La mezzanotte di capodanno era vicina, Irene e Clarissa erano a casa di un loro amico per una festicciola intima all'insegna della musica, dell'alcol e di una buona cena di pesce.
Rendendosi conto dell'orario alcuni ragazzi iniziarono a rovesciare spumante nei bicchieri di ognuno e per la fretta era più il liquido che cadeva a terra che quello che riempiva i bicchieri.
Con il suo spumante in mano Irene attese che iniziasse il rumorosissimo countdown scandito come sempre da qualche presentatore che urlava in una piazza italiana gremita di gente
"10, 9, 8..."
Mattia le si avvicinò
"7,6,5.."
Le mise la mano sul fianco
"4,3,2,1.."
La baciò, il famoso bacio di rito della mezzanotte di Capodanno, gesto fondamentale.
Irene dopo pochi secondi smorzò l'entusiasmo di Mattia staccandosi da lui, esercitando una leggera pressione sul suo petto.
Lui la guardò con aria un po' amareggiata
"Perché non vuoi baciarmi?"
"Perché non sei il mio ragazzo"
Lui indicò il delirio dei loro amici nel salotto in cui tutti si tiravano addosso spumante, baciavano chiunque capitasse loro a tiro e correvano qua e là per trovare una finestra da cui si vedessero i fuochi d'artificio.
"Guardali: prima Giovanni ha baciato Mirco pur di non restare isolato!" disse abbozzando un sorriso "Da quando ti fai tanti scrupoli? Non serve mica essere fidanzati per..." stava alludendo a qualche sera prima, Irene lo zittì mettendo un indice sulle sue labbra "Il bacio della mezzanotte non si regala così"
"C'è qualcun altro che se lo merita più di me, vero?" domandò il ragazzo appoggiandosi al muro e bevendo un po' dello spumante rimasto nel bicchiere
"Non ho mai detto questo"
"Io lo so"
"Cosa sai?" domandò Irene guardando distrattamente fuori dalla finestra mentre decine di fuochi d'artificio illuminavano la città di Roma "So che stai pensando al Presidente" ammise il ragazzo scompigliandosi i capelli, in volto un'aria rassegnata
"Mattia... "
Lui si avvicinò e le baciò una guancia "Spero potrai avere presto il bacio che davvero vuoi" e si allontanò da lei.
Irene tornò a fissare lo spettacolo pirotecnico che teneva gli occhi fissi in cielo di tutta Roma e sospirò "Perché distruggo tutto quello che tocco?" domandò a sé stessa sorseggiando ancora un po' di spumante.
Inevitabilmente pensò a Giuseppe, a cosa stesse facendo, se lo immaginava impegnato in una di quelle cene di gala da politici importanti. Chissà come stava.
Più pensava a lui e più beveva, si era impossessata della bottiglia e si era seduta sul largo davanzale sperando che nessun interrompesse i suoi pensieri.
Lei e Clarissa rincasarono alle 8 di mattina, si fiondarono nel letto per riposarsi giusto qualche ora e intorno all'una del pomeriggio si alzarono con l'espressione devastata per la mancanza di sonno e per l'alcol ingerito.
"Queste vacanze di Natale stanno mandando in crisi il nostro fegato" esordì Clarissa mentre inzuppava un biscotto nel the, e mentre la sua amica elencava tutte le patologie che le venissero in mente Irene scrollava le notizie dei social con noncuranza.
Ad un certo punto scattò sulla sedia senza smettere di fissare il cellulare
"Ehi che succede?" domandò Clarissa,
Irene lesse il titolo dell'articolo che le era comparso su Facebook
"Il Presidente Conte e il suo ritorno di fiamma"
Clarissa la guardò con aria interrogativa mentre Irene le riportava quanto scritto sull'articolo.
"Ha passato Capodanno con Valentina!" esclamò Irene "E non mi sembrava neanche particolarmente provato per la fine della nostra relazione" aggiunse mostrando una foto allegata all'articolo, probabilmente divulgata senza il consenso del Presidente. Clarissa osservò attentamente la foto: lui vestito elegante, come sempre, l'espressione di una persona palesemente ubriaca, un palloncino rosso portato davanti al viso e poco più in là Valentina con in mano un calice di champagne.
"Mi sono sentita in colpa per averlo lasciato e vedi come stava male? Stava così male da essere andato a sbronzarsi con la sua ex!"
Clarissa fissò la foto ancora per un po' poi guardo l'amica negli occhi "Sinceramente a me non sembra una persona così felice"
Irene le tolse il telefono "Era ad una festa, ubriaco, con la sua splendida ex moglie di successo"
"Anche tu ieri eri ad una festa, piuttosto ubriaca, avevi accanto un ragazzo molto bello che ha provato a baciarti, ma non eri felice"
Irene aggrottò le sopracciglia in segno di disappunto "Secondo me si è divertito"
"Mi immagino quanto si sarà divertito quando avrà visto questa foto che lo ritirae ubriaco diffusa senza il suo permesso. Chissà quanto ci marceranno sopra i giornali"
Irene incrociò le braccia, contrariata dal fatto che la sua amica non le desse ragione
"Sì probabilmente la foto potevano risparmiaserla, ma..."
"Non credo sia un uomo felice" asserì Clarissa con convinzione.
Irene sospirò.
"Credo" proseguì Clarissa "Che tutti nella vita abbiano bisogno di staccare la spina. Perfino il Presidente ogni tanto deve dimenticare i suoi casini, e smettere di essere il Presidente per una sera non mi pare un crimine, mi dispiace per tutto quello che diranno i giornali scandalistici, provo sincero dispiacere" ammise la ragazza con tono grave, Irene annuì
"La sola volta che l'ho visto ubriaco era quando mi disse di sua sorella" disse Irene pensando a quella notte, l'ultima che avevano trascorso insieme.
"Ma perché con lei? Perché c'è sempre la sua ex moglie?"
"Ire" disse Clarissa prendendole le mani, come fa ogni volta che deve dirle qualcosa di vitale importanza "So che nonostante tu lo abbia lasciato provi qualcosa per lui, ma hai chiuso questa relazione e averla chiusa non ti dà alcun diritto su di lui"
Irene abbassò lo sguardo "Pensavo ci avrebbe messo di più a dimenticarmi"
"Secondo me non ti ha dimenticata. Le cose tra voi erano un gran casino, ma lui ti guardava in un modo che non si può fingere"
"Davvero?"
"Il punto è che non deve interessarti se ti ha dimenticata o no, se ha passato la notte con la sua ex o meno, non è più qualcosa che ti riguarda, Ire, non state più insieme. Anche se la riconducesse nuovamente all'altare tu non avresti diritto dir dirgli niente" proseguì Clarissa "Hai deciso di chiudere la vostra storia ebbene devi accettare le conseguenze delle tue decisioni"
Irene sospirò continuando a guardare la foto sul display del telefono
"L'hai lasciato perché hai detto che quando stavate insieme vi facevate del male, ma adesso che siete lontani sei sicura che le cose vadano meglio?"
"Ti odio quando mi psicanalizzi"
"Perché sai che ho ragione" asserì Clarissa con convinzione portandosi la tazza di the alla bocca.
<<Non sei più la troia del Presidente, Ire? Ritenta sarai più fortunata>>
Era un messaggio che Simone le aveva mandato allegando un articolo che parlava del Capodanno "di fuoco" del Presidente.
Irene alzò gli occhi al cielo, gli mandò l'emoticon del dito medio e lo bloccò.
Sbatté il telefono sul tavolo con forza cercando di fare un po' di chiarezza tra i suoi pensieri annebbiati e confusi.
Non fece che pensare a Giuseppe e Valentina per tutto il giorno, distesa sul letto accarezzava le morbide coperte e pensava che probabilmente anche Giuseppe aveva affogato i suoi dispiaceri come aveva fatto lei a Natale: nell'alcol e nella pelle di un'altra persona.
Ripensò all' enorme letto della camera di Giuseppe, una volta le aveva chiesto di restare a dormire perché diceva che era troppo grande per una persona sola, Irene sorrise alla dolcezza di quel ricordo.
Ogni volta che ripensava ad un momento dolce, le giungeva prepotente alla mente l'immagine di quei due stretti insieme, ubriachi nel letto di Giuseppe, le mani di Valentina che cercano la pelle di lui come avevano fatto davanti all' ospedale.
La testa le scoppiava, rimbombavano le parole della sua amica, i titoli dei giornali che deridevano la cottarella infantile del Presidente per una studentessa, tutte quelle insinuazioni, quei commenti acidi, qualcuno addirittura sul web additava Irene di essere stata un capriccio del Presidente perché si sa, no? Gli uomini potenti hanno certi "vizi".
Irene gettò il telefono da una parte del letto, avrebbe tanto voluto rispondere a quelle insinuazioni e dire a quelle persone che non sapevano niente di loro, niente di Giuseppe, di quello che avevano provato. Poi si domandò se ci fosse anima viva a sapere davvero cosa provassero l'uno per l'altra.
Quella sera si addormentò così, maledicendo il mondo, i Capodanni, il vino, le ex mogli.
Forse aveva ragione Clarissa: stare vicini li feriva, ma stare lontani li uccideva.
Angolo autrice: ebbene stanotte ho scritto il nuovo capitolo, la mia ispirazione fa un po' i capricci, a volte scrivo due capitoli uno di fila all'altro e a volte non riesco a scrivere per giorni.
Questo capitolo, seppur non abbia portato ad una riconciliazione, vuole essere un regalo per quelle ragazza a cui avevo parlato della foto che ho allegato. Così che fosse vista da voi e contestualizzata ho pensato di scrivere un capitolo al riguardo, mi è venuto così 😂
Anche questa parte è un po' più riflessiva ma ai fini della storia sono anche le parti riflessive sono molto importanti.
Spero sinceramente vi sia piaciuto ❤️
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Mr President in love || Giuseppe Conte
أدب الهواة{COMPLETA} Irene, laureanda in Giurisprudenza, conduce una vita come quella di tutte le giovani donne della sua età finché, nella bella Roma, non incontra qualcuno che cambia per sempre la sua vita. ~ Questa ff non vuole in alcun modo offendere o...
