Erano gli inizi di dicembre e la già affollata Milano sembrava sputare sui marciapiedi gente in più ogni giorno che passava. Aumentavano ogni volta che chiudevi le palpebre . In molti avevo già il miracoloso spirito natalizio addosso, altri semplicemente vedevano quel evento come fonte di ricchezza, perché diciamocelo, i soldi a dicembre gli esce anche chi non ce gli ha. Io osservavo da lontano, fortunatamente non dovevo immischiarmi a quei greggi per fare i regali quest'anno. Con il mese più freddo arrivavano anche più richieste di abiti e quindi molto più lavoro, infatti quella sera ero molto affaticata e desideravo soltanto buttarmi su un letto e ricaricare le batterie.
Nel tragitto verso il mio appartamento in centro, a qualche isolato lontano da quello di Andrea, il mio bodyguard quasi investì cinque persone, tra cui una vecchietta con i capelli blu, due ragazzini e un gruppo di ragazze. Diciamo che i semafori perdevano valore in quel mese, ognuno si sentiva giustificato di buttarsi sotto le macchine se serviva. Persi del tempo sul cellulare: vidi qualche celebrità che mi ringraziava per l'abito, i selfie di qualche modella, gente che mostrava la propria night routine e persone in discoteca a ballare. Non so se fu paranoia ma giurai che quello fosse Andrea. Era un ragazzo di spalle, ma riuscivo a riconoscerlo. Rimasi spaesata. Mi disse che doveva lavorare, non si faceva sentire da ore e inoltre vidi quella storia. Sperai che fosse solo la stanchezza che mi stava giocando dei terribili scherzi.
La mia casa era proprio tutto ciò di cui avevo bisogno. Era così carina e accogliente, dovevo ammettere che da quando l'avevo acquistata non volevo lasciarla. Una delle stanze più grandi era quella del guardaroba e passavo ore intere lì dentro ad organizzare. Sul comodino della mia camera c'era una cornice con una foto di me ed Andrea e quelle poche volte che dormivavamo separati la prendevo tra le mani e piazzavo un bacio sulla testa di Andrea. Un piccolo dettaglio che forse era meglio che lui non conoscesse. Già riuscivo ad immaginare le sue prese in giro a riguardo. Cercai di scuotermi di dosso i pensieri di quella stupida storia e mi ripetei che il mio Andrea stava ad una riunione.
Prima di mettermi il pigiama e nascondermi nel piumone, cenai con del latte e biscotti e poi chiusi gli occhi, grata di avere un po' di riposo. La mia schiena era a pezzi, dovevo assolutamente prenotare un massaggio o ancora meglio, un percorso benessere.
A risvegliarmi dal mio sonno solitario ma profondo fu la incessante vibrazione del mio cellulare. Con gli occhi socchiusi e un nervosismo addosso risposi senza guardare. -Pronto?- ero decisamente assonnata e irritata: combinazione poco gradevole. -Margooo.- una voce confusa e poco chiara mi fece alzare completamente. -Andrea?- il sonno era andato a farsi fottere. -Arrivo.- disse ad un'altra persona mentre a malapena capivo qualcosa visto la musica assordante. -Dove sei Andre?- il mio cuore batteva all'impazzata mentre mi rendevo conto che il mio presentimento non mi aveva tradita. Iniziò a ridere mentre parlavo a vuoto e la testa mi pulsava. -Devi fare il piercing al capezzolo.- parlava in modo storpiatto e capì che fosse ubriaco. -Dove sei?- chiesi un'altra volta sperando di ricevere risposta ma la linea si interuppe lasciandomi con l'amaro in bocca, il fuoco negli occhi e l'adrenalina nelle vene.
Dopo aver fatto avanti e indietro per la casa per più di un'oretta cercando di chiamare Andrea o qualche suo amico decisi che stare lì ad impazzire non avrebbe risolto nulla. Misi un cappotto e delle scarpe chiuse e scesi nel garage. Perché non mi aveva detto che voleva andare a ballare? Perché mi nascondeva le cose? Credevo avessimo superato queste mancanze di fiducia. La prima delle mie macchine che trovai fu la BMW bianca e con essa mi incaminai verso casa di Andrea. Erano quasi le quattro del mattino, doveva per forza trovarsi lì. Avevo un aspetto penoso: capelli scompigliati, faccia segnata dal sonno e occhi pieni di timore. Per fortuna a quell'ora le strade erano presso più deserte quindi potevo guidare con tutta la fretta che sentivo. Mi ricordai dell'ultima volta che corsi da lui e di come andarono a finire, o iniziare, le cose.
Usai la mia copia delle chiavi per entrare nel suo appartamento. Le luci erano spente e nessun rumore disturbava la quete. Andai in cucina e mi riempì un bicchiere d'acqua fredda. Dovevo calmarmi. Magari stavo interprettando male tutto. Non so cosa mi spinse sulla soglia della sua stanza da letto, ma ci andai e posso giurare che il mio battito si fosse fermato per troppo tempo. Gli occhi mi erano diventati due fessure scure e profonde e le mani mi tremavano. Mi sentivo senza forze e allo stesso tempo volevo spaccare ogni cosa. Dovevo pensare lucidamente. Dovevo far calmare il mio cuore che stava pompando troppo. Dovevo fare dei respiri profondi altrimenti sarei morta. Morta alla vista di Andrea e un'altra nel letto, nudi. Lei era bionda e piena di tatuaggi e riuscì a vedere un cazzo di piercing al capezzolo. Sperai che fosse solo un incubo.
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Ho finalmente cambiato copertina, mi sembra più fresh.Non ci crederete ma ci ho messo ore a farla.
Quale è la vostra fanfiction preferita? Ho voglia di leggere qualcosa di bello.
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