SCARLETT
Il giorno successivo mi sveglio di soprassalto a causa del solito incubo e, appena controllo l'orario noto che non è così presto; prendo quindi l'intimo e la divisa, vado in bagno, mi faccio una doccia veloce e li indosso.
Decido, per comodità, di farmi una coda alta lasciando cadere due ciuffetti davanti al viso e, mi trucco leggermente.
Appena rientro in camera, Katlynn sta ancora dormendo e, così, giusto per soddisfazione personale, la sveglio saltando sul letto e buttandomi poi addosso a lei.
"Sveglia dormigliona!", quasi urlo.
"Ma che cazzo fai?", sbotta nervosa la rossa.
"Visto che ogni mattina sei costretta a chiamarmi per farmi alzare, questa volta ho deciso di ricambiare il favore", le spiego, facendole poi l'occhiolino.
"Io non sono così indelicata", si lamenta, sbuffando poi.
"No, tu mi butti giù dal letto direttamente.-", ribatto mettendomi in piedi, tuttavia mi afferra il polso facendomi ricadere sul suo corpo. "-Ma che ti prende?", chiedo ridendo, ma il mio sorriso si arresta quando noto il suo sguardo serio, scrutarmi il viso.
Proprio come la mattina precedente, ho la sensazione che stia trattenendo il respiro; inoltre, noto un leggero movimento del suo viso in avanti e sgrano un po' gli occhi dalla sorpresa, allontanandomi di scatto.
"S-scusa, io-", cerca di dire balbettando, in preda all'agitazione e, la interrompo.
"-Ehm, dovresti sbrigarti", parlo avvicinandomi al mio letto e facendo finta di sistemare delle pieghe che non ci sono.
"S-sì, hai r-ragione", continua imbarazzata e corre alla toilette.
Quando finalmente anche la mia migliore amica finisce di prepararsi, usciamo in corridoio.
"Comunque bel sedere", commenta la Harrison.
"Kat!", la rimbecco prendendola non troppo seriamente.
"Che c'è? È un dato di fatto, questa gonna poi ti fascia alla perfezione.-", aggiunge e la guardo male. "-Va bene, sto zitta".
"Grazie".
Appena arriviamo in Sala Comune, troviamo Pansy intenta a parlare con Blaise, seduti su un divanetto.
"Ragazze, venite a fare colazione con noi?", domanda Zabini, appena ci vede avvicinarci.
"Certo", rispondo io, ed il mago si alza porgendo teatralmente la mano alla Parkinson, che ridacchia.
Ci avviamo dunque verso Sala Grande e, appena giungiamo a destinazione, ci sediamo ai nostri posti e cominciamo a mangiare; dopo qualche minuto, veniamo raggiunti anche da Draco che, dopo averci salutati, si unisce ai discorsi intavolati.
Noto la castana irrigidirsi e, il ragazzo di colore prenderle la mano da sotto il tavolo; i due si sorridono e conversano con Katlynn, che è di fianco a me, come se nulla fosse. O almeno, così pare.
Quando terminiamo ci dirigiamo verso l'aula e, affianco Malfoy che è rimasto leggermente indietro.
"Hai fatto un gesto nobile, complimenti", gli dico sinceramente.
"Grazie, mi dispiace che Pansy sia triste, però non potevo continuare a fare del male al mio migliore amico", ammette sorridendo forzatamente.
"Hai appena detto una cosa dolce?", chiedo ironica, alzando le sopracciglia.
"No, io.-", cerca di dire, ma quando si rende conto dello sguardo che gli rivolgo, sbuffa. "-Okay, sì. Sappi però che se ti azzardi a spifferalo in giro, non vedrai mai più la luce del giorno", mi minaccia scherzosamente, o almeno lo spero, puntandomi il dito contro.
"Ho la bocca cucita, tranquillo. Non potrei mai rovinare la tua fama così. Chissà cosa penserebbero tutte quelle povere ragazze, convinte di andare a letto con uno dei ragazzi più stronzi di Hogwarts", parlo poggiando una mano sul petto, fintamente preoccupata.
"Ti diverti a prendermi in giro, eh?".
"È un passatempo niente male", dico sinceramente, annuendo.
"Che stronza", risponde sorridente, scuotendo la testa.
Terminato il discorso, entriamo in classe, ci accomodiamo e, appena arriva il professore, comincia subito a spiegare.
Quasi alla fine dell'ora, però, qualcuno interrompe la lezione bussando alla porta.
"Avanti.-", dice l'insegnante e sulla soglia appaiono Tom e Mattheo. "-Posso fare qualcosa per voi, ragazzi?", continua cordialmente.
"Sì, avremmo bisogno di Scarlett", annuncia il maggiore dei fratelli e, tutti gli alunni si girano a guardarmi.
"È urgente?", indaga l'adulto.
"Sì, abbastanza", risponde il ricciolino.
Il professore non può far altro che farmi un cenno di assenso, concedendomi di alzarmi ed uscire con i Riddle.
"Cosa volete?", domando brusca, una volta in corridoio.
"Beh bellezza, ti reclamano", dice il moro.
"Che intendi?", aggrotto le sopracciglia e Tom alza la manica della divisa, mostrandomi il marchio nero scurirsi e rischiarirsi continuamente.
"Lui, vuole vederti", spiega e annuisco.
"Allora non perdiamo tempo", ribatto pronta.
I due si lanciano uno sguardo che non comprendo, mi afferrano le mani e ci smaterializziamo.
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You complete me || Mattheo Riddle
Fanfiction⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️ Scarlett Woods non è una comune strega, affatto. Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia. Scarlett, per...
