17. Supereroi falliti

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Vorrei poter fermare il tempo,
so che ti piacciono le foto.
Vorrei poter colmare il vuoto, dentro.

Supereroi fallitti (LowLow/Mostro)
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Per evitare di spaventare Toby, la sorella dovette muoversi con estrema lentezza per tutto il tempo.
Ma non si sentì affatto a disagio, nell'aiutarlo a sfilarsi la felpa, ed anche lui pareva stranamente rilassato. Sollevò entrambe le braccia per permetterle di sollevare l'indumento, fino a scoprire del tutto il suo petto; ed alla vista di quest'ultimo la ragazza ebbe un sussulto che sofficò a fatica.
Sulla pelle bianchissima del ragazzo erano presenti un gran numero di lividi ed escoriazioni, che parevano essersi accumulate soprattutto sulle spalle e sulla schiena; e le ossa sottostanti erano fin troppo visibili. Poteva contare le sue costole, farci scorrere sopra il vito come fossero le corde di un triste violino.
Toby era ridotto letteralmente ad un mucchio d'ossa, ricoperto da una muscolatura quasi del tutto assente.
Nonostante l'angoscia che assalì violentemente la ragazza, continuò a spogliarlo senza dire una parola. Lui la guardava immobile, pareva quasi disconnesso da ciò che gli stava accadendo attorno; il suo sguardo era spento, esprimeva solo una enorme stanchezza.
Lyra poggiò le dita sull'elastico dei suoi pantaloni, e solo allora lui parve irrigidirsi, ma non la fermò. Non sapeva neanche che cosa avrebbe dovuto provare in quel momento; era una situazione mai vissuta.
La ragazza riuscì, con movimenti lenti e calcolati, a spogliarlo del tutto.
-L'acqua che ho portato non è calda, però...- borbottò, piegando la bocca in un piccolo sorriso e scambiandosi un breve sguardo con il fratello maggiore. Lui la osservava immobile; pareva ormai fidarsi di Lyra. La lasciava fare e forse, dentro di se, traeva sollievo dal venire accudito da qualcuno.
-Quindi magari avrai un po' freddo...- continuò lei, svitando il tappo di una bottiglia.
Toby abbassò la testa. -Io non lo sento, il freddo- mormorò.
L'altra non riuscì, dapprima, a dare un senso a quell'affermazione. Poggiando un polpastrello sul buco della bottiglia per regolare l'uscita dell'acqua, iniziò con molta delicatezza a far cadere una porzione di liquido sulla testa di Toby. Passò poi una mano tra le ciocche dei suoi capelli, per assicurarsi di riuscire a bagnarli tutti, e vi sfregò sopra un po' di sapone fino a generare una buona dose di schiuma bianca.
Sorrise lievemente, mentre versava dell'altra acqua sulla sua testa per poi procedere a lavare le spalle ed il petto; Toby la osservava immobile, seguendo con lo sguardo i movimenti delle sue mani. Di tanto in tanto, il suo corpo era scosso da un paio di tic nervosi.
Le dita di Lyra sfioravano la sua pelle, pallida e ferita, man mano che vi faceva scorrere sopra il blocchetto di sapone. Sfregò con molta più accortezza laddove erano presenti quelle escoriazioni, seppur lui non avesse mai avuto la benchè minima reazione di dolore a quel contatto; poi tornò a capovolgere la bottiglia per risciaquare.
-Chi ti ha fatto questo, Toby?- domandò la ragazza con un filo di voce, osservando con sgomento quelle ferite. Non erano niente di grave, ma erano certamente dovute ad un'aggressione fisica che si era probabilmente ripetuta nel corso del tempo. Il suo polso incatenato, poi, presentava ematomi e segni rossi, causati dallo sfregamento della catena sulla sua pelle troppo fragile.
Il castano non rispose alla domanda, ma distolse lo sguardo. Pareva non essere assolutamente intenzionato a trattare quel preciso argomento.
Lyra deglutì bagnando la gola secca, e tornò ad afferrare il sapone. Non provò la minima vergogna nel continiare a lavarlo, anche nel momento in cui giunse alle zone più intime; Toby era così ingenuo e puro, che fu per lei come occuparsi di un neonato.
Gettò dell'acqua sul suo corpo per l'ultima volta, lavando via i restanti rimasugli di schiuma; con l'ultima bottiglia rimasta, poi, pulì come meglio poté i suoi vestiti. La felpa era ancora imprigionata dalla catena che bloccava il polso sinistro del ragazzo, ma fortunatamente veniva raggiunta dal raggio di sole che penetrava all'interno della botola aperta; allo stesso modo, Lyra vi posizionò accanto i pantaloni in modo tale che potessero asciugarsi.
-Ci vorrà un po'- mormorò, recuperando l'asciugamano che aveva portato dallo zaino. -Intanto, ti metto questo...-.
Aprendo le braccia, vi avvolse il corpo magro di Toby e si ritrovò, quasi involontariamente, a stringerlo a sé. Nonostante lui fosse bagnato non tremava; sembrava davvero non poter percepire il freddo.
La ragazza chiuse gli occhi, e stringendolo si rese conto con enorme stupore che lui le aveva poggiato la testa sulla spalla. Era la prima volta che cercava spontaneamente un contatto.
Sorrise.
Era davvero tenero, quel povero ragazzo.
Aveva bisogno di qualcuno che lo proteggesse da quel mondo infame e si prendesse cura di lui; ed era certa che lo avesse trovato.
Non poteva cambiare il passato, seppur lo avrebbe voluto davvero; tuttavia, di certo poteva manipolare il futuro. E si disse che ci sarebbe stata per lui, sempre, qualunque cosa sarebbe accaduta lei sarebbe rimasta al suo fianco.
-Ti prometto che le cose andranno meglio, Toby...- mormorò nel suo orecchio, con un filo di voce.

Ticci Toby - RipudiatoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora