Capitolo 7

8.1K 177 75
                                        

SCARLETT

Entrando in aula trovo il professor Piton e Tom parlare ma, appena si accorgono della mia presenza, si zittiscono immediatamente.
Il primo mi guarda trucemente; il secondo, con un ghigno che non promette nulla di buono.

Come immaginavo, d'altronde.

"Visto che finalmente, la signorina Woods si è degnata di arrivare, potete cominciare a pulire. Rimarrete chiusi qui dentro finché non terminerete. Ora datemi le bacchette.-", dice allungando la mano ed eseguiamo l'ordine. "-Buon lavoro'', conclude serioso, uscendo poi dalla classe e chiudendo la porta con un incantesimo.

"Che si fa?", domanda Riddle.
"Hai sentito quello che ha detto il prof? Forza, aiutami a pulire".
"Non se ne parla. Né tu, né lui, potete dirmi cosa fare".
"Non posso fare tutto sola", mi lamento.
"Invece sì", risponde semplicemente, sedendosi.

Alzo gli occhi al cielo sbuffando e prendo la scopa, iniziando a spazzare qua e là; appena termino, prendo la pezza e la passo su alcuni banchi ma, quando mi piego, il moro emette un fischio.

"Ma che fai?", chiedo alzandomi e girando di poco il busto.
"Mi godo lo spettacolo", seguo il suo sguardo e noto che l'ha puntato sul mio sedere, dove la gonna si è alzata un po'.

"So di avere un bel didietro, ma non c'è bisogno che lo fissi costantemente.-", parlo imbarazzata, abbassando subito la stoffa e guardandolo male; in risposta, ghigna e si alza venendo verso di me. "-Finalmente ti sei deciso a darmi una mano?".

"Cosa ottengo in cambio?", ammicca e trattengo uno sbuffo.
"Ottieni il resto della tua vita", gli faccio l'occhiolino e ride.
"Quindi se non lo facessi, mi uccideresti?", domanda fingendosi sconvolto.
"È l'opzione più allettante", dico semplicemente, facendo spallucce.

"Non ne saresti capace".
"Non sai cosa sono in grado di fare. Non sottovalutarmi", sorrido fintamente e ricambia con un certo divertimento.
"È una minaccia?".

"Interpretala come preferisci.-", pian piano si avvicina, finché i nostri corpi entrano definitivamente in contatto. "-Che vuoi fare?", domando confusa, nel mentre che la sua mano passa dalla mia guancia, alla mia spalla.
"Tu goditi il momento".

Mi accarezza il braccio con le dita fino ad arrivare al fianco e, infine, alla parte nuda delle cosce, risalendo verso l'interno della gonna.

"T-Tom", cerco di dire, cominciando a sudare freddo.
"Shh, rilassati ", mi zittisce cominciando a baciarmi il collo.

Adesso come faccio? Mi sento come se fossi bloccata. Non mi piace.

"N-no.-", non mi ascolta e, sento che arriva quasi al mio inguine con le dita, avvicinando sempre più il viso al mio.
"-Va via.-", sibilo quando sfiora i miei slip, ma continua imperterrito.
"-Lasciami in pace!", urlo e lo spingo con una forza sovrumana, che non ero a conoscenza di possedere.

Il ragazzo finisce contro la scrivania, che cade insieme a lui; guardo le mie mani tremolanti e rivolgo un ultimo sguardo al mago, per poi avvicinarmi alla porta, rompere la maniglia e correre fuori (ovviamente riesce a farlo grazie alla forza che possiede in questo momento, normalmente non ci riuscirebbe. Magari era scontato, ma ho preferito specificare).

Vagando per il corridoio, finisco per ritrovarmi davanti Mattheo e Katlynn intenti a discutere per qualcosa che non riesco a sentire.
Si girano quasi subito verso la mia direzione e, dopo essersi lanciati un'occhiata veloce, mi vengono incontro.

"Scarlett, sei pallidissima. Cos'è accaduto?", chiede la rossa, preoccupata.
"I-io...T-Tom...", balbetto, non riuscendo a parlare correttamente.
"Che cazzo vuoi dire?", si immischia malamente il minore dei Riddle, beccandosi un'occhiataccia della mia migliore amica.

Non ho la forza di prendermela anche con lui.

Nella mia mente si attanagliano le immagini di ciò che è accaduto poco fa e, quasi, non mi reggo in piedi.

"Scar!", urla Kat sorreggendomi e, aggiungendo qualcos'altro che alle mie orecchie risuona ovattato.
Le uniche parole che riesco a recepire sono: Tom, punizione, insieme e stanza.

Noto Mattheo lanciarmi uno sguardo indecifrabile, prima correre verso l'aula dalla quale sono appena uscita.
Nel frattempo, la rossa mi aiuta a raggiungere la nostra camera e mi fa sdraiare sul letto, accarezzandomi il viso.


"Katlynn...", sussurro stordita.
"Shh, riposa. Ti chiamerò quando sarà ora di cena, così potrai mangiare e rimetterti in forze.-", annuisco leggermente chiudendo gli occhi, sentendo pronunciare come ultima cosa:"-Ti proteggerò sempre".

Poi il buio.

MATTHEO

Entro in classe correndo e, vedo mio fratello appoggiato alla cattedra con lo sguardo fisso nel vuoto.

"Tom.-", lo chiamo, ma non mi sente, probabilmente perso nei suoi pensieri. "-Tom!-", ridico con un tono di voce più alto, facendolo girare di scatto verso di me. "-Che diavolo è successo?", domando osservandolo.


"Scarlett sta sviluppando i suoi poteri", parla a bassa voce.
"Non è possibile", sussurro riflettendo sul discorso di nostro padre.
"Mi ha spinto, facendomi finire a terra con tutta la cattedra", racconta lasciandomi stupito.

"Perché l'ha fatto?-", indago, ma rimane in silenzio. "-Che cazzo hai fatto, Tom?", continuo, spazientito.
"Ci ho provato con lei e l'ho provocata spudoratamente, toccandola dove non dovevo", risponde facendomi sgranare gli occhi.

"Tu cosa?", quasi urlo, avvicinandomi a lui.
"Stai calmo fratellino, non mi ha lasciato andare oltre", dice alzando gli occhi al cielo.
"Innanzitutto: il Signore Oscuro in persona ha assegnato a me questa missione, quindi non intrometterti. Seconda cosa: per colpa tua, adesso, la situazione è peggiorata.-", lo rimbecco e ride quasi istericamente. "-Lo trovi così divertente?".

Sta forse impazzendo?

"Trovo divertente il fatto che tu non abbia capito il motivo per il quale io sono ancora qui".
"Sentiamo allora, illuminami", ribatto assottigliando le palpebre.

"Devo controllarti", ammette e aggrotto le sopracciglia.
"Perché? Sono in grado di completare un lavoro anche senza la tua supervisione".
"Vero, ma quando si tratta di lei tendi un po' a sbandare".

"Cosa stai insinuando?", chiedo con tono poco pacato.
"Devo ricordarti cos'è successo due anni fa?", dice e stringo i pugni.
"Avevo bisogno di una distrazione", rispondo evitando il suo sguardo.

"Non prendermi in giro, sappiamo entrambi perché l'hai fatto".
"Tu non sai un cazzo!".

"Certo, questo lo credi tu. Ci vediamo più tardi fratellino".

Mi lascia da solo e rimango lì a rimuginare sulla conversazione avuta poco prima, rivolgendo ancora una volta i pensieri a quella notte indimenticabile.

Devo eliminarla dalla mia mente. Definitivamente.

You complete me || Mattheo RiddleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora