato e di aver offeso il suo migliore amico. La sua espressione da furiosa si addolcisce un po'. I loro compagni, nel frattempo, ritornano a farsi i fatti loro.

"Scusa... non ce l'ho con te, Zac."

L'amico sospira, rilassando i muscoli tesi delle spalle. "Lo so..."

Shawn si siede sulla panca, perdendosi a guardare la parete di fronte a lui. Quella parete contro cui lui e Camila avevano fatto sesso.

"Ci siamo lasciati", mormora per non farsi sentire dagli altri compagni, anche se prima o poi l'avrebbero capito da soli.

La maggior parte degli altri ragazzi inizia ad uscire, salutando tutti prima di andar via. Intanto, Zac si siede affianco a Shawn. Aspetta di rimanere soli e poi gli mette un braccio attorno alle spalle e il suo amico si lascia andare con la testa sulla sua spalla.

"Mi dispiace tanto", mormora Zac. "Davvero. Siete la mia coppia preferita", dice per sdrammatizzare.

Shawn si lascia scappare una risata flebile. Però poi ritornano entrambi seri.

"Ma cos'è successo? Andava tutto bene..."

"Non posso dirtelo qui", borbotta Shawn. "Ma adesso lei mi odia, sicuramente."

Zac sente la voce del suo amico spezzarsi. Quest'ultimo sente già gli occhi lucidi prima di pronunciare le sue prossime parole.

"E io ho bisogno di lei, Zac... è la mia migliore amica. "

A quel punto sente le lacrime scorrergli lungo le guance e smette di tentare a parlare, perché sente il fiato mancargli. Zac lo cinge anche con l'altro braccio, accarezzandogli la schiena.

"Per questo non potrebbe mai odiarti."

Shawn scuote la testa contro il petto del ragazzo. "Tu... tu, non, non sai quello che ho fatto", farfuglia singhiozzando.

O meglio, quello che ha fatto credere a Camila di aver fatto, nonostante lei non ci avesse creduto nemmeno per un secondo. E questa è la cosa peggiore: ora sicuramente penserà che l'ha mollata senza motivo, inventando una scusa. Come potrebbe mai perdonarlo?

**

Come se la sua vita non fosse già abbastanza miserabile al momento, mentre si dirige verso la sua auto per tornare a casa, incontra Caleb.

Possibile che questo sia ovunque? E soprattutto che ci fa ancora a scuola a quest'ora?

Magari fa parte di qualche club, come quello degli scacchi o altre cose da sfigato. Così è come lo definirebbe Shawn, comunque. O magari, spia le cheerleader o la squadra di hockey femminile durante gli allenamenti. Ancora peggio. Rivoltante, davvero rivoltante.

"Alla fine hai preso la scelta giusta", afferma Caleb con un sorriso compiaciuto.

Shawn alza gli occhi al cielo, seccato. "Vedi di non rompermi i coglioni, Caleb. Non sono dell'umore."

"Come?", si finge indignato. "Dovresti essere felice che nessuno vedrà quel video. Beh, nessuno tranne me", afferma con tono provocatorio.

Tranne lui. Shawn prova una sensazione di nausea, al semplice pensiero che anche solo Caleb potrebbe divertirsi a guardare quel video. Un video che ritrae Camila in una posizione in cui Caleb può solo sognare di averla. Prova ancora più disgusto quando immagina che farebbe guardando quel video. Sente un brivido di ribrezzo lungo la spina dorsale e cerca di scacciare quell'immagine rivoltante dalla sua mente.

"Mi fai vomitare", afferma non nascondendo il suo disprezzo. "Perché non ti cerchi una ragazza vera invece di guardare i video di una che è stata ripresa senza il suo consenso?"

Caleb si ammutolisce e ciò fa sorridere Shawn.

"Ah, sì! Purtroppo nessuna ragazza sulla terra verrebbe a letto con te."

"Le tue parole non mi fanno effetto, Mendes." Ovviamente è una bugia. "Ho vinto io questa volta."

Shawn gli si avvicina pericolosamente, guardandolo dritto negli occhi con un'espressione decisamente intimidatoria. "Goditela finché puoi. E ricordati che io ho il potere di rovinarti la vita."

Caleb non ci mette troppo a comprendere il significato di quella sua frase. La famiglia di Shawn è ricca e suo padre ha un posto di lavoro di un certo prestigio. La moglie non è da meno, visto che è capo-reparto nell'ospedale in cui lavora.

Probabilmente si asciugano persino il suore dalla fronte con una banconota da cento.

"Tieni d'occhio il cellulare... sai, gli avvocati di mio padre potrebbero farsi sentire."

In quel momento, il suo intento è solo quello di intimidirlo. Non ha ancora intenzione di sporgere nessuna denuncia. Più che altro, perché è coinvolta Camila e quindi lei dovrebbe non solo saperlo ma anche essere d'accordo. Sicuramente, però, non è un'opzione da accantonare. Caleb sta commettendo più di un reato, comportandosi in questo modo.

Il ragazzo sembra crederci, gli si può leggere il timore negli occhi.

Shawn gli rivolge un sorriso sornione. "Buona giornata."

The worst date ever [S.M]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora