⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️
Scarlett Woods non è una comune strega, affatto.
Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia.
Scarlett, per...
Ci smaterializziamo nella stanza dei due fratelli e mi allontano immediatamente da loro.
"Scarlett, quello che ha detto nostro padre è-", comincia il maggiore, ma lo interrompo prima che possa terminare. "Assolutamente vero. Voi non mi avete cercata, perché l'affetto non era reciproco", dico atona, mettendo in luce la realtà dei fatti e, facendo spallucce.
Mattheo scuote la testa chiudendo gli occhi ed esce dalla stanza ignorando i continui richiami di Tom e, sbattendo la porta.
"Non crescerà mai", si lamenta il ragazzo di fianco a me. "È sempre stato così. Anche da bambino. È nella sua natura e non possiamo farci nulla". "Non ci credo", dice lui emettendo una risatina per nulla sincera. "A cosa?", chiedo guardandolo aggrottando le sopracciglia.
"Al fatto che continui a difenderlo, nonostante il tempo e le cose che ti ha detto al Riddle Manor". "E tu come diavolo fai a saperlo?-", domando alzando il tono, nervosa e non risponde. "Ci hai spiati!".
"Quando mio fratello è in tua compagnia tende a fare cose stupide, non posso lasciarlo libero". "Questo non è vero". "Ti devo ricordare cos'è successo l'ultima volta?-", propone e mi zittisco improvvisamente. "-Esatto...".
Gliene ha parlato sul serio? Di una cosa così importante e privata?
"Meglio se vado, sono già rimasta troppo qui", parlo velocemente. "Ci odi proprio, eh?". "Siete stati voi a mettermi in questa posizione, io non ho colpe", gli lancio un'ultima occhiata prima di uscire.
Camminando lungo i corridoi mi imbatto nella scala per arrivare alla Torre di Astronomia e, dato che l'ultima volta non ero riuscita a visitarla con Pansy, decido di andare a vederla ora. Appena giro la maniglia per entrare, però, la mia mente si riempie di immagini e sono costretta ad appoggiarmi al muro.
Quando comincio a sentirmi meglio mi dirigo verso la ringhiera, ammirando il paesaggio mozzafiato, per poi chiudere gli occhi e godermi il vento sul viso.
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"Che cosa ci fai qui?", chiede una voce inconfondibile, alle mie spalle. "Non ci ero mai venuta e, visto che non ho nulla da fare, mi è sembrato il momento più adatto".
Mattheo si avvicina e si posiziona di fianco a me, accendendosi una sigaretta ma, prima che possa fare il secondo tiro, gliela sfilo dalle dita e la posiziono tra le mie labbra.
"Non credevo fumassi", ammette osservandomi. "Non sai ogni cosa di me", dico facendo uscire il fumo dalla mia bocca.
Gli ridò la sigaretta e ripete gli stessi gesti di poco prima, rimanendo in silenzio per svariati minuti.
"Oggi sono stato troppo violento nei tuoi confronti", parla quasi in un sussurro e sgrano gli occhi. "Che cosa?", chiedo sorpresa. "Hai sentito benissimo, non è facile per me ammettere le colpe. Quindi non farmelo ripetere", sbotta alzando gli occhi al cielo.
"Va bene...E dovrei perdonarti adesso? Lo chiedo per chiarire, visto che hai fatto così tante cose sbagliate da perderne il conto". "Certo che sei proprio stronza", scuote il capo da sinistra a destra.
"Queste non mi sembrano delle scuse. Non ci siamo proprio, Riddle.-", lo rimbecco scherzosamente, e mi guarda facendo spuntare un ghigno sul suo viso. "-Lei non l'avrebbe voluto", dico poi, sospirando.
"Di chi parli?". "Di tua madre, non avrebbe mai voluto vederci così divisi". "Ti ha sempre voluto bene, come se fosi stata sua figlia", confessa lasciandomi di stucco. "Lo so, anch'io...", i miei occhi diventano lucidi per un secondo, offuscati dai ricordi.
"Scarlett? Dove stai andando? Vedi che rischi di farti male se corri nel roseto", mi avverte Judith; tuttavia non le do ascolto, urlando:"Nooo".
Purtroppo, però, passa appena un altro secondo, che inciampo e finisco addosso agli steli dei fiori, graffiandomi tutte le mani.
Scoppio a piangere e la giovane donna, dai capelli lunghi e ricci, si affretta a venire da me e prendermi in braccio.
"Tesoro, ti avevo avvertita. Ora andiamo a disinfettare questi taglietti", dice portandomi verso la cucina. "Fa male", mi lamento con le lacrime che mi scorrono lungo il viso.
Mi fa sedere sul bancone dove, a causa della mia piccola stazza, le gambe rimangono a penzoloni e, immediatamente, passa la bambaggia con il medicinale sul mio palmo e sulle mie dita.
"Adesso sei come nuova.-", sorride dolcemente asciugandomi le guanciotte ancora bagnate."-Ricorda sempre che sei più forte di quanto pensi, bambina mia. Non lasciarti mai influenzare dagli altri, ma ascolta sempre i consigli di chi ti ama.-", mi da un bacio sulla fronte e mi poggia a terra. "-Ora vai a giocare con Tom e Mattheo. E mi raccomando, divertiti".
"Grazie mamma", le sorrido e corro fuori.
"Chissà cosa penserebbe di me se fossi qui", dice il ricciolino distraendomi dai miei pensieri e gli poggio una mano sulla spalla. "Hai fatto molti errori Mattheo, non posso negarlo. Ma so che ti amerebbe e sarebbe fiera di te comunque. Tu e Tom eravate i suoi tesori, la sua vita", cerco di confortarlo veritiera e mi guarda negli occhi con una punta di stupore.
Il suo sguardo sembra tornato quello di quando era bambino e, ciò mi porta a fare una cosa che non mi sarei mai aspettata: abbracciarlo.