31. Scusate per il sangue

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La mia vita era come un tunnel,
la luce mi tolse la vista.

Scusate per il sangue (LowLow/Mostro)
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Dopo una lunga serie di tentativi con gli oggetti più disparati, Lyra era riuscita a liberare il polso del fratello dall'ultima porzione di catena che vi era rimasta aggrovigliata. Poi, con estrema gentilezza, condusse Toby nel piccolo bagno che affiancava la sua camera da letto, dopo essersi assicurata che nessuno dei loro genitori si trovasse nei paraggi. Lui osservava ogni singola cosa attorno a sè con una curiosità infantile e disarmante; faceva scorrere lo sguardo sui mobili, sui muri, sulle mattonelle del pavimento osservando tutto come se davvero non avesse mai visto nulla del genere. Pareva poi essere attratto in modo particolare dagli oggetti colorati, dalle creme poggiate davanti allo specchio ai pettini che sua sorella usava per sistemarsi i capelli; sfiorava ogni singola cosa con la punta delle dita, come volesse percepirne la consistenza. Cosa che, di fatto, non poteva fare a causa della sua condizione.
-Spogliati, dai- mormorò Lyra, intenta ad azionare il getto della doccia affinchè l'acqua si scaldasse. -Meglio che ti dai una pulita-.
Lui la osservò immobile per diversi secondi, poi fece ciò che gli aveva chiesto. Tentava di non renderlo troppo palese, ma era piuttosto spaventato all'idea di dover usare la doccia; sapeva cosa fosse e a cosa servisse, ma non riusciva ad immaginare cosa avrebbe provato ad infilarsi nudo lì dentro.
Tuttavia, ancora una volta, il sorriso della sorella gli diede il coraggio necessario per approcciarsi all'ennesima cosa per lui del tutto sconosicuta. Evitando in tutti i modi di guardarsi allo specchio, come fosse turbato dall'idea di poter vedere se stesso, si sfilò di dosso la felpa logora e la gettò a terra, scoprendo il petto ossuto ricolmo di lividi; poi, si privò del resto degli abiti reggendosi con una mano contro alla superficie lucente del lavandino. Sbatteva le palpebre in continuazione, disturbato dalla luce della lampadina accesa nonché da quella proveniente dall'esterno; i suoi occhi stavano addirittura lacrimando lievemente, a causa di questo.
Lyra restò immobile ad attenderlo, senza guardarlo in modo troppo insistente per non rischiare di metterlo a disagio; quando lui ebbe finito di spogliarsi si avvicinò, e delicatamente gli afferrò una mano.
-Leviamo anche queste...- mormorò, iniziando a sciogliere le bende logore e macchiate che avvolgevano i suoi polsi e le sue dita. Ne liberò entrambe le mani, con movimenti estremamente delicati nonostante sapesse di non poter fargli male. Le dita del ragazzo, alcune più di altre, presentavano profonde escoriazioni, morsi e tagli in prossimità delle unghie ed anche sulle nocche. La sua pelle era ricoperta da chiazze di sangue rappreso e terra.
-Okay, sei pronto. Vieni- gli disse poi, iniziando a tirarlo fino alla doccia.
Toby ebbe una buona dose di esitazione, nel momento in cui si trovò faccia a faccia con il getto d'acqua calda; le mani di Lyra tuttavia si poggiarono sulla sua schiena, spingendolo in avanti.
-Non avere paura, è solo acqua- ridacchiò, divertita da quella buffa situazione. Il castano si voltò verso di lei ed accennò a sua volta un debolissimo sorriso, mentre il getto inzuppava i suoi capelli facendo sì che cambiassero colore e si appiattissero contro alla sua testa.
-Usa questo- disse poi la sorella, porgendogli un flacone di bagno schiuma al mughetto. -Ne metti un po' nel palmo si una mano, poi te lo strofini sulla pelle...- gli spiegò, senza smettere di sorridere. -Fai da solo, o vuoi che ti aiuti?-.
Toby afferrò l'oggetto osservandolo brevemente, poi rivolse lo sguardo a lei e scosse la testa come a dire che non aveva bisogno d'aiuto.
-Ok- fece lei. -Allora intanto ti cerco dei vestiti- 
Richiuse accuratamente la porta del bagno e si diresse in camera, dove iniziò a frugare nel suo armadio recuperando una felpa ed un paio di pantaloni piuttosto larghi. Premendo quegli abiti puliti sul suo petto tornò fuori dalla stanza e si fermò davanti alla porta del bagno, ascoltando lo scrosciare dell'acqua al suo interno.
Era infinitamente felice di avere Toby con sé; lo immaginò armeggiare con quel flacone tra le mani ed istintivamente sorrise.
-Tutto bene?-. Sbattè un paio di volte le nocche contro alla porta, prima di aprirla. Contemporaneamente lui era risucito a disattivare l'uscita dell'acqua, ed ora la osservava attraverso il vetro pieno di goccioline, con i capelli zuppi che gli oscuravano la vita.
Lyra recuperò un asciugamano dal cassetto e lo raggiunse. -Asciugati con questo, dai-.
Attese che lui avesse rimosso la restante acqua sulla sua pelle che, adesso che era pulita, pareva essere ancora più pallida di prima; poi lo aiutò ad indossare gli abiti che aveva recuperato dall'armadio.
Ogni volta che lo toccava, più o meno volontariamente, rabbrividiva nel sentire quanto fossero sporgenti le sue ossa. Toby era magro in modo davvero preoccupante.
-Non sono proprio della tua taglia, ma penso andranno bene-.
Riuscì a trovare anche un paio di bende pulite nel mobiletto dei medicinali, e con cura le strinse sulle dita ferite del ragazzo per scongiurare l'eventualità che avessero ripreso a sanguinare.
-Ecco qua, sei come nuovo- annunciò poi, arruffandogli i capelli con una mano.
Il volto di Toby era adesso acceso di una luce nuova, che per la prima volta scorgeva sul fondo dei suoi occhi. Ed ogni volta che avrebbe avuto paura di aver fatto una scelta sbagliata, si disse, le sarebbe bastato guardarli per sciogliere ogni suo dubbio.

Ticci Toby - RipudiatoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora