Il giorno seguente Giuseppe non aveva impegni istituzionali e aveva deciso di non recarsi in ufficio dato che non c'erano situazioni urgenti da portare alla sua attenzione, la sveglia era impostata per un'ora il più tarda possibile.
Quando Irene aprì gli occhi, per la prima volta senza essere buttata giù dal letto dal suono di quell' aggeggio infernale si perse nell'osservare l'uomo disteso accanto a lei, istintivamente sorrise.
Dormiva supino, un braccio sotto la testa, uno vicino al corpo di Irene, il viso incredibilmente disteso, una pace nello sguardo che raramente gli aveva visto da quando lo conosceva.
Anche se quando stavano insieme era spesso sereno e le sorrideva con costanza, quel piccolo pensiero la fece sorridere.
Lei era il suo piccolo spazio di felicità.
Più ci pensava e più sorrideva.
Con lei lui era davvero felice.
Continuò a bearsi di quella visione eterea mentre centinaia di pensieri le affollavano la testa.
Lo osservava respirare ritmicamente con una sorta di contemplazione nello sguardo, come se il semplice fatto di vedergli alzare il petto, sentirli battere il cuore fosse motivo di pura gioia.
Il sole illuminava il corpo di Giuseppe parzialmente coperto dal lenzuolo e Irene iniziò ad accarezzare la sua pelle con cura, non voleva svegliarlo, ma non resisteva all'impulso di sfiorarlo.
Si rese conto di conoscere quel corpo davvero a memoria, ogni segno sulla sua pelle, ogni ruga, ogni piccola peculiarità.
Ed era dannatamente bello sentirsi così a casa sfiorando il corpo di qualcuno, sentire che il calore di quella pelle in qualche modo le apparteneva, che quelle mani la bramavano, che quelle labbra la reclamavano, che si toccavano, si volevano e si possedevano reciprocamente.
La piena consapevolezza di sentirsi esattamente nel posto in cui doveva trovarsi la colse all'improvviso e sentì crescere dentro di lei la dolcissima consapevolezza di cosa significhi amare tanto profondamente qualcuno.
Essere destinati a stare insieme nonostante ogni ostacolo e differenza.
"Posse pati volui nec me temptasse negabo: vicit Amor! Super deus hic bene notus in ora est; an sit et hic, dubito; sed et hic tamen auguror esse, famaque si veteris non est mentita rapinae, vos quoque iunxit Amor"
(Avrei voluto poter sopportare, e posso dire di non aver tentato. Ma l' Amore ha vinto! È questo un dio ben noto lassù sulla terra; se a che qui, non so, ma spero di sì: e se non è menzogna quanto si narra di un antico ratto, anche voi foste uniti da Amore)
-Ovidio, Metamorfosi, X
Il suo flusso di pensieri venne interrotto dal risveglio di Giuseppe che aprì piano gli occhi, disturbato da alcuni raggi del sole, già alto, che si insinuavano tra il fitto tendaggio.
"Da quanto mi stai guardando?" domandò lui appoggiandosi sui gomiti
"Da un po' "
"Chi è adesso lo stalker?"
"Io non ti ho mica pedinato, al massimo sono un... Voyeur"
Lui scoppiò a ridere "Un modo elegante per dire che sei una guardona?"
Irene gli stampò un bacio sulle labbra "Se lo dico in francese non sembra tanto male"
"Niente detto in francese suona male, rendono tutto elegante"
Irene rise "Tu sei troppo amico di Macron, ricordati che noi italiani dobbiamo odiare i francesi, credo sia scritto da qualche parte nella Costituzione" Giuseppe scoppiò nuovamente a ridere attirando Irene sopra il suo corpo e accarezzando i capelli "Sicura che ci sia un articolo del genere nella Costituzione?"
"Certo, mi sono laureata da poco, forse sei tu che sei arrugginito"
Lui alzò un sopracciglio "Arrugginito io?"
Irene inizio a tracciare sentieri invisibili sul suo petto com'era solita fare "Beh Presidente... Ormai sei vecchio"
Non fece in tempo a finire la frase che si ritrovò il corpo dell'uomo addosso, un'aria di sfida stampata sul volto, quel maledetto sorriso malizioso che le rivolgeva sempre in camera da letto.
"Vecchio?" domandò lui con aria divertita "Ti faccio rimangiare tutto quanto, ragazzina"
Irene sorrise, le piaceva da morire provocarlo, usare epiteti poco lusinghieri per scatenare la sua finta rabbia, vederlo alzare quel dannato sopracciglio con aria contrariata e veder spuntare sul suo viso quel sorriso decisamente provocante.
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Mr President in love || Giuseppe Conte
Fanfiction{COMPLETA} Irene, laureanda in Giurisprudenza, conduce una vita come quella di tutte le giovani donne della sua età finché, nella bella Roma, non incontra qualcuno che cambia per sempre la sua vita. ~ Questa ff non vuole in alcun modo offendere o...
