A parte che ho ancora il vomito
per quello che riescono a dire.
Non so son peggio le balle
oppure le facce che riescono a fare.
Niente paura (Ligabue)
_____
-Sai dirmi che aspetto ha, la persona che ti ha rinchiuso qui dentro?- insistette ancora Lyra, mettendo a fuoco con grande fatica la figura accovacciata del ragazzo, che adesso si nascondeva nel medesimo angolo buio dal quale era uscito.
Attese, ma non ricevette alcuna risposta.
-Da quanto tempo sei quì?- domandò ancora, con la voce che aveva ripreso a tremare.
Anche questa volta il ragazzo non le fornì nessuna risposta, ma a quel punto era troppo provata per preoccuparsene. Sapeva per certo che suo padre aveva a che fare con la reclusione di quel povero ragazzo, e si era ormai resa conto di quanto fossero stati fondati i suoi sospetti riguardo alle strane abitudini dell'uomo. Tuttavia, proprio non riusciva a capacitarsene; il suo papà non poteva aver fatto una cosa tanto orribile. Per quale ragione, poi?
-Io... Io devo andare...- mormorò, in preda ad un panico che non poteva far altro che salire.
Si sentiva confusa, spaventata, e maledettamente instabile; in quel momento avrebbe soltanto voluto delle rispose chiare, che però Toby non sembrava in grado di fornirle.
-Tornerò presto a trovarti, te lo prometto...- mormorò, mentre si voltava di schiena e risaliva in fretta le scale. Il ragazzo restò in silenzio per l'ennesima volta, limitandosi ad osservarla immobile mentre richiudeva la botola, inondando quello spazio angusto d'oscurità.
Lyra iniziò ad annaspare, portando le mani alla gola; aveva l'impressione di annegare.
Non riusciva a capire che cosa stesse accadendo, ma ciò che aveva visto era stato sufficiente a far crollare ogni sicurezza che avesse mai avuto.
Su quante altre cose le avevano mentito, i suoi genitori?
Quante altre cose orribili stavano nascondendo? E da quanto tempo?
Nonostante le sue gambe tremassero, la ragazza abbandonò la vecchia struttura in sasso e riprese il cammino verso casa.
I suoi occhi erano umidi, il corpo rigido e scosso da tremiti. Non aveva mai provato nulla di simile in tutta la sua vita.
.......
La mamma era seduta sul terrazzo, con una tazza di the caldo stretta tra le mani.
Non appena vide la figlia avvicinarsi percorrendo il vialetto antistante, sollevò la testa con stupore e preoccupazione.
-Lyra? Credevo fossi ancora a letto...- esclamò, con la fronte aggrottata ed il volto teso.
La ragazza ebbe l'impulso di rivelare ciò che aveva appena visto, ma in un attimo ricordò che anche sua madre, appartenente, aveva cercato di infangare quel segreto. Nonostante il suo disperato bisogno di capire, Lyra si impose di non parlarne.
Almeno, non finché non aveva una visione più chiara delle cose.
-Ho... Fatto la mia solita passeggiata- mentì, sforzandosi di allargare un sorriso convincente che, per fortuna, sembrò allentare la tensione della donna.
-Potevi andarci più tardi, no?- disse, sorridendo a sua volta. -Comunque, se vuoi fare colazione ci sono le brioche-.
Lyra annuì con un cenno del capo, ma anziché entrare in casa si mise a sedere accanto alla madre. Spostò lo sguardo sull'erba perfettamente tagliata del giardino, restando totalmente in silenzio.
La sua volontà di capire, era soffocata dal tremendo terrore di poter scoprire qualcosa che avrebbe cambiato le cose per sempre. La sua mente iniziò a viaggiare, mentre fingeva di ascoltare le parole di sua madre, che tentava di condividere con lei qualche pettegolezzo sulle sue amiche della parrocchia.
Solo dopo alcuni minuti, come un fulmine a ciel sereno, un'idea si accese nella mente della ragazza. Pensò che fosse un'ipotesi assurda ed inverosimile, ma era altresì l'unica che al momento le veniva in mente per cercare di svelare quell'oscuro mistero.
-Ehmm, mamma...- mormorò, interrompendo bruscamente il discorso sostenuto dalla donna.
-Dimmi, che c'è?-. Conosceva bene sua figlia, ed era perfettamente in grado di comprenderne le emozioni; aveva notato un atteggiamento più schivo del solito, da parte sua.
-Posso... Farti una domanda?- chiese Lyra, abbassando lo sguardo ed intrecciando le mani strette in mezzo alle ginocchia.
-Ma sì, dimmi...- rispose l'altra, che già aveva assunto un'espressione preoccupata.
La ragazza affogò i polmoni in una gran boccata d'aria, prima di trovare il coraggio di parlare. Si sentiva molto stupida in quel momento, ma aveva bisogno di rassicurazioni.
-Mio fratello... Quello che è morto quando io avevo due anni...-. Si interruppe, lanciando un rapido sguardo agli occhi di sua madre, adesso accesi di rabbia e dolore. -Come si chiamava?- concluse, tornando a voltarsi altrove; non aveva abbastanza coraggio per mantenere quel contatto visivo.
La donna restò in silenzio per molti secondi, prima di rispondere a quella domanda. Pensò che non serviva a nulla mentire, perché poco importava se Lyra conoscesse o meno il vero nome di suo fratello.
Fu però estremamente difficile per la donna pronunciarlo; ogni volta che le capitava per qualche motivo di farlo, era come ricevere una pugnalata in petto. Toby faceva parte di quel passato che aveva rinnegato, scacciato, ed imprigionato nei suoi ricordi; e tutto ciò che lo riguardava, era per lei un argomento off limits.
-Toby. Si chiamava Toby..- disse, a bassa voce. -Ma perché me lo chiedi?-.
Lyra sentì il suo cuore mancare un battito; non poteva credere che fosse vero. In cuor suo aveva pregato con tutte le sue forse che la sua ipotesi fosse sbagliata, ma il nome coincideva. E non poteva essere soltanto un caso.
Dunque, quello legato in quel buco, era suo fratello?
Tornò a sentirsi soffocare, ma dovette trattenere le emozioni che adesso tentavano di annegarla. -E... Di cosa è morto?- farfugliò, con un filo di voce.
-Purtroppo era malato, Lyra- le rispose sua madre, alzando involontariamente il tono della vocs. -
-Ma non voglio rivangare il passato, le cose sono andate come nostro Signore ha voluto-.
STAI LEGGENDO
Ticci Toby - Ripudiato
Fanfiction"-Cosa è, questo?-. -È un pennello, serve a dipingere. Vedi? Lo bagno nel colore, e poi...-. -E questo... Cosa è questo?-. -Questo si chiama abbraccio, Toby. Serve a dire a qualcuno che gli vuoi molto bene-". Lyra ha da poco compiuto diciott'ann...
