I giorni seguenti passarono senza intoppi, durante i pasti spesso Draco buttava l'occhio su un ragazzo dai capelli corvini e una cicatrice sulla fonte, mentre Harry osservava dei splendenti capelli biondo platino parlare con Zabini.
Tra i due però non ci furono occasioni per parlarsi, durante Pozioni si evitavano ed ora a DCAO avevano iniziato un nuovo argomento, che non necessitava di lavorare a coppie.
Era venerdì, la loro insegnante di Difesa stava finendo la lezione.
"Bene ragazzi, ora ho finito. Questo weekand so che ci sarà una gita a Hosmeade giusto? Alcuni insegnanti capo Casa mi hanno comunicato che diversi studenti tra di voi non ci andranno, non ne so il motivo, ma mi chiedevo se qualcuno fosse disposto ad aiutare chi ha più difficoltà nella mia materia."
Harry alzò la mano, non aveva per nulla voglia di studiare Pozioni, ed aveva scoperto di essere un buon insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure grazie all'ES.
"Oh, signor Potter! Bene, mi fa molto piacere che si sia offerto. Era in coppia con Malfoy se non erro, beh potrete allenarvi sabato, dato che entrambi rimarrete qui." fece viaggiare lo sguardo tra i due ragazzi, ma dato che nessuno replicava, liquidò l'intera classe.
Harry era confuso, perché Malfoy non andava ad Hogsmeade? I suoi amici erano fidanzati, forse voleva lasciarli soli. Non ebbe tempo per pensarci che Draco gli tagliò la strada mentre andava Trasfigurazione.
"Potter, dato che siamo costretti e non so per quale nobile ragione tu ti sia offerto per aiutarmi, dove ci vediamo sabato ed a che ora?" Harry ci rifletté un istante, potevano utilizzare la Stanza delle Necessità, come quando insegnava al LES. Dedusse che quello era il posto migliore.
"Alle 4 p.m., ci vediamo davanti la Sala Grande, so dove possiamo allenarci."
"Dove?"
"So che c'è un aula inutilizzata al settimo piano, andremo lì." con quelle ultime parole, lasciò lì Draco, a braccia conserte, che stava ancora fissando torvo il Grifondoro.
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Il giorno dopo, alle 4 p.m. in punto, Malfoy era davanti la Sala Grande, appoggiato al muro, le mani in tasca, e fissava il pavimento. Il giorno in cui Potter sarà puntuale io avrò i capelli neri pensò esasperato, ma fortunatamente non dovette attendere molto, perché Harry si presentasse davanti a lui.
"Andiamo?" chiese il Grifondoro, e Draco lo seguì al settimo piano.
Malfoy si rese conto troppo tardi di dove aveva intenzione di andare il suo compagno, e quando erano appena arrivati si fermò di colpo.
Harry avanzò ancora qualche metro, per poi notare l'assenza del biondo e girarsi verso di lui, con aria interrogativa.
"Che ti prende, Malfoy?"
"La Stanza delle Necessità." disse con un sussurro.
"Scusami?"
"La Stanza delle Necessità, è lì che vuoi andare, non è vero, Potter?"
"È l'unico posto dentro Hogwarts dove potersi allenare senza essere disturbati."
"Io non ci vado." Draco si girò e iniziò a camminare velocemente, desideroso di mettere più distanza possibile tra lui e quel maledettissimo posto.
"Malfoy, aspetta!"
Harry prese il polso del biondo cercando di girarlo verso di lui, ma Draco venne come colpito da una scossa e fece un salto al tocco di Harry, ritirando la mano come se bruciasse.
Solo allora si rese conto di aver toccato il suo braccio sinistro e capì. Da lì Draco aveva fatto entrare i magiamorte, aveva passato così tanto tempo all'interno di quella stanza, non poteva biasimarlo se non voleva tornarci. Malfoy aveva il respiro pesante, lo sguardo basso verso la mano di Harry ancora tesa.
"Malfoy, io... non si trasformerà in quello... qualsiasi cosa tu facessi all'interno di quella stanza non... non lo rivedrai. Te lo prometto."
Il biondo alzò lo sguardo, incatenò i propri occhi grigi-azzurri con quelli verdi accesi di Harry. Si fissarono un lunghissimo istante, prima che Harry gli prendesse la mano, sta volta quella destra, e lo portasse lentamente davanti al muro della stanza delle Necessità. Non avevano mai distolto lo sguardo l'uno dall'altro, prima che Harry disse quasi in un sussurro:
"Chiudi gli occhi, fidati di me. Farò apparire la stanza e ti porterò dentro, così non dovrai ricordare nulla." gli lasciò la mano e Draco chiuse lentamente gli occhi.
Sentì i passi di Harry fare avanti e indietro tre volte per il corridoio e il rumore del muro aprirsi. La mano gli venne presa nuovamente, con una delicatezza innaturale, e venne condotto all'interno della stanza.
"Apri gli occhi." il Serpeverde eseguì e si trovò in un'ampia stanza, con un camino al centro della parete opposta alla porta che emanava un calore rincuorante.
"Qui credo vada bene per allenarci, no?" chiese Harry.
"Sì, io... grazie."
"E di cosa?"
"Di avermi capito." il Grifondoro, gli sorrise comprensivo, poi iniziarono ad allenarsi.
Il Serpeverde puntava la bacchetta verso il muro, cercava di concentrarsi su uno dei pochi ricordi felici che aveva. Gli era molto difficile, crescere in mezzo ai mangiamorte non è l'infanzia ideale per un bambino.
Harry si posizionò dietro di lui, sfiorandogli il braccio teso per alzarlo leggermente.
"Ora di' l'incantesimo."
"Expecto Patronum!" si rivedeva, un bambino biondo platino con i capelli tirati all'indietro che correva nelle braccia della madre, era appena salito sulla sua scopa, il padre che lo aiutava a tenersi in equilibrio, la cucina del Manor piena di dolci, i suoi genitori che lo guardavano orgogliosi, il giorno prima della sua partenza a Hogwarts, suo padre che gli insegnava a giocare a scacchi, che gli spiegava come rubare dalle cucine di Hogwarts e su quali professori potesse contare.
Chiuse gli occhi, si abbandonò completamente, un sorriso dipinse le sue labbra, il silenzio attorno a lui lo cullava.
"Expecto Patronum!" disse una seconda volta e timoroso aprì gli occhi, sorpreso di notare una nebbiolina bianca che usciva dalla sua bacchetta.
"SÌ! Bravo, Malfoy!" esclamò Harry, che non si era ancora allontanato dal biondo. Il suo respiro caldo colpiva il collo pallido di Draco, gli trasmetteva sicurezza e pace, e di certo lo aveva aiutato nella realizzazione dall'incantesimo.
Per un momento desiderò che quel momento durasse per sempre, poi la sua mente continuò a viaggiare, suo padre che gli comprava le cioccorane, che lo portava con sé a lavoro, i commenti che rivolgeva a chi non era purosangue, le discriminazioni, il marchio nero che si accendeva sul suo braccio, quando spiegò al figlio perché dovevano seguire Voldemort.
Draco tornò alla realtà e la luce azzurrina si dissolse.
"Sei migliorato! Vuoi riprovare?" chiese Harry, mentre Draco lentamente impallidiva.
"No, io... n-non mi sento bene..."
NOTA AUTRICE:
Ciao tesori ^^ come state?
Ho sempre pensato che per Draco fosse brutto tornare nella Stanza delle Necessità, dato che da lì ha introdotto i mangiamorte.
Ok è notte e sento un rumore che sembra troppo un cimice e mi sta salendo ansia, aiutatemi
Beh... Peace and Love, se sta notte muoio (dati i rumori strani) dirò a qualcuno di finire di postare la storia ahah
||Ari||
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Ti amo ma... - Drarry
FanfictionCOMPLETA "Perché ci tieni tanto a passare del tempo con me? Nel senso, ci siamo odiati per tutti questi anni, come mai ti ostini solo ora ad avvicinarti a me?" Harry rimase sorpreso della domanda, si aspettava qualcosa di stupido, qualcosa con cui D...
