40. Un senso di te

191 26 5
                                        

Eppure, sentire, nei sogni in fondo a un pianto,
nei giorni di silenzio c'è un senso di te.

Un senso di te (Elisa)
______

L'auto arrestò la sua corsa davanti all'ingresso dell'ospedale dove la donna, scendendo, iniziò a gridare aiuto attirando l'attenzione di un paio di infermieri. Lyra mise i piedi a terra con il cuore che rimbalzava nel petto, ed aiutò suo fratello a fare lo stesso.
Un gruppo di quattro infermieri li raggiunsero pochi secondi dopo; uno di loro si trascinava dietro una barella.
-Quel ragazzo lì!- gridò ancora la proprietaria della vettura, che indicava con insistenza Toby agitando le braccia.
Da quel momento, tutto si fece molto più confuso; Lyra, che ancora stringeva forte la mano di suo fratello, fu accerchiata dagli infermieri che iniziarono a chiederle con grande insistenza di allontanarsi.
-No, as..aspettate!- iniziò a balbettare, annaspando. -Così lo spaventate!-.
Uno degli uomini in camice iniziò ad armeggiare aprendo la barella, mentre gli altri tre continuavano a ripetere alla ragazza che doveva stare tranquilla, e lasciarli fare il loro lavoro.
Toby iniziò a far scorrere lo sguardo sui loro volti preoccupati, e si sentì oppresso dall'insistenza con la quale tutti e quattro lo stavano fissando. Sentì il suo fiato appesantirsi, ed il corpo venir attraversato da una scarica elettrica che scatenò subito dopo una lunga serie di tic nervosi alla testa, alle spalle, ed anche alle sue mani. -Lyra...- mormorò, nel momento in cui si accorse che lei gli stava lasciando la mano. Era ormai accerchiato dagli infermieri che gli ripetevano in modo quasi ossessivo di stare calmo e di stendersi sul lettino, e parevano davvero volerlo aiutare ma lui, terrorizzato com'era, non riusciva a capire che cosa stesse accadendo. Cercò con lo sguardo il profilo dolce di sua sorella, che gridava mentre veniva spinta via da uno di quegli sconosicuti. -Deve calmarsi, adesso!-.
Ma lei, con un'espressione di terrore e sconforto a decorarle il volto, continuava imperterrita a cerca di riavvicinarsi al fratello.
-Lo state spaventando, voi non capite!- gridava. -Lui non è abituato a...-. Si interruppe, guardando con sgomento il viso di Toby che, portandosi le mani alla gola come tentasse invano di inalare ossigeno, aveva iniziato ad indietreggiare. Prevedendo che sarebbe fuggito, tre infermieri lo bloccarono immediatamente afferrandolo per il busto e per la spalla ancora sana, scatenando così in lui un violento attacco di panico. Iniziò a gridare il nome della sorella, dimenandosi come un animale selvatico in gabbia.
-Chiama subito il dottore, bisogna sedarlo!- gridò uno degli uomini, che allo stesso tempo riuscì a spingere il paziente fin contro l'auto.
Lyra, ormai con le lacrime agli occhi, tentò ancora una volta di raggiungerlo ma fu bloccata da un quinto dipendente ospedaliero, appena giunto con grande preoccupszione sul posto dopo aver udito tutte quelle urla.
-La prego di calmarsi e restare indietro, signorina!-.
Ad afferrarla, questa volta, furono proprio le mani della stessa donna che li aveva caricati in auto e portati sino a lì: la afferrò per la schiena e cercò di trascinarla indietro con dolcezza, pur applicando in realtà una certa forza. -Lyra, cerca di stare calma- mormorò al suo orecchio. Anche lei pareva molto spaventata, seppur non comprendesse affatto la situazione che si era appena creata.
La ragazza, balbettando qualcosa di incomprensibile, notificò con la coda dell'occhio l'arrivo del dottore che era stato chiamato poco prima: era seguito da una giovane infermiera. I due raggiunsero l'automobile in pochi secondi correndo lungo il marciapiede antistante l'ospedale, e si gettarono tra la mischia di infermieri che già stavano accerchiando Toby. Il ragazzo, ormai del tutto fuori controllo, continuava a dimenarsi piangendo e gridando, rischiando così di danneggiare ulteriormente la sua spalla già malandata.
-Immobilizzatelo!- ordinò il medico, che pareva piuttosto preoccupato di quella situazione. -Eseguo subito un'iniezione di Tiopental-.
Adesso erano in quattro e tenere fermo quel ragazzo che, per quanto avesse un aspetto malato e denutrito, era così spaventato da appellarsi a tutta la forza che aveva in corpo ed era riuscito più volte a spingere via un paio di uomini. Mentre due infermieri bloccavano il suo busto premendolo contro alla fiancata dell'automobile, altri due immobilizzavano il suo braccio sinistro affinché fosse possibile per il dottore applicare l'iniezione.
A causa della potente azione sedativa del farmaco, giusto un attimo dopo la penetrazione dell'ago, Toby perse conoscenza e si abbandonò totalmente tra le braccia di quel gruppo di sconosicuti.
Lyra dovette assistere a quella straziante scena senza poter fare nulla, e scoppiò in un pianto che la povera donna che ancora la abbracciava non poté in nessun modo placare. Singhiozzava ed emetteva lamenti soffocati, fino a farsi mancare il fiato. Fu straziante per lei vederlo ridotto in quel modo, scorgere tutta quella paura nei suoi occhi ormai chiusi.
Il ragazzo, totalmente privo di conoscenza, fu caricato sulla barella e trasportato immediatamente in pronto soccorso, mentre il medico riponendo la siringa in tasca si rivolse a Lyra. -Lei sta bene?-.
La ragazza annuì con un breve cenno del capo. Tremava, piangeva, e non riusciva più a calmarsi.
-Mi segua, le facciamo dei controlli. Sa dirmi cosa è accaduto? Dobbiamo contattare la polizia?-.
Le poggiò una mano dietro alla schiena, per invitarla a seguirlo. Lei si voltò brevemente in direzione della vecchia amica di sua madre, borbottando che poteva andare, e ringraziandola del suo prezioso aiuto.
Non rispose alle domande che le erano appena state poste dal dottore, ma si incamminò a passo deciso seguendolo fino all'ingresso del pronto soccorso.
La sua mente era un groviglio di emozioni, i suoi pensieri confusi ed offuscati. Ma almeno, si disse, Toby sarebbe stato finalmente soccorso ed aiutato.

Ticci Toby - RipudiatoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora