SCARLETT
Esco dall'aula e cammino lungo il corridoio, finché non sento qualcuno richiamarmi da dietro, che mi costringe, quindi, a girarmi verso la sua direzione.
"Scarlett!", a parlare è Zabini.
"Dimmi Blaise", rispondo cordialmente, sorridendogli.
"Mi dispiace per la punizione...alla fine è stata anche colpa mia. Ci tengo, però, a ringraziarti".
"Tranquillo, l'importante è che tu stia meglio. Da quanto ti piace?", domando senza alcun pelo sulla lingua.
"C-cosa? Chi?", chiede di rimando, troppo agitato per essere credibile.
"Sai perfettamente a chi mi riferisco".
"Non ho idea di cosa tu stia parlando.-", aggrotto le sopracciglia e si arrende sbuffando. "-Dal secondo anno, ma come hai potuto notare preferisce Draco", ammette sconsolato.
"Almeno lui sa cosa provi?", indago, camminando al suo fianco.
"No".
"Perché? Siete migliori amici, penso che capirebbe e lascerebbe stare Pansy".
"Effettivamente non credo che lui provi un sentimento reale nei suoi confronti. La usa solo per divertimento", fa spallucce.
Se per Malfoy è solo sesso, allora ci sono buone speranze che lo aiuti.
"Esatto, quindi sbrigati a parlargli", gli do una pacca sul braccio per incitarlo.
"Va bene. Grazie ancora per prima e per il consiglio",
"Di nulla, puoi venirmi a cercare ogni volta che ne hai bisogno", dico e sorride, lasciandomi poi un bacio sulla guancia e correndo via.
"Quindi adesso ci provi con Zabini, eh?", sento improvvisamente un'altra voce, purtroppo familiare e, alzo gli occhi al cielo.
"Sai Mattheo, l'amicizia tra maschio e femmina esiste. Non è colpa mia se tu nemmeno conosci il significato di questo termine", rispondo guardandolo.
"Come se io non avessi amici", ribatte ed io scuoto la testa.
"Per questi tuoi amici ti sacrificheresti? Gli confidi tutto? Oppure sono persone, più che altro ragazze, che ti sei portato a letto e con cui sei rimasto in buoni rapporti perché sono brave?-", serra la mascella e lo guardo negli occhi. "-Quella che avevamo noi da piccoli si poteva definire "amicizia". E non ti nascondo che un tempo, magari, avrei azzardato a soprannominarla in un altro modo".
"Che cosa intendi?", domanda con uno strano sguardo.
"Sai perfettamente a cosa mi riferisco, non fare il finto tonto", rispondo acidamente, notando uno strano vacillamento da parte sua, mascherato infine dal suo solito ghigno odioso.
"In effetti sì, ho capito di cosa stai parlando. Ma non hai mai riflettuto sul fatto che quel determinato sentimento fosse presente solo da parte tua?-", chiede e sgrano gli occhi, scioccata, sentendo un fastidio al petto ormai conosciuto. "-Credi veramente che io abbia mai provato un amore per te, che andasse oltre quello fraterno? Mi dispiace distruggere i tuoi sogni, ma non sei l'unica ragazza che ho conosciuto".
Dovrei tirargli un calcio nelle palle o uno schiaffo in pieno viso? Sono veramente indecisa...
"Sai che ti dico? Io almeno non ho paura ad ammettere la verità, anche se riguarda il passato. Quello che c'è stato tra noi, era qualcosa di vero, che andava oltre l'aspetto fisico. Mi arreca un'enorme pena, riconoscere che sei rimasto quel bambino indifeso, che non riusciva ad esprimere ciò che pensava veramente, per paura delle conseguenze".
I suoi occhi si fanno di una tonalità più scura, dettata non solo dalla rabbia, ma anche dalla sofferenza nel sentire queste parole e, soprattutto, dai ricordi.
"Non ti rischiare a parlarmi così. Il fatto che l'altra sera abbia cercato di placare mio fratello, non significa che io riesca a trattenermi di fronte a certe offese", si avvicina minacciosamente.
"Se pensi che le tue parole possano farmi paura ti sbagli. Inoltre, io non ho di certo bisogno di essere "salvata" da te. Ho imparato a difendermi da sola negli anni''.
"Sotto sotto, sei sempre la solita. Ostinata a voler fare tutto da sola".
"Beh, è così che si sopravvive. O almeno, è questo che le esperienze mi hanno portato a fare, no?", domando retorica per poi andarmene.
* * *
Le risate di Katlynn risuonano per tutta la Sala Grande, inevitabilmente accompagnate da quelle degli altri.
"Non oso immaginare la faccia ha fatto Piton, peccato che me la sono persa", dice cercando di riprendersi.
"Appunto, perché non c'eri?", chiedo riprendendo a mangiare.
"A-avevo da fare", parla balbettando leggermente e assottiglio gli occhi.
"Sicura?", insisto sospettosa.
"Certo, perché non dovrei esserlo?", faccio spallucce decidendo di lasciar perdere la questione.
"Scarlett, questo venerdì ci sarà una festa nella Sala Comune dei Serpeverde, tu ci sarai?", domanda invece Pansy, di punto in bianco.
"Ehm, non c-", cerco di rispondere, ma vengo interrotta prima di poter proseguire.
"Ovviamente, non mancherà", si affretta a parlare la mia migliore amica, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"Grazie mille Kat, davvero, è assurdo come assecondi ogni mia scelta. Sembra quasi che tu riesca a leggere nella mia mente.-", dico sarcasticamente, strappando una risata generale. "-Ora scusatemi, ma ho una punizione che mi aspetta", affermo alzandomi, salutando i ragazzi e dirigendomi verso la classe di stamattina.
Non sono per niente calma...d'altronde, non si sa mai con i Riddle.
Spazio autrice
Ciao belli! Due cose:
1. Scusate per il capitolo corto, mi farò perdonare;
2. Sul mio profilo potete trovare degli immagina su Marcus e Mattheo, se vi va passate a leggerli! È uscito il primo, ma ne ho pronti 6.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto.
Un abbraccio❤
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You complete me || Mattheo Riddle
Fanfiction⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️ Scarlett Woods non è una comune strega, affatto. Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia. Scarlett, per...
