Svegliarsi alle sei del mattino era una delle cose che odiavo più in assoluto: il buio fuori, il freddo che penetrava da ogni spazio e un letto caldo da abbandonare... perché diavolo la scuola iniziava alle otto e non alle nove?
Contai fino a sessanta e aprii gli occhi; sembrava ancora notte fonda.
Sbriciai verso le porta finestra e nemmeno alla vista della luce flebile mi rincuorai, quella mattina sarebbe stata più dura del solito.
Con grande forza di volontà scostai le coperte calde dal mio corpo e con l'agilità di un bradipo appoggiai i piedi sul pavimento; acchiappai una delle coperte dal mio letto, per poi avvolgerci il mio corpo già nostalgico del sonno.
Aprii coraggiosamente la portafinestra per cambiare l'aria della camera e una volta infilate le ciabatte di Riccardo, che mi stavano tre volte più grandi, andai finalmente in cucina nella speranza di consolare almeno il mio stomaco.
"Buongiorno" disse Riccardo stiracchiandosi, appollaiato sul divano, con tre coperte di lana sul grembo. Un attimo. Adesso ricordavo!
"E Manu?!" Mi allarmai immediatamente.
"È uscito prima per prendere i libri." Non staccò gli occhi dalla tv.
Quando era stato lui a proporre di far restare Manuel a dormire in camera sua, credevo scherzasse. Non sapevo minimamente da dove provenisse tutto quell'altruismo e nemmeno Jess era stata in grado di comprenderlo.
"Non lo hai soffocato con un cuscino, vero?"
Finalmente si girò verso di me.
"No e ti dirò anche di più: mi sta simpatico, approvato."
Okay, questo non me lo aspettavo proprio.
"E cosa ti ha convinto?"
"Non ha mai risposto mai a nessuna delle mie provocazioni e non si è mai offeso. Poi non ti ha fissato il culo, nemmeno quando ho fatto finta di essere distratto ed è femminista. Infine..."
"Ma tu non sei femminista." Interruppi le sue validissime motivazioni.
"Sì, a modo mio però. Infine tifa Napoli e gioca bene alla play."
Ragioni interessanti, non mi posso lamentare.
"Ma che ci fai già sveglio?" Mi stropicciai gli occhi.
"Il tuo amico mi ha svegliato con la sua sveglia di merda e così mi sono messo a guardare questa serie, è troppo bella!" Indicò lo schermo della tv, con ormai solo i titoli di coda.
"Immagino!" borbottai in tono stizzito, forse per un pizzico di invidia nei confronti del suo tempo libero e accesi la luce della cucina.
"Spegni, cretina!" esclamò tappandosi gli occhi e mettendosi con il sedere per aria.
"Prendo solo il pacco di biscotti!"
Questo ragazzo stava mettendo a dura prova il mio umore mattutino!
Trascinai i miei piedi fino alla dispensa e agguantai il primo pacco di biscotti, insieme a qualche brioscina confezionata e spensi l'interruttore della luce con il gomito.
"Hey, quelle sono le mie ciabatte!" strillò come un bambino quando vide ai miei piedi due panda.
"Pazienza!" ribattei, aprendo il pacco di biscotti con foga.
"Io non uso i tuoi vestiti né tantomeno le tue ciabatte!"
"Perché non ti stanno" dissi ovvia e addentai un biscotto alle nocciole.
"No, perché..."
"Stai zitto?" Lo zittii con la bocca piena e vidi il suo volto illuminato dalla luce flebile della televisione imbronciarsi.
"Guarda che sono ancora arrabbiato con te."
Il suo tono si indurì. Sinceramente non mi ricordavo nemmeno il motivo, si arrabbiava con me circa sei volte a giorno. Avevo perso il conto le motivazioni ormai.
"Okay" dissi con la bocca piena e un pezzo di biscotto volò dalla mia bocca.
Si arrese di fronte alla mia antipatia mattutina e mandò la serie alla seconda stagione.
Sentii il freddo penetrare da sotto il mio pigiama a pinochietto e strinsi le ginocchia al petto, ma ciò non migliorò di tanto la situazione e qualche secondo dopo una delle tre coperte di lana mi fu lanciata in testa: com'era possibile che la coperta che avevo già non mi tenesse caldo abbastanza?
Afferrai gli estremi e mi avvicinai furtivamente a lui, facendo finta di stare attenta all'episodio.
"Oggi non vai a scuola?" Sarebbe morto qualcuno se non fossi andata? Più che altro, perché continuava a rivolgermi parola se era arrabbiato con me?
Il mio buon senso ebbe la meglio.
"Sì, ci vado" risposi senza pensarci e avanzai con il sedere ancora più vicino a lui.
Scartai la carta della merendina e la divorai in meno di un minuto.
"Conosci questa serie?" attaccò bottone un'altra volta. Adoravo il fatto che non ce la faceva ad avercela con me.
"No" risposi con una punta di dolcezza, mentre continuai a fissare lo schermo della tv con la testa altrove.
"Ti consiglio di guardarla, è bellissima." Allungò un braccio verso il mio pacco di biscotti e ne afferrò uno.
"Se avessi tempo forse lo potrei fare" dissi in un sospiro e strizzai gli occhi lucidi a causa del sonno.
"Secondo me perdi troppo tempo sui libri."
"Devo!" dissi ovvia. E il bello era che non eccellevo nemmeno!
"Dove sta scritto?"
Mi voltai per guardarlo negli occhi solo per fargli interpretare la mia faccia da 'ma sei stupido?'
"In un libro che si chiama 'le domande stupide di Riccardo' presi un altro biscotto, ma lui me lo rubò.
"Hey!" Mi lamentai.
"Ti sta bene" disse con la bocca piena e mi sforzai di non ridere per quanto fosse tenero, buffo e infantile.
"Ci vediamo a pranzo" mi limitai a scuotere la testa compiaciuta e di malavoglia mi alzai dal divano.
"Dico sul serio, potresti restare a casa." Lo disse quasi in tono supplichevole, con tanto di bocca piena.
"Vado a scuola, dico sul serio." Decisi definitivamente ad alta voce, come se dovessi convincermi mentalmente.
"Fa come vuoi." Si stravaccò sul divano e non seppi perché, sentii una punta di delusione nella sua voce.
"Grazie per il consenso!" Tornai in camera mia e chiusi la porta.
STAI LEGGENDO
Io e te. Il resto non conta.
Teen Fiction[IN FASE DI REVISIONE] Nella tranquilla cittadina di Adrogué, la vita di Amanda, una ragazza appena uscita dalla sua quinceañera, sta per prendere una svolta inaspettata. Dopo aver scoperto che l'uomo che ha sempre chiamato padre non è tale, Amanda...
