Capitolo 21

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MATTHEO

"Mattheo, ormai quel che è successo, è success-", cerca di dire mio fratello, ma lo interrompo con un gesto della mano.
"Io non posso provare amore, ho semplicemente articolato male la frase", affermo, leggermente agitato.

"Non ci credi nemmeno tu", ribatte prontamente lui.
"Cazzo Tom, mi spieghi cosa vuoi dimostrare?", sbotto allargando le braccia.

"Nulla".
"Non sembra, dato che ogni volta che parlo con te, è come se cercassi di scovare ogni mia debolezza".
"Io devo sorvegliarti e riferire a nostro padre", parla come un automa.

Il perfetto soldatino di Voldemort.

"E, giustamente, non vorresti mai che risultassi adatto ai compiti che ci assegna, perché tu sei il maggiore. Tu sei il futuro Signore Oscuro, vero?", domando retoricamente, ma, quando pronuncio l'ultima frase, qualcosa cambia nei suoi occhi: si velano di quelle che sembrano tristezza e compassione.

"Pensa a lavarti, abbiamo una punizione da scontare", ordina semplicemente.
"Non puoi essere sempre così evasivo, sei mio fratello. L'unico e reale membro della mia famiglia", termino a bassa voce.

"Mi dispiace", dice flebilmente per poi uscire.

Sbuffando vado in bagno, mi spoglio e guardo il mio riflesso nello specchio: ho i capelli scombinati ed il viso ed il collo, tapezzati di macchie di sangue.

Entro nella doccia, apro il rubinetto e lascio che l'acqua calda scorra lungo il mio corpo.

Mi ritrovo d'improvviso a pensare alla bellissima mora che tanto mi fa dannare

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Mi ritrovo d'improvviso a pensare alla bellissima mora che tanto mi fa dannare.

Ha proprio un bel caratterino: è calma e gentile, quasi non sembrerebbe una Serpeverde, eppure, basta farla incazzare per rendersi conto dell'enorme errore commesso. Sa come può ferirti e in che punti mirare.


La sua lingua lunga è tagliente quanto la lama della spada di Godric Grifondoro, ed io ricordo ancora perfettamente quanto è capace di usarla bene...


Mi allungo dalla doccia e mi rendo conto che manca pochissimo all'orario della punizione.

Arriverò in ritardo, ma ho un grosso problema da risolvere, e le immagini di Scarlett, insieme alla mia mano, mi aiuteranno ad alleviarlo (Chi vuole capire capisca).


SCARLETT

Mi dirigo verso il luogo prestabilito, dove la professoressa mi sta già aspettando ed ho giusto il tempo di farle un cenno col capo per salutarla e sedermi, che arriva Tom.


Passano poi quasi venti minuti quando Mattheo, finalmente, ci degna della sua presenza.

"Signorino Riddle, è in ritardo", lo rimbecca la McGranitt.
"Non è colpa mia", si difende malamente.
"E di chi allora?", alza gli occhi al cielo la donna, già stanca.
"Sua", risponde il ricciolino indicandomi e mi metto in piedi di scatto.


"Sono sempre stata qui, non mi sono alzata nemmeno per un secondo!". mi difendo, pur sapendo di avere dei testimoni.
"Già, tu no. Qualcos'altro sì", sussurra lui, ma lo sento comunque.

Quando comprendo a cosa si riferisce, spalanco la bocca e il colorito del mio viso diventa quasi bordeaux.

La prof ci guarda sospettosa per poi farci segno di seguirla e, appena arriviamo in fondo all'enorme biblioteca, ci si presentano davanti più di sette colonne altissime di libri.

"Bene, ora metterete ciascun libro nello scaffale adibito al suo genere. Le porte rimarranno chiuse finché non finirete. Ah, stavo quasi per dimenticarlo, datemi le vostre bacchette", ordina la donna allungando la mano nella nostra direzione.

"Non se ne parla", risponde a tono Tom, ma basta una semplice occhiataccia per farlo arrendere.

Quando rimaniamo soli mi metto subito a lavoro e, dopo aver posato qualche volume sotto lo sguardo attentissimo dei due ragazzi, trovo un libro che parla di oggetti magici.


Passo le dita sulla copertina blu con richiami dorati, e lo sfoglio, finché non mi soffermo su una pagina dove è presente il disegno di un ciondolo.

Non mi è nuovo, ma non riesco a ricordare dove posso averlo visto.

A interrompere i miei pensieri è la voce del minore dei Riddle che mi domanda:"Che fai?".

"Niente di che", rispondo senza prestargli molta attenzione.

Si avvicina per capire cos'ha catturato il mio interesse, però vedendo cosa sto osservando, la sua espressione muta e il suo viso sbianca.

Nasconde qualcosa.


"Preferisci uno stupido libro a me?", chiede avvicinandosi.
"Assolutamente sì".
"Bene, allora è il caso di eliminare ogni distrazione", afferma strappandomi via il testo.

"Ridammelo!", dico allungandomi per afferrare il suo braccio per aria, tuttavia una fitta mi costringe a fermarmi e mettere una mano sul fianco.

"Tutto bene?", chiede, sembrando quasi preoccupato.
"Sì, non è niente", minimizzo.

Cazzo, che male però!

"Non è vero. È dove ti ho colpita prima per sbaglio?-", indaga e annuisco. "-Perché non ci hai messo nulla?".
"Perché non mi provocava questo dolore e, a prescindere, non avrei nulla da mettergli.-", parlo facendo spallucce e fa una strana espressione. "-Che c'è?".

"Niente".
"Dai dimmelo", lo incito.
"No".
"Allora qualcosa c'è!".
"Smettila di essere così seccante", sbotta per poi andare a posare il tomo.

Certi suoi comportamenti, come questo, non li comprendevo da bambina e continuo a non comprenderli ora.

Spazio autrice
Salve a tutti! Scusate se alla fine ieri non sono riuscita a pubblicare, ma mi sono addormentata. Forse oggi scriverò l'altro capitolo, o almeno lo inizierò.
Spero che questo vi sia piaciuto, lasciate una stellina e un commento😊
Un grande abbraccio❤

You complete me || Mattheo RiddleLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora