Capitolo 10

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SCARLETT

Smaterializzandoci, ci ritroviamo davanti ai grandi cancelli del Riddle Manor e, attraversandoli ritroviamo davanti a noi, quella che è stata la nostra casa per anni.

Smaterializzandoci, ci ritroviamo davanti ai grandi cancelli del Riddle Manor e, attraversandoli ritroviamo davanti a noi, quella che è stata la nostra casa per anni

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Bussiamo alla porta e la nostra elfa domestica, Idrial, la apre; appena alza lo sguardo, incrocia i miei occhi e sorride in maniera stanca.

"Signorina Woods, Idrial è molto contenta che voi siate tornata", ammette sincera lei.
"Grazie, ma quante volte ti ho detto di darmi del tu?", le ricordo.
"Tante, signorina", risponde facendomi alzare gli occhi al cielo e ci fa entrare. 

"Questo posto è-", comincio ma vengo interrotta da Mattheo, che chiede:"-Cambiato?".
"Sì, decisamente. È tutto così tetro. Cioè, anche prima lo era, ma non fino a questo punto", noto con dispiacere.

"Da quando te ne sei andata, la luce qui è svanita", continua il riccio e lo guardo.
"Anche voi non siete tornati".
"Invece sì. Quando abbiamo saputo che non c'eri più", parla Tom questa volta.

Stringo i pugni e sento gli occhi farsi lucidi, dicendo poi: "Se mi odiavate così tanto e, dato che lo fate pure ora, smettetela proprio di parlarmi. Non vi obbliga nessuno".
Non attendo nemmeno che rispondano e me ne vado con lo sguardo basso.

Cammino lungo i corridoi ed entro in quella che anni prima era la mia camera, dove i colori dominanti sono il nero e il verde petrolio.
Mi avvicino alla scrivania in legno dove trovo incorniciate foto mie in particolare e, alcune con Mattheo e con Tom; prendo in mano la mia preferita, ovvero quella dove eravamo tutti e tre:

 Mi avvicino alla scrivania in legno dove trovo incorniciate foto mie in particolare e, alcune con Mattheo e con Tom; prendo in mano la mia preferita, ovvero quella dove eravamo tutti e tre:

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Mi mancano quei tempi, la spensieratezza, la gioia, l'essere così uniti...

Mi siedo sul letto, chiudo gli occhi e qualche attimo dopo bussano alla porta.
"Posso?", chiede il minore dei fratelli Riddle, affacciando il viso.
"Sei già qui, quindi direi di sì".

"Devi indossarlo", dice avanzando nella mia direzione, con un abito in mano.
"Va bene. Grazie", annuisco rispondendo fredda e lascio che lo poggi sulla sedia.

Osserva anche lui la stanza e si sofferma su quelle immagini che stavo ammirando poco prima.
"Mi ricordo quella giornata. Eravamo rimasti soli qui e pur di passare il tempo, avevamo inventato i giochi più assurdi, come quello della famiglia", racconta.

"Sì. Tu e Tom cominciaste pure a litigare per chi dovesse interpretare il ruolo del marito", dico ridendo piano, insieme a Riddle.
"Alla fine ho vinto io", aggiunge soddisfatto e lo guardo.

"Vero, e mi hai anche dato un bacio a stampo".
"Questo l'avevo quasi dimenticato", scuote la testa.
"Strano, ne andasti così fiero che lo rinfacciasti a tuo fratello per non so quanto tempo", parlo e noto che tenta di nascondere un sorriso.
"Beh sì, può darsi".

Riprendo a osservare la foto e senza pensarci dico:"Questa la scattò-", ma mi zittisco notando il suo sguardo incupirsi.
"Mia madre", mi alzo.
"Mattheo...", lo richiamo e i suoi occhi, poco più lucidi del ormale, si incatenano ai miei.

"Non sono debole. Non ho bisogno della tua pietà", sbotta nervoso e allontanandosi, quando tento di avvicinarmi a lui.
"Smettila di essere così duro e abbassa questa corazza che ti sei creato. Nonostante tutto, se fossi sincero, proverei ad aiutarti", ammetto veritiera.

"Sprechi energie inutili".
"No, perché ti capisco e so come darti appoggio", rispondo e fa una risata amara scuotendo la testa.
"No, che non puoi!".
"Sì invece".
"No. Tu non sai cosa provo. I tuoi genitori sono morti quando eri piccola, non hai mai avuto una famiglia!".

Mi allontano colpita e amareggiata dalle sue parole, dicendo:"Vattene via".
"S-Scarlett, io-", tenta di dire ma lo precedo.
"Fuori da qui!", ordino glaciale ed esce senza ribattere, lanciandomi soltanto un'ultima occhiata.

Chiudo immediatamente a chiave la porta, appoggiandomici sopra e scivolando pian piano a terra, cercando di trattenere le lacrime, prendendo dei grandi respiri.

Passati 10 minuti mi alzo, mi cambio e con la magia sistemo il trucco sul mio viso.
Indosso un abito nero con grinze in trasparenza, con le spalline sottili e lo scollo a cuore che mi fa risaltare il seno. 

Appena finisco, Idrial mi comunica che il Signore Oscuro è pronto a ricevermi; così scendo le scale e lo raggiungo nella sala delle riunioni.

Entro affiancta dai fratelli Riddle, che nel frattempo si sono cambiati e vestiti di tutto punto, e cammino a passo sicuro.

"Padre", lo salutiamo tutti e tre contemporaneamente; avendo vissuto con lui l'infanzia ho preso l'abitudine di soprannominarlo così.

"Scarlett, è così bello riaverti qui.-", dice Voldemort, ignorando i ragazzi di fianco a me. "-Avvicinati pure.-", mi invita e faccio dei passi avanti, finché non mi ritrovo di fronte a lui. -"Mi è giunta voce che ora anche tu frequenti Hogwarts".

"Sì, sono una Serpeverde", annuncio fiera.
"Non avevo dubbi su questo. Hai fatto nuove conoscenze?", domanda scrutandomi.
"Solo all'interno della mia casa", rispondo sincera.

"Sicura?-", insiste e annuisco. "-È per caso accaduto qualcosa di insolito?", continua ad indagare e assottiglio le palpebre.
"No", mento, non voglio che sappia dell'incidente in aula.

"Molto, molto bene. E dimmi, com'è stato rivedere i miei figli? Era da anni che avevate perso ogni rapporto.-", chiede con un sorriso inquietante. "-Mi ricordo che quando sono andati via, hai provato a cercarli. Peccato che la preoccupazione non fosse reciproca", dice con un tono che sembra tutt'altro che triste.

Quel brutto periodo mi ritorna in mente e giro il viso verso Mattheo e Tom, che hanno entrambi lo sguardo basso e i pugni serrati.
"Sì, ricordo", rispondo flebilmente.

"È stato un enorme dispiacere vedere un'amicizia così solida, terminare in una maniera così brusca. Ma capita quando da una parte non si provano sentimenti, vero figli miei?-". I due non fiatano e l'espressione dell'uomo cambia. "-Rispondete!", li sgrida sbattendo una mano sul tavolo.

"Sì, padre", parlano all'unisono.
"Bene, capisco che abbiate degli impegni e compiti da terminare, quindi potete tornare a scuola".
Nel pronunciare queste sue ultime parole, noto che il Signore Oscuro utilizza un tono differente; non so perché, ma è come se notassi un messaggio nascosto, del quale io non sono la ricevente.

Annuisco facendo finta di nulla e tutti e tre usciamo e, ci smaterializiamo a Hogwarts.

Spazio autrice
Ciao a tutti, come state?
Non so perché, ma questo capitolo non mi convince per niente, magari quando avrò un po' più di tempo lo sistemerò, che ne pensate?
Dato che sono ancora in tempo: buon ferragosto AHAHAHA.
Un abbraccio❤

You complete me || Mattheo RiddleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora