Un uomo pericoloso

3.1K 137 46
                                        

"Ci siamo quasi" disse Giuseppe stringendo forte la mano di Irene "Vedrai che andrà tutto bene, non devi agitati".
La berlina si fermò e Irene si sentì il cuore in gola, non appena Giuseppe uscì dall'auto udì le voci dei fotografi che gli chiedevano di posare, della sicurezza che intimava i giornalisti a restare indietro e il rumore di centinaia di scatti delle macchine fotografiche. Irene si inumidì le labbra ormai secche e prese un profondo respiro, quando Giuseppe le porse la mano la prese cercando di mostrarsi sicura di sé.

Non appena i fotografi si accorsero che Giuseppe Conte aveva posto la sua mano ad una ragazza il rumore degli scatti si fece ancora più intenso e un sacco di luci accecanti fecero battere il cuore a Irene per la tensione.
Sorrise, la sola cosa che poteva fare in questa situazione era mostrarsi a proprio agio e sorridere, Giuseppe le lasciò la mano e Irene si sentì morire per la mancanza di quel contatto che le dava tanta sicurezza, ma prima che potesse andare nel panico la mano di Giuseppe era sul suo fianco.

Il modo in cui la stringeva a sé la faceva sciogliere, sembrava che volesse farle coraggio, ma al tempo stesso pareva che volesse proteggerla da tutte quelle persone invadenti che cercavano di avvicinarla e la fotografavano da ogni angolazione possibile. Si girò verso di lei "Non ti preoccupare, Irene" e lei gli sorrise.
Giuseppe aveva ancora la mano sul suo fianco e Irene sorrise di quel tenero gesto, al tempo stesso molto vigoroso. Ogni qual volta che un giornalista si avvicinava troppo o provava a chiedere qualcosa lui stringeva la presa sul fianco e li liquidava con una battuta e una risata, come era solito fare quando non desiderava rispondere alle interviste.

Scortati dalle sue guardie del corpo si avvicinarono all'entrata del Teatro e, una volta dentro, Irene tirò un sospirò di sollievo dato che i giornalisti nell'atrio erano molti meno.
La sicurezza li scortò fino al loro palchetto lungo delle imponenti scale e Irene rimase folgorata da tanta bellezza. Ovviamente aveva già visto nella sua vita molti teatri, ma essere lì in un'occasione così importante ad ammirare la meraviglia di quel posto era tutta un'altra cosa.
Giuseppe le aprì la porta del parchetto lasciandola passare per prima e una volta che si furono accomodati Irene poté tirare un sincero sospiro di sollievo.

"Continueranno a fotografarci per tutto il tempo?"
Giuseppe le sorrise divertito "È probabile, ma è per questo che siamo qui, no?" e le accarezzò dolcemente il viso.

Il concerto fu bellissimo, direttore e orchestra sublimi, ma Irene spesso si decocentrava perché avere Giuseppe accanto a lei e non abbracciarlo o baciarlo era una tortura, sentire il suo meraviglioso profumo e non potersi appoggiare nell' incavo del suo collo la infastidiva.

Ogni tanto lui le poggiava la mano sul ginocchio, o le sfiorava le mani, quei contatti non facevano che distrarla ancora di più.
Quando il concerto fu terminato il teatro venne invaso da uno scroscio di applausi che durò a lungo e nel mezzo di quel caos, notando che i giornalisti erano occupati a fotografare il direttore, Irene si avvicinò all'orecchio di Giuseppe "Bellissimo spettacolo, peccato che tu abbia cercato di distrarmi"
Lui sorrise malizioso, continuando ad applaudire e tenendo lo sguardo fisso sul palco "Ci sono riuscito?" "Decisamente" il sorriso sul volto di Giuseppe si allargò.

Uscirono dal Teatro radiosi, Irene quasi si era dimenticata della moltitudine di fotografi che ancora la stavano inquadrando tanto presa com'era dal suo cavaliere. La loro auto li attendeva pochi metri dopo, ma vicino ad essa Irene notò una figura tristemente nota, si fermò e Giuseppe la guardò con aria interrogativa "Che succede Irene?"
"Quello vicino all'auto senza macchina fotografica...È Simone"

Subito gli occhi di Giuseppe si posarono su quel ragazzo che li guardava con aria furiosa. Giuseppe sorrise e si diresse verso di lui a grandi falcate lasciando Irene qualche passo indietro "Simone?" domandò il Presidente con nonchalance "Io sono Giuseppe" gli strinse la mano con un ampio sorriso, i giornalisti ignorarono quel gesto dato che spesso il Premier si fermava a parlare con ex studenti e preferirono continuare a fotografare la misteriosa ragazza del Presidente.

"So chi è lei" rispose scorbutico Simone
"Bene, adesso voglio dirti una cosa" continuò Giuseppe sorridendo per non mostrare a nessuno il suo reale stato d'animo "Tu prova a minacciare di nuovo la mia donna e ti assicuro che te ne pentirai"
Simone sgranò gli occhi "Lei cosa crede di potermi fare?" rispose con arroganza, Giuseppe sorrise di nuovo con l'aria di chi sa esattamente come annientarti
"Ricordati bene che sono il Presidente del Consiglio, e non permetto a nessuno di mancarmi di rispetto, soprattutto ad un vigliacco come te"
"E come pensa di vendicarsi, Presidente?" domandò sprezzante Simone, eppure intimorito, Giuseppe glielo leggeva negli occhi.
Si girò verso le sue guardie del corpo, un gesto che poteva sembrare casuale ma che serviva a intimorire ancora di più il ragazzo arrogante di fronte a lui.

Simone seguì spaventato lo sguardo del Presidente "Lei non potrebbe" sussurrò, la voce gli tremava
"Oh io potrei fare molte cose, tante di queste nemmeno le immagini"
Detto ciò gli diede una pacca sulla spalla e iniziò a stringere forte, conficcando il pollice con forza vicino alla clavicola, Simone fece una smorfia per il dolore "Ti conviene sparire dalla vita di Irene"

Mollò la presa quando si rese conto di aver terrorizzato abbastanza il ragazzo, si voltò verso Irene, le porse la mano e salirono in auto.

Una volta saliti iniziarono a ridere
"L'hai minacciato?!"
"Sì" rispose Giuseppe ridendo "Era abbastanza spaventato"
"Non pensavo potessi incutere così tanto timore" gli disse Irene a fior di labbra
"Posso essere un uomo pericoloso"
Irene non riuscì a trattenere una risatina "Addirittura pericoloso?" domandò lei allentando la cravatta dell'uomo, apparentemente in modo casuale ma entrambi sapevano che cercava solo di provocarlo.
Lui le passò il pollice sulle labbra levandole un po' di rossetto "Questo non ti serve più" e la baciò.

Mr President in love || Giuseppe ConteLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora