Entro lanciando tutto sul divano e vado in cucina.
C:mamma ci sono palestre nella vicinanze che tu sappia?
M: perché? Vuoi iscriverti? C'è una scuola di ballo però
Mi guarda speranzosa.
C:no vorrei qualcosa di più forte. Lo sai che è uno dei sistemi per tenere sotto controllo l'ansia e il nervoso è prendere a calci e pugni un sacco, se non vuoi che lo faccia con qualcuno.
Papà entra e si siede a mangiare anche lui.
P: ricomparsi i tuoi istinti violenti ?
C:si! Oggi stavo per menare uno!
P: spero non a scuola?!
C: no.
P: perché?
Gli racconto velocemente.
P: perché sorridi mentre lo dici?
C: perché di base mi sono divertita. Si lo so non è normale e rischio di prendermele sul serio.
M: riesci a stare distante da quei piccoli delinquenti? Ti abbiamo iscritto a quella scuola proprio per evitare certe compagnie!!
C: approposito, domani posso fare venire qua due mie compagne a studiare?
Mia mamma si illumina
M: certo, chi sono?
Le spiego.
M: i suoi cosa fanno?
C: avvocati e notai.
Papà continua ad osservarmi in silenzio, mentre mamma è tutta contenta
M: bene, niente ragazzi?
C: no mamma.
Finisco di mangiare e scappo in camera. Mando un messaggio a Benedetta e Noemi per domani.
Mi metto a studiare ma non riesco a concentrarmi. Scendo e vado in giardino. Osservo la piscina, la devono pulire e montare la struttura per l'inverno. La casa è bella nulla da dire, ha 4 camere ed ora io ed Azzurra non dormiamo più assieme come prima, un po' mi dispiace, ci divertivamo tantissimo alla sera quando stavamo assieme. Al piano terra c'è un ampia cucina con la sala da pranzo e una sala grande che si affaccia nell'ampio giardino con la piscina. Si tutto bello, ai miei piace un sacco, ma io sarei rimasta nel nostro vecchio appartamento pur di restare dove eravamo. Non gli ho mai detto nulla perché mio papà si merita la promozione che ha avuto e non volevo rinunciasse per colpa mia. Avevo tentato di dire la mia solo per la scuola, ma poi per un quieto vivere ho lasciato fare a mia mamma. So che costa parecchio l'iscrizione e tutto in quella scuola, io li avrei risparmiati andando altrove e di certo non erano le brutte compagnie a preoccuparmi.
Lei è convinta, che essendo figli di famiglie benestanti, siano tutti stinchi di santi, ma non è proprio cosi. Ho gia visto cosa si fumano e di cosa si fanno i ragazzi là dentro e devo ancora conoscere bene i giri e le dinamiche dei vari gruppi. Il punto è che mi sento a disagio la dentro dannazione, non mi piace.
Verso sera Azzurra arriva e dopo aver parlato con mamma, la vedo arrivare in camera e si siede nel letto.
A: si, dovrei farti la predica per stamattina. Chi è il fortunato che ha attirato la tua attenzione fino a farsi quasi picchiare?
Le spiego e lei inizia a ridere
A: vieni va che andiamo in una palestra qua vicino e vediamo che corsi hanno per farti sfogare. Tanto so che il problema non è solo quello. Scommetto che nonostante tutto, domani mattina cercherai di incrociarli ancora.
Le tiro fuori la lingua ridendo e la seguo fuori
C: sono così stupendamente stronzi cazzo! Il biondo mi ha guardato male per tutto il tempo, gli sto sulle palle, meravigliosa sta cosa, ma ha quasi sorriso quando l'ho salutato.
A: l'ho notato quando sei scesa, non male ad occhio. Ma neanche gli altri non sembravano brutti. Però Cami stai attenta, perché sul serio potresti trovarti nei guai, non dargli confidenza, non sai chi sono e come sono. Io so che sei una piccola teppista è un po' maschiaccio di base, ma purtroppo loro sono più forti fisicamente e se si girano son cazzi. I tuoi amici sapevano come eri, loro no.
C: ok non me lo ricordare...che palle però!!!
Torniamo dopo un oretta con l'iscrizione fatta in palestra per entrambe. C'è un corso con i sacchi a terra simile a quello che ho già fatto.
M:dimmi che non partecipi a competizioni di pugilato o quella cosa che facevi.
C: vedremo
Mia mamma sbuffa
M: perché non fai danza come tante?
Tennis, equitazione, semplicemente palestra?
C: golf ormai che ci siamo!? Pensa che c'è anche un corso di pole dance, hai presente? Il palo, la ragazza che ci fa gli esercizi appesa..
Mi guarda allucinata
M: tu sempre da un estremo all'altro!
C: a dire la verità era l'unico corso interessante. Se mi gira provo, così poi passo, da picchiare con un palo qualcuno a piantarlo a terra e farci gli esercizi. In realtà ci stavamo quasi per iscrivere sul serio, ma poi Azzurra ha cambiato idea. L'ho visto fare e sono fantastiche, hanno una forza fisica non da poco.
Azzurra ride e la mamma se ne va brontolando.
A: sul serio lo faresti?
C: intanto uso il palo per picchiare e poi ci ragiono.
Ridiamo e la aiutiamo a fare cena.
La mattina dopo prendo il bus e scendo alla fermata dopo, si sono masochista e di coccio! Mi guardo attorno ma non vedo nessuno, peccato. Piano vado verso la scuola con poca voglia. Tutto ad un tratto mi sento spingere in parte con una spallata da un ragazzo e quasi sbatto su per il muro.
C: e che cazzo!
Mi giro e Massimo mi passa accanto con un sorriso sadico
M: eri in mezzo alle palle!
Allungo velocemente la gamba e gli faccio lo sgambetto con il risultato che quasi cade e si ferma su per un palo abbracciandolo.
C: Buongiorno Massimo. Anche tu eri in mezzo alle palle. Peccato che quel palo l'hai solo preso di striscio.
Sento ridere alle mie spalle ma non mi giro. Massimo si avvicina con aria strafottente e gli sorrido
C: svegliato male? Credi di essere l'unico che può camminare in questo marciapiede?
Guarda dietro di me allargando le braccia
M: ma l'avete sentita? Posso picchiarla?
Una voce dietro di me gli risponde e riconosco Federico
F: NO MASSIMO, TE LA SEI CERCATA!
Federico mi passa accanto ed io mi sposto per farlo passare, non mi guarda neanche e va avanti tirandosi dietro Massimo. C'è anche un altro dietro che ride e mi dice
G: io mi chiamo Gianni comunque.
Gli sorrido
C: Camilla piacere.
Si ferma e piega la testa osservandomi,
Federico senza girarsi lo chiama e lui non lo bada lasciandoli andare avanti e mi cammina accanto in silenzio sempre osservandomi da testa ai piedi
C: lo so, sono ridicola con questa divisa.
G: non ero quello che stavo pensando. Tu non sei di Bologna.
C:no abito qua da poco.
G: le tue amiche stronze dove sono?
Mi scappa un sorriso e gli tiro una manata leggera sulla spalla senza rispondere, mi sorride
G: ok scusa...stronzette!
Gli do una botta più leggera di prima
G: ok botta più leggera, ho capito come funziona
Fa un salto veloce in avanti e ridendo mi urla dietro
G: tu sei stronza come loro?
C: probabilmente più di quello che puoi immaginare ed hai fatto bene ad allontanarti.
Mi lancia un bacio con la mano
G: adoro le bambine stronze!
F: Gianni cazzo smettila anche te!
Federico si gira lo prende per un braccio e lo spinge in avanti con Massimo bloccandosi improvvisamente e si gira verso di me. Me lo ritrovo praticamente a pochi centimetri, mi guarda malissimo. I suoi occhi azzurri mi iniettano dentro all'anima tutta la rabbia o l'odio che ha dentro.
F: è il caso che eviti quella fermata e continui a prendere l'altra come hai sempre fatto. Segui il consiglio delle tue amiche ed evita di parlarci!
Reggo il suo sguardo senza scompormi e la macchina di Carlo si ferma accanto a noi
Car: problemi?
C: NO CI VEDIAMO DENTRO!
Car: ma cosa cazzo ti fermi a parlare con certi elementi?
C: Carlo, parlo con chi cazzo voglio chiaro?
Tutta la conversazione la faccio senza abbassare lo sguardo dagli occhi di Federico. Carlo se ne va.
C: comunque non sono stata io ad iniziare a parlarvi! Cosa dovevo fare secondo te? Incassare le battute cretine del tuo amico ed abbassare lo sguardo e starmene zitta? O prima farmi sbattere quasi a terra e ringraziarlo? Secondo te la smetteva? Facile fare i bulletti con quelli più deboli e comunque sono libera di prendere l'autobus dove cazzo mi pare!
Respira a fondo e si gira a guardare gli altri due che se la ridono e poi mi riguarda. Si passa la mano tra i capelli e poi tira fuori il pacchetto di sigarette dalla tasca della giacca e ne prende una sempre guardandomi. Gliela prendo dalle mani.
C: oh che carino, mi offri una sigaretta in segno di pace?!
F: in realtà era per me!
La giro tra le dita e gliela porgo mettendola all'altezza del suo viso. La prende tra le labbra estrae un accendino e la accende. Per un attimo penso che mi butti il fumo addosso, invece si gira, poi prende la sigaretta e me la porge. Il suo sguardo è sempre freddo e serio. Cazzo quanto è bello però.
C: grazie ma non fumo, apprezzo il gesto però. Ciao buona giornata.
Faccio un passo a destra, sospiro guardando la mia scuola e torno a camminare passando accanto agli altri due. La tentazione di girarmi è spaventosa, ma non lo faccio ed entro a scuola con la solita sensazione di nausea. Entro in classe poco prima che arrivi la professoressa di italiano. Al cambio dell'ora Carlo si avvicina
Car: ma si può sapere cosa stavi facendo con quelli del Tecnico accanto? Non hai altra gente da frequentare?
C: cosa hanno?
Car: mi stanno sulle palle e si credono di essere chissà chi ma sono solo dei morti di fame. Massimo poi è un idiota!
Benedetta lo fulmina con lo sguardo ma non dice nulla.
Non gli rispondo e guardo fuori della finestra. Vedo passare in cortile un gruppo di ragazzi.
Benedetta guarda con me
B:sono loro che vanno in palestra. Oggi a che ora possiamo venire? Mi dai l'indirizzo?
Le detto l'indirizzo e gli dico l'ora.
B: perfetto per le 4 siamo la.
Le ore successive non passano più. In ricreazione esco e vado in bagno e mi raggiungono Benedetta e Noemi.
N: Benny cosa ti metti domani sera?
B: credo il vestito di Gucci e tu?
N: mi hanno regalato un completo della Guess con scarpe e tutto per il compleanno
Le lascio parlare, pensando che in realtà non ho vestiti decenti come intendono loro, non da serate come ad occhio intendono loro e soprattutto firmati. Inizio quasi ad apprezzare il fatto che siamo tutti in divisa e chiedermi come girano vestiti. Usciamo e si uniscono ai discorsi altre ragazze e anche alcuni compagni. Li ascolto annuendo e poi parlano, più mi rendo conto che parecchi di loro spendono un capitale per vestirsi e altro. Ad un certo punto mi guardano e mi rendo conto che devono avermi chiesto qualcosa
C: scusate non ho capito la domanda
B: tu che marca preferisci?
C:non ho preferenze sinceramente, tendenzialmente vesto sportiva e non ho mai guardato tanto le marche degli abiti, devono semplicemente piacermi. Qua non saprei neanche dove andare.
B: allora un sabato andremo a fare shopping assieme, così ti faccio vedere quali sono i negozi migliori.
La campanella di fine ricreazione per fortuna interrompe il tutto e torno in classe. Shopping con loro? Qualcuno mi salvi!
All'una esco e resto d'accordo che le aspetto per le 4. Mi fermo a pensare da che parte andare a prendere il bus, non gli dò la soddisfazione di cambiare fermata. Attraverso e mi incammino mettendomi una cuffietta per ascoltare musica. Vedo uscire dal lato della nostra scuola, dove c'è la palestra, un gruppo di ragazzi abbastanza chiassosi e vanno di corsa verso il tecnico,deve essere un'altra classe, non ci avevo mai posto attenzione in effetti. Arrivo in fermata e mi siedo. Mi arriva un messaggio nel gruppo della mia ex classe, mi mandano una serie di foto di loro sopra i banchi tra un'ora e l'altra. Ci sono Laura e Alessandro con un foglio in mano, con disegnato un cuore ed il mio nome. Due lacrime scendono dal mio viso e gli rispondo velocemente "mi mancate e sto di merda, vi voglio bene stronzi"
Butto il telefono in tasca e cerco di asciugarmi le lacrime che mi scendono cercando di non farmi vedere da chi mi sta accanto. Alzo lo sguardo e due occhi azzurri mi stanno fissando dall'altra parte della strada. Ci sono anche Massimo e Gianni. Sono tutti e tre in silenzio che mi osservano. Spero non si siano accorti che piangevo. Sta arrivando il bus e mi alzo salendo velocemente. Dopo un po' che sono su, mi rendo conto che ho lasciato il mio block notes sulla panchina e scendo alla prima fermata cercando di tornare. Avviso mia mamma che arrivo dopo e corro là, non c'è più dannazione. Giornata di merda! Risalgo sul successiva e torno a casa nervosa. Su quel diario ci sono tutte le dediche dei ragazzi della mia ex classe, i miei disegni fatti durante le ore di scuola, appunti e di tutto, sono nera. Mi passa definitiva la voglia di vedere anche Benedetta e Noemi e le chiamo con una scusa rimandando. Provano ad insistere ma le dico che non posso e che domani sera alla festa non riesco perché ho una cena.
Mia mamma mi guarda
M: perché le hai detto che hai un impegno? Domani sera cosa avevi?
C: oggi ho una brutta giornata ed ho perso anche il mio block notes nero. Domani è una festa in discoteca, ma non mi va!
M: il block notes intoccabile?
C: SI DANNAZIONE!
M: perché non vai domani? Era l'occasione per conoscere gente e socializzare.
Nel frattempo stranamente è arrivato papà e lo sento parlare di là presumo al telefono.
C: papà?!
M: si è venuto a casa un attimo per vedere una cosa per la piscina.
Entra Azzurra e chiede cosa succede e mia mamma le spiega un po' tutto
A: dov'è la festa?
C: non lo so, ma oggi le ho sentite parlare, sono tutte vestite a puntino e di firma quindi prova a pensare dove mi ritrovo se vado.
A: si può andare a prendere sempre qualcosa oggi o domani scusa.
M: guarda che possiamo permetterci di prenderti qualcosa di firmato sai?
Mi saltano i nervi definitivamente.
C: mamma, sai che non sono una che mette vestiti particolari e meno ancora di sfoggiare..AH..lasciamo perdere!
M: PER FORZA VISTO LA COMPAGNIA CHE FREQUENTAVI. Ora sono tutti ragazzi per bene e potresti anche trovarti un ragazzo decente e vestirti come si deve!
C: mamma ora non spariamo troppo alto, ho capito che il papà ha un bel posto e che tra te e lui ve la cavate, ma non esageriamo ora! Tu forse non hai capito di chi sto parlando! Questi arrivano a 18 anni a scuola con macchine proibitive e per fortuna abbiamo le divise, altrimenti ci sarebbe sfilate tutti i giorni cazzo! E POI COSA INTENDI PERBENE? VUOI CHE TI PRESENTI QUEL COGLIONE DI CARLO? SICURAMENTE TI PIACEREBBE, A TE PERÒ!
Azzurra mi fa segno di calmarmi ed abbassare la voce ma ormai sono agitata e non riesco
A: heiiii cosa stai insinuando? Che la mia piccola macchina fa schifo?
C: no la voglio io appena ho la patente. Ecco, cambio scuola e con i soldi risparmiati della rata e dei vestiti, comprate la macchina a lei e lasciatemi la sua, così ogni tanto me ne torno dai miei amici che almeno LORO mi vogliono così come sono!
Esco dalla cucina che sto ancora imprecando seguita da mia mamma e Azzurra che cerca di fermarci e mi blocco davanti a mio papà che ci guarda serio
P: con chi ce l'hai ora? Cosa succede, la smettete di litigare?
A: papà nulla di grave, sai che di base si vogliono bene ma hanno pareri discordanti. Comunque non è male l'ultima sua proposta, il mio vecchio barattolino con motore a lei, macchina nuova a me.
P: per caso sai anche già il modello?
A: dammi il tempo di ragionare, non ho grosse pretese tranquillo papi.
Io nel frattempo sono gelata, con il papà c'è un signore che ride e Federico con le mani in tasca accanto che mi osserva con il suo solito sguardo e presumo un po' sorpreso anche lui! Che cazzo ci fa qua?
P: allora barattolino nuovo a te e vecchio a Camilla? Ma va ancora in moto?
C: va benissimo per stare qua in città e anche per scappare di casa e prendere sotto qualcuno che non sopporto.
Mio papà sbuffa e guarda il signore in parte
P: Marco, hai figli adolescenti con istinti omicidi a casa? La vuoi?
M: no mi bastano i mie due gemelli maschi che ci fanno impazzire già a 10 anni, non oso pensare più avanti.
Mia mamma si presenta e guarda Federico salutandolo a malapena.
M: guarda io ho due femmine ma..
La interrompo
C: lei voleva un maschio ma ...sono nata io e l'ho accontentata a metà ed il risultato è stato questo! Non ha né un maschio né la figlia femmina tutta dolce,carina e a modo che vorrebbe!
M: non ho mai detto nulla di simile!
Azzurra nel frattempo sta scannerizzando Federico che continua ad ascoltare in silenzio.
P: Camilla non esagerare ora. Svegliata male?
C: scusa papà, si giornata pessima. Scusatemi vado via. Azzurra vieni con me in palestra?
Mi guarda e annuisce
A: loro sono qua per la piscina?
P: si verrano a sistemarla nei prossimi giorni in base al tempo che hanno.
Il signore guarda Federico
M: si Federico va a scuola e al limite mi dà una mano nel pomeriggio.
Federico gli fa segno di si. Di poche parole il ragazzo, perfetto, mi mancava di averlo per casa cazzo! Così potrà sputtanarmi per bene, oltre la conversazione che ha appena sentito.
Mi giro e vado su in camera, mi metto i leggins, una maglia, una felpa e mi faccio la coda. Prendo la borsa per la palestra. Azzurra è già giù che parla con papà e Federico è vicino. Mentre scendo le scale mi segue spudoratamente con lo sguardo finché non mi avvicino.
P: le parlo stasera io.
C: andiamo?
P: voi due poi mi spiegate il corso che volete fare per cortesia?
C: quale?
P: la mamma parlava di un palo.
C: tranquillo mi serve solo per prendere a mazzate certi idioti che trovo per strada, fa parte del corso di autodifesa
Mia sorella scoppia a ridere
STAI LEGGENDO
Istinto o ragione?
FanfictionCamilla si ritrova in una città nuova, una scuola nuova, senza amici e fa fatica ad adattarsi un po' a tutto. Come al solito, il suo modo di essere, la porta ad essere attratta dai guai o dalle persone più particolari e rissose o almeno è quello ch...
