"Stai bene, Malfoy?"
"Io- sì... sono solo stanco."
"Beh, hai fatto grandi progressi oggi. Dai, sediamoci." si sedettero un divanetto che Draco prima non aveva notato.
"Potter... cosa pensi quando produci un Patronus?" chiese il Serpeverde curioso.
"Dipende dalla situazione, ma spesso ai miei genitori. È una sensazione più che un ricordo, è la sensazione di sentirsi amati ed a casa. Sono con i miei i genitori e... non so neanche se sia vero, ma è il ricordo più bello che ho." Harry guardava il pavimento con un luccichio che Draco non aveva mai visto nei suoi occhi. Si sentì terribilmente in colpa.
"Tu?" chiese Harry, risvegliando il biondo.
"Io, ehm..." esitò. Doveva dirglielo?
Insomma, Draco aveva paura della reazione di Harry, infondo Lucius non ci avrebbe pensato due volte a ucciderlo, era stato per Lucius che Malfoy divenne un mangiamorte, come avrebbe reagito Harry sapendo che uno tra i più fedeli sostenitori di Voldemort era quello a cui pensava Draco per creare un Patronus? Doveva mentire? Cosa avrebbe potuto inventarsi?
"Io, ehm... ecco... penso a mio padre." ammise infine.
Harry, al contrario di tutti i dubbi che Malfoy si era posto, sorrise comprensivo.
"Eri molto affezionato a lui?"
"Sì..."
Non parlarono per diversi minuti, che sembravano ore, ogni secondo che passava Draco sentiva l'aria soffocarlo, come se la stanza si restringesse, come se sarebbe morto da un momento all'altro.
"P-Perché non sei andato ad Hogsmeade?" disse Harry, per rompere il silenzio.
Draco lo osservò un istante, teneva lo sguardo basso, appoggiato con il gomito al bracciolo del divano, che giocherellava distrattamente con l'orlo della sua maglia. Capì che anche lui si sentiva soffocato, nei suoi occhi notò una tempesta interiore.
"Pansy e Blaise sono fidanzati e volevo lasciarli soli, per evitare di fare il terzo incomodo. Tu? Ero convinto che saresti andato con Lenticchia femmina."
"Ginny e Ron devono allenarsi per la partita di domani ed Hermione deve studiare Antiche Rune."
Nessuno disse nulla, un silenzio imbarazzante calò su di loro, la tensione si poteva tagliare con il coltello.
"Beh, ehm... io allora... insomma io... credo che dovrei andare... ci, uhm, vediamo, presumo." azzardò Draco, incapace di sostenere quel peso che lo schiacciava.
"Va bene... se hai bisogno sai dove trovarmi." Draco annuì, per poi alzarsi e dirigersi verso l'uscita.
Non appena fuori corse più lontano possibile da quel corridoio, da quella stanza, da quei ricordi, da Potter.
-
Ron finì il suo allenamento e tornò in dormitorio con Ginny e il resto della squadra.
Su uno dei divanetti scarlatti vide Hermione, la testa abbandonata allo schienale, un libro ancora aperto sulle ginocchia, gli occhi chiusi, l'espressione rilassata. Si era addormentata.
Ron le si avvicinò, sedendosi accanto a lei e le accarezzò lentamente la guancia, facendo attenzione a non svegliarla.
La sua pelle liscia e morbida scorreva sotto le dita del rosso come se fosse stata seta, sembrava così delicata, così indifesa, così unica. Pochi sapevano della donna forte e coraggiosa che ci si nascondeva sotto.
Mosse leggermente la testa alla ricerca di una posizione comoda, ancora addormentata.
Ron prese il libro dalle sue gambe, facendo attenzione a non svegliarla, per posarlo sul tavolo più vicino loro.
STAI LEGGENDO
Ti amo ma... - Drarry
FanfictionCOMPLETA "Perché ci tieni tanto a passare del tempo con me? Nel senso, ci siamo odiati per tutti questi anni, come mai ti ostini solo ora ad avvicinarti a me?" Harry rimase sorpreso della domanda, si aspettava qualcosa di stupido, qualcosa con cui D...
