Dopo aver parlato con Niccolò, Giuseppe notò un evidente miglioramento del loro rapporto, certamente il lavoro lo teneva ancora molto impegnato ed era difficile dedicare del tempo alle persone amate senza doverlo incastrare tra conferenze, riunioni e viaggi. Però gli pareva che le cose andassero meglio, forse il duro scontro di Niccolò con la vita dei grandi lo aveva portato a riflettere più seriamente sull'importanza del lavoro di suo padre, ma soprattutto su quanto il suo ruolo fosse oneroso.
Riusciva a lavorare con più serenità nel sapere che suo figlio non era più arrabbiato con lui, si mandavano spesso messaggi e il viso di Giuseppe si illuminava ogni qualvolta sbloccava il telefono: Niccolò gli mandava le foto di qualche voto preso a scuola, di un nuovo livello sbloccato alla play, gli raccontava la sua giornata, dei pranzi al Mc con gli amici, delle partite a calcio. Niccolò scriveva, raccontava, si apriva con lui, e Giuseppe sorrideva col telefono in mano, davanti ad un plico di documenti spaventosamente corposo.
Si sentiva di nuovo padre, la meravigliosa sensazione di far parte della sua vita, di non essere un estraneo incravattato che lo osserva da fuori, che gli bacia la fronte quando lui già dorme. Si sentiva pienamente realizzato, e stava al telefono come un ragazzino innamorato, il suo staff che lo prendeva in giro credendo fosse Irene, Rocco che gli sorrideva con dolcezza.
"Devo andare a chiedere scusa a Valentina" disse un giorno mentre pranzava con Irene nella loro pausa pranzo, lei gli aveva sorriso "Sì, credo abbiate bisogno di parlare".
Voleva bene a Valentina, li legava un sincero e profondo affetto, ma erano entrambi incredibilmente protettivi nei confronti di Niccolò e quando si parlava di lui avevano la straordinaria capacità di farsi la guerra come due avversari sul campo di battaglia. Ma non era sua intenzione arrabbiarsi con lei, trattare male la madre di suo figlio, la donna che aveva tanto amato e che gli era stata vicina in così tanti momenti. Non voleva perdere quel rapporto di amicizia e complicità che erano riusciti a trovare dopo una separazione travagliata.
Suonò il campanello della sua casa, quella in cui anche lui aveva vissuto, in cui Niccolò aveva mosso i primi passi. Era una graziosa villetta in un quartiere elegante e tranquillo, si ritrovò a pensare a quanta felicità avevano visto quelle mura e poi quanti pianti, quanto dolore, quanti vestiti lanciati e messi in valigie dell'ultimo momento.
Il suo flusso di pensieri venne interrotto da Valentina, uno sguardo molto sorpreso dipinto sul viso "Tu cosa ci fai qui?"
Giuseppe sollevò il braccio per mostrarle una bottiglia di vino pregiato "Ho il vino, e le mie scuse", Valentina sorrise e lo invitò ad entrare.
Lo fece accomodare sul divano mentre lei si recava in cucina per prendere dei calici. Giuseppe si guardò intorno con calma, generalmente quando andava da Valentina era sempre di fretta, aveva notato che molti mobili erano cambiati, ma gli aveva fatto tenerezza constatare che la disposizione fosse la stessa e che molti altri piccoli oggetti fossero ancora lì. C'erano anche le foto del loro matrimonio sulla mensola della libreria, la sua bocca si incurvò in un piccolo sorriso.
"Bene" esordì Valentina poggiando i bicchiere sul tavolinetto in vetro davanti a loro "Spero che il vino sia buono" disse regalandogli un ampio sorriso.
Giuseppe prese il cavatappi e stappò la bottiglia versando il liquido vermiglio dentro i grandi calici "Alla tua" disse facendo tintinnare i bicchieri.
"Il vino è buono" disse Valentina dopo qualche sorso "Spero le scuse lo siano altrettanto" proseguí facendogli l'occhiolino.
"Sono stato ingiusto con te Valentina, quando Niccolò ha bevuto ho scaricato la colpa su di te, ti ho gettato addosso tutta la mia frustrazione e so che questo non è giusto, tu non potevi sapere cosa stesse accadendo"
Valentina sospirò "Non credo tu abbia granché di cui scusarti. Sono anni che ad ogni tuo minimo errore, ad ogni ritardo o mancanza ti tratto come uno stronzo" disse roteando il calice e osservando il movimento del vino "Siamo due animali a volte, ci capita di impazzire quando si tratta di Nicco" Giuseppe annuì e Valentina tornò a guardarlo "Dispiace anche a me per essere un' ingestibile mamma orsa" e scoppiarono a ridere.
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Mr President in love || Giuseppe Conte
Fanfiction{COMPLETA} Irene, laureanda in Giurisprudenza, conduce una vita come quella di tutte le giovani donne della sua età finché, nella bella Roma, non incontra qualcuno che cambia per sempre la sua vita. ~ Questa ff non vuole in alcun modo offendere o...
