Draco, Pansy e Blaise entrarono nell'aula di DCAO e, non appena furono arrivati tutti, l'insegnante iniziò a parlare.
"Buongiorno a tutti, ragazzi! Oggi, come vedete, ho fatto togliere nuovamente i banchi per esercitarci nell'Incanto Patronus. Per questo mese sarà l'ultima volta, poi lo riprenderemo solo una volta ogni due settimane, finché non avrete imparato a farlo. Nel frattempo vi invito caldamente ad provare da soli. Per ora riformate le coppie della scorsa volta ed esercitatevi, passerò a vedere e forse cambierò qualche coppia, per mettere chi lo sa già fare con chi ha bisogno di aiuto. Forza! Iniziate!"
Molti ragazzi iniziarono a muoversi e Draco cercò con lo sguardo dei capelli corvini tremendamente disordinati, ma non vide nessuno.
Quando tutti si furono posizionati, Draco era ancora solo. Dove diavolo si è cacciato? pensò, irritato per dover rimanere fermo come un baccalà.
Notò che una Grifondoro gli si stava avvicinando.
"Malfoy, giusto?"
"Dunbar?"
"Sì, siamo rimasti solo noi, quindi presumo che dobbiamo lavorare in coppia." Draco sbuffò, ma non poté darle torto, quindi si preparò, estraendo la bacchetta.
"Tu lo sai fare?" gli chiese lei.
"No, tu?"
"Nemmeno." provarono entrambi a lanciare l'incantesimo, fallendo. Draco non era per nulla concentrato, si chiedeva dove fosse Potter, se Nott centrasse qualcosa e perché non poteva lavorare con un Serpeverde.
L'insegnante si avvicinò a loro.
"Oh no, ragazzi! Malfoy, tu non eri in coppia con Potter, la scorsa volta? Accoppiata particolare, ma da non sottovalutare."
"Sì, signora, ma oggi Potter non c'è, come vede." disse con un noto irritato.
"Non ci siamo, voi due avete bisogno di qualcun che vi aiuti. Oh, vedo che due signorine lì ce la fanno! Venite ragazze, la Grifondoro rimanga con Malfoy, alla Serpeverde affido Dunbar."
A Draco sembrava che tutti i suoi incubi diventassero reali, non solo ora doveva lavorare con una Grifondoro, ma doveva lavorare con la Granger.
"Malfoy, non fare quella faccia, non sono io che decido le coppie e non è colpa mia se sia io sia la Parkinson riusciamo a produrre un Patronus. Expecto Patronum!" una lontra argentata uscì dalla bacchetta e fece un giro attorno ad Hermione, che guardava il biondo aspettando.
"Dove cazzo è Potter?"
"In infermeria."
"Come sarebbe dire in infermeria!?" i dubbi sul fatto che Nott avesse combinato qualcosa aumentarono paurosamente dentro Draco.
"Ieri in Sala Comune due ragazzi hanno iniziato a litigare, ed uno lanciò un incantesimo che però colpì Harry." il biondo internamente tirò un sospiro di sollievo, ma la Grifondoro gli ricordò che dovevano provare il Patronus, quindi Draco fallì per l'ennesima volta.
"Especto Patronum!" dalla bacchetta non uscì ancora nulla.
"Malfoy, devi pensare a un ricordo felice e dalla tua espressione non mi sembri felice."
"Perché dovrei esserlo?"
"Se vuoi fare questo incantesimo devi concentrarti." Draco era frustrato, stava eseguendo degli ordini da una Grifondoro e voleva andare a vedere come stava Potter, quando sarebbe uscito dall'infermeria? Sabato sarebbe andato a Hogsmeade? Certo che ci sarebbe andato, è fidanzato, sarebbe stato con Lenticchia femmina.
"A cosa pensi quando lanci l'incantesimo?"
"Non ti importa."
"Beh, qualunque cosa sia, non è abbastanza potente per creare un Patronus."
Andarono avanti a provare, qualcuno era migliorato, ma solo pochi Serpeverde finalmente ci riuscirono.
"Bene ragazzi, ormai la lezione è finita e potete andare. Vi consiglio di esercitarvi e se i più bravi riescono ad aiutare chi ancora fa fatica gliene sarei grata. Arrivederci, buona giornata."
Non appena l'insegnante li liquidò, Draco scappò ad Erbologia, per paura di incontrare altri Grifondoro.
Alla fine delle lezioni andò in infermeria, trovandola fortunatamente vuota, tranne che per un ragazzo addormentato in un lettino.
Il Serpeverde si avvicinò ad Harry. I capelli mori disordinati, la cicatrice in fronte, l'espressione rilassata, le sottili labbra socchiuse, gli occhiali posati sul comodino accanto al letto.
Solo allora Draco si rese conto di quello che stava facendo: era andato a trovare in infermeria Harry Potter.
Perché lo stava facendo? Non era stato lui a procurargli problemi, né doveva in qualche modo preoccuparsi, dato che qualsiasi cosa Potter avesse, Madame Chips era perfettamente in grado di rimetterlo in sesto.
Si chiese che fattura gli avessero lanciato, e gli prudevano le mani, dalla voglia che aveva di toccarlo, sfiorargli la guancia, le labbra...
Draco si risvegliò come se stesse dormendo e corse subito all'uscita, sentiva il bisogno di allontanarsi dal corpo del Grifondoro così indifeso.
Tornò in dormitorio ancora con le idee confuse e farfugliando qualcosa di indefinito a Blaise, si diresse sotto la doccia, nella speranza di tornare in sé.
-
"Odio la nuova insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure." commentò Ron.
"A me piace." ribatté Hermione.
"Per me è uguale." si aggiunse ancora Harry.
I suoi due migliori amici erano andati a trovarlo in infermeria, con la fattura che gli avevano lanciato era stato scaraventato su un tavolo della Sala Comune, sbattendo la testa e perdendo i sensi.
Era rimasto svenuto tutta la notte, e sarebbe stato dimesso solo la sera.
"Malfoy mi ha chiesto di te." annunciò Hermione.
"Come mai?"
"La professoressa ci ha messi in coppia insieme, dato che tu non c'eri."
"È migliorato?"
"Per niente. Sembrava abbastanza nervoso."
"Secondo voi... sabato andrà ad Hogsmeade?"
"Non lo so e non mi interessa." rispose Ron.
"Forse andrà con Zabini e Parkinson." ipotizzò Hermione.
"Sì, probabile." Harry concordò con la sua amica, per un momento gli era passata per la testa l'idea di invitarlo, ma si accorse che era una cosa completamente stupida e irrealizzabile, perché Malfoy avrebbe dovuto accettare? Già non si spiegava come avessero potuto giocare a Quidditch insieme.
Aveva avuto paura di arrivare al campo e trovarlo vuoto, che Malfoy gli avesse dato buca, che sarebbe stato uno sforzo invano tentare di fare amicizia con Malfoy.
Non si era preoccupato quando Lumacorno l'aveva fermato per discutere ancora una volta sul libro, dato che Harry continuava a dire che non sapeva dove l'avesse perso, ma il professore era molto curioso di sapere chi fosse tanto bravo in Pozioni.
Harry cercò come sempre di liquidare il suo insegnate con molta calma, accaparrando scuse su come non sapesse come il libro fosse magicamente scomparso. Era quasi convinto che Draco non sarebbe venuto e pensò che se avesse fatto tardi ad un appuntamento con una persona che non si era presentata non sarebbe stato importante.
Ma ad un certo punto aveva visto Blaise e Pansy da soli, diretti chissà dove. Sapeva che loro erano gli unici a passare del tempo con il Serpeverde, quindi se lui non era con loro, forse stava aspettando Harry. Si scusò con il professore dicendo di avere un appuntamento e era partito di corsa verso gli esterni del castello, con il cuore in gola e un briciolo di speranza che gli ardeva nel petto.
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Ti amo ma... - Drarry
FanfictionCOMPLETA "Perché ci tieni tanto a passare del tempo con me? Nel senso, ci siamo odiati per tutti questi anni, come mai ti ostini solo ora ad avvicinarti a me?" Harry rimase sorpreso della domanda, si aspettava qualcosa di stupido, qualcosa con cui D...
