Hai pregato bestemmiando per la rabbia,
per tutta l'agonia.
Per le scelte che stava facendo Dio.
Leggera a G. (Ligabue)
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Toby si rivestì il fretta, non tanto per la vergogna ma per recuperare la sicurezza che gli garantivano i suoi vestiti; non era affatto abituato, a stare senza.
Lyra fece lo stesso, senza guardalo in faccia; non si era neanche accorta che le fosse scappata una tiepida lacrima, che adesso percorreva lentamente la sua guancia arrossita. Lei stessa non sapeva che cosa stesse provando in quel momento; un indefinito senso di colpa si intrecciava e confondeva tra le onde di una sensazione di conforto.
Osservò le mani sanguinanti di Toby, adesso adagiate sulle sue gambe intrecciate; le sue dita tremavano visibilmente ed erano pallide così come il resto della pelle che ricopriva il suo scheletrico corpo. Il ragazzo sollevò lo sguardo su di lei; il vuoto nei suoi occhi pareva essere temporaneamente sparito, e sostituito da un bagliore di sicurezza e calma.
Non c'era niente di sbagliato o di cattivo in lui, e di questo Lyra ne era assolutamente sicura; per questo, si disse, quella follia andata avanti per quindici lunghi anni doveva assolutamente finire.
Toby meritava molto più di questo.
-Adesso ti porto via da quì- gli disse, decisa, stringendo i pugni di entrambe le mani.
Non gli diede il tempo di rispondere perché balzò in piedi e si precipitò sulla scala di ferro, tornando di sopra nella stanza spoglia del vecchio rudere. Trapassado il tetto mancante il sole, che stava scacciando via le nuvole grigie, aveva iniziato ad accarezzarle i capelli.
Si guardò intorno con nervosismo, finché non fu riuscita a trovare due pietre; una piuttosto grande ed un'altra dalla forma più appiattita e dalle dimensioni ridotte rispetto alla prima. Le issò da terra con decisione e tornò nel buco, dove Toby la attendeva completamente immobile.
Gli si avvicinò a passo svelto, per poi riporre le pietre a terra; afferrò poi la catena che imprigionava il polso del ragazzo.
-...Che fai?- mugolò lui, con un filo di voce.
-Quello che avrei dovuto fare dal giorno che ti ho trovato- rispose lei a gran voce, per poi sistemare la catena sulla roccia piatta. Afferrò l'altra con entrambe le mani, e la calò rapidamente causando un colpo sordo che rimbalzò sulle pareti di terra di quello spazio angusto e freddo.
Il castano osservò la scena senza dire una parola. L'idea di poter avere finalmente il polso libero lo allettava molto, ma allo stesso era letteralmente terrorizzato al solo pensiero di dover uscire dal suo nascondiglio.
Un secondo colpo lo fece ravvrividire un'attimo dopo, e fu seguito da altri cinque che si unirono ad un lamento della ragazza, finché una maglia della catena non si spezzò. Lyra gettò a terra la pesante pietra con non curanza, e sfilò la porzione spezzata dal resto della catena. Un'estremità lunga circa mezzo metro era ancora attaccata al polso di Toby, ma almeno non era più imprigionato al suolo ed avrebbe potuto uscire da quel maledetto posto.
-Ce l'ho fatta- esclamò come a complimentarsi con se stessa; allargò un ampio sorriso soddisfatto che però si spense subito non appena ebbe incrociato lo sguardo terrorizzato di suo fratello maggiore.
-È tutto ok, Toby- tentò di rassicurarlo, con il tono di voce più convincente che riuscì ad improvvisare. -Ci sono io con te, andrà tutto bene-.
Ma lui, abbassando la testa, riprese a tremare in modo appena percettibile. -Non so se voglio uscire- farfugliò.
La ragazza emise un sospiro; dopotutto se lo aspettava, che non sarebbe stato semplice. Riusciva a malapena ad immaginare quanto potesse essere spaventato all'idea di interagire con il mondo, dopo aver passato tutta la sua vita chiuso in quel posto. Ma era certa, assolutamente certa che portarlo con se fosse la scelta migliore.
-So che fa paura...- gli disse, avvicinandosi e lasciandogli una carezza sui capelli arruffati. -Ma io sarò al tuo fianco per tutto il tempo, e ti proteggerò. Te lo prometto-.
Gli occhi del ragazzo parvero illuminarsi, quando ebbe sentito quelle sue parole; proprio di questo aveva estremo bisogno, di sentirsi protetto.
Ed ormai aveva sviluppato una fiducia quasi cieca nei suoi confronti, tanto da sentirsi in grado di affrontare la sua più grande paura: uscire dal nascondiglio. Se lei fosse rimasta al suo fianco come diceva, forse avrebbe potuto farcela davvero.
Si alzò lentamente in piedi, osservando con un'espressione indecifrabile la catena che adesso penzolava giù dal suo polso ricolmo di lividi, e strinse nervosamente le mandibole.
-Andrà tutto bene, vedrai- lo rassicurò ancora lei, avvicinandosi e stringendolo in un caloroso abbraccio.
-Devi solo seguirmi. Immagino che vedrai tante cose che potranno spaventarti ma, credimi: non c'è niente di cui devi avere paura là fuori-.
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Ticci Toby - Ripudiato
Fanfiction"-Cosa è, questo?-. -È un pennello, serve a dipingere. Vedi? Lo bagno nel colore, e poi...-. -E questo... Cosa è questo?-. -Questo si chiama abbraccio, Toby. Serve a dire a qualcuno che gli vuoi molto bene-". Lyra ha da poco compiuto diciott'ann...
