Con la mano sinistra accarezza dolcemente la gattina che dorme profondamente sulle sue gambe, con la mano destra tamburella nervosamente sul tavolo. Rileggere gli articoli che scrive personalmente la agitano ogni singola volta, nonostante quello sia il suo lavoro ormai da parecchi anni: scrivere e pubblicare articoli. Il sito per cui lavora tra l'altro sta diventando sempre più popolare e consultato da chiunque abbia voglia di aggiornarsi sull'andamento della vita politica in Gran Bretagna, e ciò la preoccupa terribilmente. Sa di essere portata per questo lavoro. Si è anche abituata alle critiche ( costruttive e non ), ma la voglia di fare e dare il massimo non le permetteva di concedersi il minimo errore. Probabilmente è per questo motivo che da quando si è trasferita in Inghilterra, e ormai sono ben sette anni che vive nel centro di Londra, ha deciso di adottare il piccolo, ormai grande, batuffolo bianco che prese al rifugio per gatti randagi. La gattina, Yuumi, sembra percepire il suo stato d'animo quando diventa completamente cupo e, come per abitudine, salta sulle ginocchia della ragazza per consolarla. E ci riesce. Coccolarla le dà sollievo e la aiuta a leggere attentamente per captare qualsiasi tipo di errore.
"Direi che è perfetto".
Afferma con fierezza la ragazza abbassando lo sguardo verso Yuumi e sorridendo soddisfatta del suo lavoro.
"Direi anche che è giunto il momento di inviare il lavoro".
Rilegge un'ultima volta l'articolo velocemente e infine si decide di inviarlo per mail alla redazione.
Yuumi, dopo aver completato il suo lavoro di "rilassatrice personale" salta giù dalle gambe della ragazza e va verso la camera da letto, accucciandosi nel suo angolino personale.
Le piacciono i gatti. Non sapeva di avere una passione per questi animali così indipendenti e metodici. Probabilmente la loro personalità rispecchia un po' anche la sua, per questo va tanto d'accordo con loro.
La ragazza, dopo aver inviato il suo lavoro, si alza dalla sedia e cammina lentamente verso la finestra aperta che le mostra la strada ormai meno affollata rispetto a qualche ora prima. Se questa scena fosse accaduta qualche mese fa, la giovane avrebbe preso quell'ultima sigaretta poggiata sul davanzale della finestra e l'avrebbe fumata. Ma si era ripromessa che quella, ma proprio quella, sarebbe stata la sua ultima sigaretta per sempre e dopodiché avrebbe smesso di fumare. Perché fumare le ricorda la sua vecchia vita. E lei non vuole ricordare.
Inevitabilmente, guardando quella maledetta sigaretta, la sua mente vola a sette anni fa. Da quando ha smesso di fumare capita raramente, ma ogni tanto la sua mente le gioca questo brutto scherzo di "ricordare". Sorride appena e scaccia via dalla mente quei due secondi non desiderati.
"Non mi piace quando fumi".
Disse l'uomo sdraiato accanto alla ragazza continuando a tenere gli occhi chiusi.
"Menti. Io ti piaccio sempre".
Sorrisero entrambi e stavolta l'uomo ricominciò a guardarla dopo aver riposato gli occhi per qualche manciata di minuti.
"Dico seriamente, Leona, hai iniziato a fumare a causa mia e vorrei che smettessi."
La ragazza sbuffò e si girò lentamente verso l'uomo. Lui chiuse nuovamente gli occhi ed appoggiò la testa sulla pancia nuda della ragazza.
" Tra l'altro poi puzzi di fumo".
Continuò l'uomo. Leona spense la sigaretta appena accesa sul posacenere e si alzò bruscamente, scostando la testa dell'uomo con entrambe le mani.
"Ti ho già detto mille volte che non hai nessun diritto di dirmi cosa fare: non sei mio padre. Anche se, date le circostanze, qualcuno potrebbe fraintendere."
Risero di buon gusto entrambi, mentre Leona raccolse i suoi vestiti da terra e si diresse verso il bagno per lavarsi.. specialmente la bocca.
"La prossima volta che decidi di andare a letto con una ragazzina non offrirle una sigaretta."
Disse dal bagno Leona a voce più alta per farsi sentire dall'uomo ancora sdraiato sul letto. Poi continuò, sporgendo leggermente la testa dalla porta.
"Oppure, dato che fumo solo in determinate circostanze ( disse scandendo le ultime due parole con tono provocatorio), potremmo prendere in considerazione l'idea di non andare più a letto insieme, caro professore".
Leona ritirò la testa che sbucava fuori dalla porta del bagno e attese una risposta da parte dell'uomo prima di infilarsi dentro la doccia.
Leona, durante il corso della sua vita, non era mai stata così diretta e, in un certo senso, provocante prima di conoscere quell'uomo. Non aveva mai preteso mai nulla dalla vita, ma quando capì di essere innamorata di lui, voleva vincere ed averlo tutto per sé. Aveva iniziato ad essere più interessata alle sue lezioni, ad essere più partecipe, a richiedere ricevimenti privati. Era giunta alla conclusione che per conquistarlo avrebbe dovuto dare il meglio di sé, superando le proprie aspettative e raggiungendo una sicurezza tale da far in modo che lui la notasse in mezzo ad un'aula piena di tanti altri ragazzi. E ci riuscì.
"Non dirlo nemmeno per scherzo. Sai che non riuscirei a starti lontano per troppo tempo".
Il tono serio dell'uomo non preoccupò Leona, anzi, la rassicurò. Lo conosceva talmente tanto bene da essere consapevole del fatto che quando usava quel tono diretto, senza sfumature di emozioni, lo faceva per affermare ciò che stava dicendo. La ragazza non disse nulla. Si infilò sotto la doccia e pregò affinché quegli attimi di infinita felicità non terminassero mai.
Una sonora risata rimbomba tra le mura della piccola casa di Leona. Inclina leggermente la testa verso destra e torna ad essere seria, mentre scuote la testa per scacciare definitivamente quei ricordi dalla sua testa. Lo scuotimento della testa le causa una leggera perdita di equilibrio ( le capita spesso quando è molto stanca dal lavoro ), perciò decide di andare a dormire,non prima di aver lavato i denti e dato la buona notte a Yuumi, come da consuetudine.
"Eppure è passato così tanto tempo.. Dicevi di non riuscire a stare senza me".Pensò la ragazza prima di chiudere gli occhi ed addormentarsi in pochi secondi.
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Start living again - Giuseppe Conte
Fiksi Penggemar"L'unica soluzione è quella di ricominciare a vivere come se lui non fosse mai esistito per te, Leo." "Come faccio a dimenticare l'unica persona che mi abbia mai amato? E che io abbia mai amato!?" Diana continuò a fissarmi sforzandosi di non far tra...
