Rimasero in quella posizione, Giuseppe appoggiato al petto di Irene e lei che gli passava dolcemente le mani tra i capelli.
"Dormo da te stanotte" disse lei in un tono delicato ma che non accettava alcun tipo di replica, Giuseppe si tirò su, la guardò e annuì debolmente.
Irene non avrebbe mai creduto che avrebbe aiutato Giuseppe a levarsi la camicia in una situazione tanto dolorosa, l'ultima volta che lo aveva fatto l'espressione di Giuseppe era tutt'altro che spossata e stanca. In quegli occhi in cui aveva letto tutto il desiderio e la vivacità di un uomo così intelligente faceva impressione vedere così tanta nebbia.
"Non sei costretta a farlo, Ire" disse lui passandosi una mano sul viso, lei gli sorrise "Ma voglio farlo" gli diede un bacio "Vado a reperire del cibo" gli disse sorridendo "E dell'acqua" aggiunse ripensando alla bottiglia di vino quasi vuota che era poggiata nel salottino.
Dopo aver incrociato uno degli inservienti del palazzo si fece preparare qualcosa, anche se sapeva che probabilmente Giuseppe avrebbe rifiutato.
Rientrò in camera orgogliosa del suo bottino e lo vide sdraiato su un fianco gli occhi chiusi e la testa poggiata sul gomito.
Si sedette alla scrivania mangiando qualcosa mentre continuava a fissarlo, saperlo così triste le spezzava il cuore e le dispiaceva che anche nel sonno non trovasse alcun conforto data la sua espressione ancora così tremendamente tesa.
Non gli aveva mai detto niente della sua famiglia, niente che fosse rilevante, a malapena sapeva il nome di sua sorella, chi avrebbe mai immaginato una cosa del genere.
Era un uomo molto riservato che raramente si apriva con qualcuno, forse per questo non le aveva detto niente e aveva preferito tacere.
"Eppure l'avrei confortato" pensava Irene senza smettere di guardarlo "Sarei corsa da lui immediatamente se mi avesse parlato".
Andò a prendere dei vestiti più comodi dall'armadio di Giuseppe, ormai conosceva quella stanza a memoria e sorrise nel constatarlo, si infilò sotto le coperte con lui dopo aver scritto un messaggio veloce a Clarissa per avvisarla e lo abbracciò.
Lo sentí muoversi e girarsi verso di lei, gli occhi aperti "Sono felice che tu sia qui".
Irene avrebbe voluto dirgli tante cose, ma non sapeva quali fossero quelle più opportune, semplicemente lo abbracciò con forza, come faceva sempre lui quando voleva dimostrarle la sua vicinanza.
"Come mai non mi hai detto niente?" domandò timidamente Irene col viso appoggiato sul petto di Giuseppe "Perché non volevo metterti a disagio con i miei problemi" ammise l'uomo accarezzandole il viso "Non volevo che tu subissi di riflesso la mia vita complicata"
"Ma io la voglio la tua vita complicata" disse Irene tirandosi su col gomito e guardandolo negli occhi "Voglio stare col Presidente sempre impegnato, circondato da guardie del corpo e assalito dai giornalisti" vide le sue labbra piegarsi in un piccolo sorriso e il suo cuore accelerò i battiti nel vedere quelle dolci fossette fare di nuovo capolino sul suo viso, gli mancava da morire vederlo sorridere.
"La mia vita" prese parola Giuseppe accarezzandole il braccio "È piuttosto complic-"
"Non mi interessa" lo interruppe Irene "Non è una scusa per mandarmi via, ti assicuro che non ti puoi liberare di me così facilmente", Giuseppe sorrise di nuovo, un sorriso più ampio e Irene in cuor suo gioì vittoriosa.
"Voglio la tua vita complicata, voglio i tuoi mille impegni da Presidente, voglio sopportati a fine giornata dopo una litigata con Salvini. Io voglio te, Giuseppe, senza condizioni"
"Irene..." ma la ragazza lo interruppe nuovamente iniziando a parlare a raffica, temeva in qualche modo un rifiuto, che la mandasse via anche se era improbabile dato che la teneva stretta fra le sue braccia.
"Non accetto repliche. Non mi interessa quanto sia complicata la tua vita, affronteremo quello che succederà insieme."
"Irene ascolta.."
"Lo so che è difficile, ma non puoi avere il controllo su tutto, anche tu hai bisogno di respirare e ti prometto ch-"
"Irene" la interruppe lui tappandole letteralmente la bocca con una mano
"Davvero pensi tutto quello che dici?" lei annuì, ancora impossibilitata nel parlare dalla mano di Giuseppe, lui sospirò e lasciò scivolare la mano via dalla sua bocca
"Anche io"
Irene sorrise, quella era la cosa più simile ad una dichiarazione che lui le avesse mai fatto. Certo l'aveva presentata al mondo come sua compagna, ma non le aveva mai detto espressamente a parole cosa sentisse per lei. Attese un po' e Giuseppe riprese a parlare "Anche io voglio te"
"Anche se sono una logorroica laureanda impulsiva?"
"Sì" e si sistemò sul petto di Irene facendosi cullare nuovamente dalle sue mani che lo toccavano con dolcezza.
"Andrà tutto bene" gli disse lei "È viva"
"Già" rispose lui "È viva"
Spazio autrice: so che le mie amate lettrici (che ringrazio infinitamente per il sostegno e il calore che dimostrano) mi staranno odiando per tutto questo drama😂
Vi prego di avere pietà di me e spero, come sempre, che il capitolo vi piaccia ❤️
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Mr President in love || Giuseppe Conte
Fanfiction{COMPLETA} Irene, laureanda in Giurisprudenza, conduce una vita come quella di tutte le giovani donne della sua età finché, nella bella Roma, non incontra qualcuno che cambia per sempre la sua vita. ~ Questa ff non vuole in alcun modo offendere o...
