4

1.2K 33 3
                                        

Quando Leona capii che la relazione con Lorenzo sarebbe potuta diventare seria, decise che non gli avrebbe mai raccontato del suo amore passato. Non voleva fargli sapere che nella classifica degli amori della sua ragazza, lui non avrebbe mai raggiunto il primo posto. Non era necessario che conoscesse la verità, tanto era acqua passata, un capitolo chiuso della sua vita. Gli raccontò solo che ebbe un "ragazzo" durante la vita universitaria, ma mai nulla di serio. Per quanto ogni tanto si fosse sentita tentata dal desiderio di aprirsi con lui, cercò sempre di far prevalere la ragione. Però Lorenzo, a differenza dell'altro uomo, era a conoscenza della sua sindrome e sapeva come aiutarla, come farla calmare, come conviverci. Perciò gli disse in parte la verità: che ha deciso di tornare in Italia, approfittando dell'assenza del fidanzato, per il bene della sua salute mentale, per farsi "curare".

L'aria in Italia è diversa. Il cielo sembra diverso. Leona stessa si sente diversa. Il cuore le batte forte dopo aver messo piede per la prima volta in quel bel Paese che abbandonò sette anni fa senza rimorsi. Il primo messaggio che riceve dopo aver riacceso il cellulare è quello di Lorenzo, il suo fidanzato:

"Buongiorno amore, spero che il viaggio in aereo sia andato bene. Chiamami il prima possibile che sono in pensiero per te. Per favore, abbi cura di te."

Da quando stanno insieme, circa tre anni, Leona ha compreso che esistono diversi modi di amare. E lei ama Lorenzo.Ma secondo la ragazza, esiste un unico potente ed insostituibile modo di amare che ogni essere umano può riservare solo ad una persona. Quella persona non è Lorenzo e la ragazza ne è consapevole. Il suo primo, puro ed incondizionato amore è stato consumato e gettato via, ma ciò non vuol dire che non si può tornare ad amare. Ed adesso lo sa, perché grazie a Lorenzo ha ricominciato ad amare, seppur diversamente.
Quando Lorenzo le chiese di sposarla qualche mese fa, lei era al settimo cielo.In quei pochi secondi che separavano la proposta di matrimonio dalla risposta della ragazza, Leona capii di essere pronta a creare un nuovo forte ed intenso legame con Lorenzo, a creare una famiglia, a creare un concetto di normalità che il suo professore non avrebbe mai potuto darle. Dopo aver accettato la proposta di matrimonio si promise di non paragonare più Lorenzo a quell'uomo e, nonostante varie difficoltà e tentazioni, riuscì a mantenere la promessa.
Dopo aver parlato al telefono con Lorenzo per circa quindici minuti, e dopo averlo tranquillizzato, finalmente Leona si sta recando verso casa di Diana. Seduta sul taxi, stanca dal viaggio ed impaziente di arrivare a destinazione, Leona guarda la città dal finestrino.Firenze è stata la sua casa da quando aveva cinque anni fino ai diciotto. Le sensazioni che sta provando sono contrastanti: felicità, eccitazione, paura,angoscia.

"Eccoci arrivati".
Dice il tassista accostando l'auto di fronte casa di Diana. Leona non aveva mai visto la casa della sua psicologa, in quanto ha sempre sostenuto le proprie visite in uno studio distante dall'abitazione di Diana, ma l'aura che circonda quella casa le sembra angelica, come se volesse rassicurarla ancora prima dimettevi piede.
Leona, dopo aver preso la valigia ed avere pagato il tassista, si affretta a suonare il campanello. L'accoglienza di Diana è molto calorosa: tra dolci parole e affettuosi abbracci, fa accomodare la ragazza nel salotto spazioso di casa sua. Dunque, superato l'ingresso della casa ed arrivata in salotto, Leona scorge una poltrona tipica utilizzata per far accomodare i pazienti che devono essere"visitati".
"Perciò il tuo salotto è anche il tuo studio?".
Chiede scherzosamente Leona all'amica. Diana sorride.
"Sì, non trovi sia più caloroso agli occhi dei clienti più affezionati?".
Leona acconsente.
"Come è andato il viaggio? Ma dove hai lasciato il gatto? Pensavo lo portassi con te"
Chiede Diana mentre le fa strada verso la sua temporanea camera.
"Il gatto in verità è una gatta. Yuumi starà benissimo. Anche se non è abituata a stare lontana da me e Lorenzo per troppo tempo, so che è in buone mani. Non volevo strapazzarla troppo con i viaggi, perciò l'ho affidata ai genitori di Lorenzo, che vivono a Londra. Sono stati molto gentili a farmi questo favore."
La stanza per Leona non è né troppo grande, né troppo piccola. E' giusta. C'è un letto, un comodino con una lampadina sopra, una scrivania, una sedia ed un piccolo armadio. "Probabilmente questa diventerà la stanza del suo futuro primo figlio, quando sarà", pensa Leona; "quando nascerà, verrà adornata per bene, per ora ha solamente lo scopo di accogliere un ospite o un paziente per qualche giorno". Continua a riflettere la ragazza,mentre adagia la valigia sul letto, pronta per essere aperta e smistarne il contenuto.
"Allora, dunque, come stai?"
Leona si gira verso Diana e scorge una leggera preoccupazione sul suo volto.Indubbiamente è una professionista nel suo lavoro e, immancabilmente, durante le sedute, non lascia trapelare alcun tipo di emozione. Ma essendo le due ragazze diventate amiche, quando Diana non sta svolgendo il suo lavoro, non riesce a trattenersi ed allenta i suoi freni inibitori, accennando qualche pizzico di emozione.
"Sto meglio adesso che ti vedo, adesso che so di non essere più fisicamente sola. Come ti ho già detto, Lorenzo non tornerà a casa a Londra prima di due settimane. Mi stanno tornando in mente quei ricordi, quelle sensazioni, quella paura di restare sola ed essere.. abbandonata. Vorrei iniziare la terapia il prima possibile. "
Leona deglutisce, poi inspira ed espira lentamente.
"Sta tranquilla, Leona. Ho già deciso come affronteremo la situazione nei prossimi giorni, perciò rilassati. Inizieremo da domani mattina. Per ora è importante che ti rilassi e ti riposi."
Quelle parole arrivano a Leona come una carezza su un volto rigato da lacrime amare. Adesso può stare tranquilla. Tutto si sistemerà. Con calma e pazienza affronterà le sue paura e si risolleverà ancora una volta. E' pronta.
"Devo chiederti solo una cosa.."
"Dimmi, Leo".
"Puoi prepararmi una mezza tazza di caffèlatte domani mattina per colazione?".






Piccolissimo messaggio.
Ciao bimbi! Sono assolutamente consapevole del fatto che la narrazione è mooooolto lenta.
Ho adorato sin dal principio il personaggio di Leona ed ho deciso di approfondire molto dettagliatamente ogni aspetto della sua vita e del suo carattere ( nei miei limiti, ovviamente), per questo la storia vi può sembrare noiosa.
State certi che le parti belle, divertenti e spinte non mancheranno! Perciò .. non mollate!
Un bacio a tutti.

Start living again - Giuseppe ConteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora