E tremava il mondo,
quanti giri su se stesso,
sta scadendo il tempo, o mi rimani ancora accanto?
La prima volta (Negramaro)
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Gli occhi della mamma erano carichi di dolore, mentre parlava con quella voce stanca ed affranta.
-Come tu sai, io e papà siamo sempre stati molto religiosi- iniziò a spiegare. -Ma quando ci siamo conosciuti eravamo paiuttosto giovani, forse anche un po' incoscienti...-. Espirò, svuotando i polmoni. -Abbiamo commesso peccato, unendoci prima di giungere al matrimonio, e purtroppo non abbiamo potuto nasconderlo perché io sono rimasta incinta-.
Lyra ascoltava le parole della madre senza muovere un singolo muscolo. Quella era la prima volta che le parlava così apertamente e francamente del suo passato; ma avrebbe voluto che ciò fosse accaduto in circostanze migliori.
-Abbiamo comunque deciso di tenere il bambino, pensando fosse un dono del Signore- intervenne suo padre, intrecciando le braccia sul petto. La moglie lo guardò per un paio di secondi prima di ricominciare a parlare. -Purtroppo però ci sbagliavamo. Dalla nascita di Toby, le cose sono iniziate ad andare male... Non sono sicura che tu possa capire, Lyra, ma quel figlio ci ha letteralmente rovinato la vita-.
Una lacrima scese sul suo volto tracciando un percorso irregolare, fino a bagnare le sue labbra strette in un ghigno sofferente.
La ragazza iniziò a giocherellare nervosamente con le dita. -Devi spiegarti meglio...- mormorò.
A quel punto nella conversazione subentrò nuovamente papà, in supporto al doloroso racconto che la moglie aveva iniziato. -Era ingestibile, quel bambino. Cocciuto, capriccioso, spericolato; e noi altri eravamo due genitori troppo giovani-.
-E poi abbiamo scoperto questa sua malattia, a causa della quale non poteva sentire il dolore... - continuò a spiegare la madre il cui volto era ormai zuppo di lacrime. -Si mordeva le labbra e le dita, si causava continui traumi e più cercavamo di tenerlo calmo, più lui si faceva testardo. Abbiamo perso amici e conoscenti, la gente ha iniziato a pensare che fossimo dei genitori maneschi-.
Lyra strinse le mandibole ed espirò dal naso, senza dire niente.
-Crescendo poi, ha iniziato ad avere questi... Tic nervosi- aggiunse papà, nella cui voce pareva di percepire una punta di vergogna e disprezzo. -Eravamo diventati lo zimbello del quartiere, quelli che avevano il "figlio strano"-.
-E così avete pensato bene di legarlo in un buco!- esclamò Lyra, in una contenuta crisi di rabbia.
-Non è così facile!- le rispose sua madre. -Non è stato così facile. Abbiamo passato cinque anni d'inferno, a tentare di crescere quel figlio nel miglior modo possibile ma lui... Era troppo, troppo pieno di problemi-. Si passò una mano tra i capelli, con la bocca socchiusa e le guance paonazze. -Io credo che il Signore ci abbia puniti, mandandoci un figlio malato- concluse.
Lyra stava per dire qualcosa, ma venne interrotta dalla voce del padre ancor prima che potesse aprir bocca.
-Abbiamo dovuto liberarci di lui ad un certo punto, per riavere indietro le nostre vite-. Allungò una mano ed afferrò la bottiglia del the, per poi versarne un po' in un bicchiere ed iniziare a sorseggiarlo. -Non credere che sia stato facile per noi, Lyra. Abbiamo passato molte notti insonni; quando ho portato Toby in quel posto aveva cinque anni, e c'è voluto del tempo prima che...- si interruppe, come se il dolore generato da quei ricordi lo avesse privato del fiato.
Il corpo della ragazza iniziò a tremare, e si fece pallida. -Avete sbattuto un bambino in un buco...- mormorò, con la voce che tremava come una foglia secca al vento. -Come avete... Potuto?-.
Sua madre puntò i gomiti sul tavolo e sospirò pesantemente. -È stata una scelta dolorosa anche per noi... Ma abbiamo dovuto farlo. Toby ci stava distruggendo la vita...-.
-Ma era solo un bambino!- gridò a quel punto la ragazza, sull'orlo del pianto. Il suo corpo era attraversato da scosse di adrenalina, il suo fiato era più pesante ed il cuore nel suo petto aveva accellerato i battiti.
-Ecco perché fino ad ora non ti abbiamo detto niente- intervenne la voce profonda di suo padre. -Sapevamo che non avresti capito-.
La ragazza si passò una mano sulla fronte, incredula e scossa da tutto ciò che aveva udito. -Non mi pare ci sia molto da capire...- farfugliò, disperata. -È tutto molto chiaro, purtroppo-.
-Siamo stati costretti a simulare la morte di Toby, per riavere indietro le nostre vite!- insistette a dire sua madre, esasperata da quell'estenuante situazione. -Non avrebbe avuto comunque una vita normale, considerato il suo stato- si giustificò. -Ma almeno così abbiamo potuto averla noi-.
Il marito la osservò in silenzio per pochi secondi, per poi rivolgersi nuovamente alla figlia. -Sarebbe diventato un disadattato, ed avrebbe buttato fango sulla nostra famiglia. Non avevamo altra scelta, ed eravamo stanchi di lui-.
Lyra chiuse le palpebre per pochi secondi, tremante. -Parlate sempre di fede e di peccato...- mormorò, mentre una lacrima solitaria solcava il suo viso. -Secondo voi cosa pensa il Signore di tutto questo?-.
L'espressione sul volto di sua madre si fece improvvisamente più fredda, distaccata e severa. -Quel bambino non è nato per volontà del Signore, ma del Demonio- esclamò.
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Ticci Toby - Ripudiato
Fanfiction"-Cosa è, questo?-. -È un pennello, serve a dipingere. Vedi? Lo bagno nel colore, e poi...-. -E questo... Cosa è questo?-. -Questo si chiama abbraccio, Toby. Serve a dire a qualcuno che gli vuoi molto bene-". Lyra ha da poco compiuto diciott'ann...
