Cercami negli occhi di chi per strada incontrerai,
sono nei riflessi,
fatto in mille pezzi.
Amore che torni (Negramaro)
_____
I giorni passavano lenti, sotto quel sole cocente che picchiava incessante su tutta la cittadina rendendo l'aria, nelle ore di punta, quasi irrespirabile.
E più passava il tempo, più i comportamenti del padre di Lyra si facevano strani.
Sembrava costantemente a disagio, come tentasse di nascondere qualcosa. Trascorrendo così tanto tempo in sua compagnia, Lyra non aveva potuto fare a meno di notare che l'uomo aveva abitudini insolite, che fino ad allora aveva del tutto ignorato.
Si alzava presto ogni mattina, senza una ragione apparente: usciva, stava fuori per circa quaranta minuti, poi rientrava a tornava a letto.
Allo stesso modo, a volte anche la sera si assentava per un lasso di tempo molto simile. Capitava anche che portasse con se del cibo; Lyra l'aveva visto farlo più volte, e le parve una cosa davvero molto strana.
Mentre la ragazza era insospettita da quelle abitudini bizzarre, sua madre sembrava non farsi assolutamente nessuna domanda a riguardo; eppure dormivano nello stesso letto, dunque di certo poteva sentirlo quando, al mattino, lui si alzava per uscire.
La ragazza osservò il corso degli eventi per diversi giorni, prima di trovare il coraggio di parlarne con sua madre. Si disse che probabilmente lei fosse a conoscenza di ciò che stava accadendo, dunque preferì chiedere a lei anziché al diretto ineteressato.
-..Mamma?-.
Lyra entrò nel salotto, dove la donna era distesa sul divano con una rivista stretta tra le mani. "I Miracoli", si chiamava; era un settimanale religioso che leggeva ormai da anni.
-Tesoro, buongiorno- le rispose, senza staccare gli occhi dalle pagine. -Stavo leggendo una cosa interessante, avevi mai sentito parlare del miracolo di Padre Ignazio? Quel parroco che..-.
-Non lo so, mamma. Forse- la interruppe la figlia, mettendosi a sedere sul divano accanto a lei.
Solo a quel punto la donna alzò lo sguardo, distogliendo dal paragrafo che era intenta a leggere. Sollevò le sopracciglia ed aggrottò la fronte. -Qualcosa non va, Lyra?-.
La ragazza abbassò lo sguardo, sentendo un'improvvisa incertezza assalirla. -No, va tutto bene... Solo, mi chiedevo...- farfugliò. -Perché papà esce di casa tutte le mattine? Cosa va a fare?-.
Sul volto di sua madre apparve una chiara e palese espressione di stupore; sembrò essere stata colta alla sprovvista, ed essere stata incapace di nascondere la sgradevole emozione che quella domanda le aveva causato.
-Perché me lo chiedi?- si limitò a dire, simulando disinteresse.
La ragazza strinse le labbra. -Per nessun motivo in particolare- rispose. -Solo che... È una cosa un po' strana-.
La madre chiuse la sua rivista e la ripose sul tavolo, con un movimento rapido e nervoso. -Fa... Delle passeggiate- rispose, improvvisando. -Le ha sempre fatte, in effetti-.
-Io non l'ho mai visto, però...- ribattè Lyra, non per dare contro a sua madre, ma semplicemente perché voleva capire. Non sapeva spiegarsi come o perché, ma aveva davvero una pessima sensazione a riguardo.
Che suo padre avesse un'amante?
Sarebbe stato inacettabile, in una famiglia come la loro.
-Oh, beh...- farfugliò la donna, abbassando lo sguardo. -Non l'hai mai visto perché prima andava a passeggio prima del lavoro-. Sorrise, come volesse spezzare la sua stessa tensione. -Non capisco cosa ti preoccupa, Lyra-.
La ragazza espirò lentamente, ed in quel momento si sentì proprio stupida. La spiegazione fornita da sua madre era del tutto plausibile, e si chiese per quale motivo non ci avesse pensato prima.
Nonostante ciò, quella maledetta sensazione di disagio continuava ad annidarsi sul suo stomaco.
-Niente...- mormorò. -Ero solo curiosa-.
Si alzò in piedi ed abbandonò la stanza, per recarsi nella sua camera da letto.
Si sentiva confusa; non aveva delle vere e proprie prove a riguardo, ma continuava a presagire che qualcosa di molto brutto sarebbe dovuto accadere.
Eppure, lei lo sapeva bene: la sua famiglia era da sempre stata un modello da seguire per chiunque. Erano sempre stati uniti, devoti, sinceri; entrambi i suoi genitori avevano maturato dei grandi valori etici e morali che accompagnavano la loro vita in ogni gesto.
Per questo, la ragazza si disse che forse si stava preoccupando per niente; dopotutto, neanche lei sapeva esattamente che cosa la stava turbando.
Riprese a dipingere, completando quella tela sulla quale stava lavorando da giorni; e verso le otto di sera, papà bussò con le nocche sulla sua porta.
-È pronta la cena!- esclamò, per poi premere la maniglia ed aprire lentamente la porta. -..Posso?-.
La ragazza sorrise non appena incrociò lo sguardo del padre, e gli mostrò con entusiasmo la sua opera ormai completa.
-Ti piace, papà?- gli chiese, sollevando la tela a mezz'aria.
-Stai migliorando!- esclamò l'uomo, annuendo energicamente. -Caspita, complimenti!-.
Lyra sorrise caldamente, e tornò a poggiare la tela sulla scrivania. In quel momento pensò che fosse necessario abbattere ogni suo dubbio, per poter smettere una volta per tutte di preoccuparsi inutilmente.
Era una buona occasione, perché papà pareva di buon umore; evento raro, in quello strano periodo.
-Papà?- esclamò, tornando a rivolgergli il suo sguardo. -Domattina posso venire a passeggio con te?-.
In quell'esatto istante, il sorriso sul volto dell'uomo si spense lasciando spazio ad un ghigno tirato. Fu quasi spaventoso vederlo cambiare così tanto in quella piccola frazione di secondo.
-Ma io non vado mai a passeggio...- rispose, freddo. -Mi annoia, lo sai-.
STAI LEGGENDO
Ticci Toby - Ripudiato
Hayran Kurgu"-Cosa è, questo?-. -È un pennello, serve a dipingere. Vedi? Lo bagno nel colore, e poi...-. -E questo... Cosa è questo?-. -Questo si chiama abbraccio, Toby. Serve a dire a qualcuno che gli vuoi molto bene-". Lyra ha da poco compiuto diciott'ann...
