SCARLETT
Giunte finalmente alla stazione, Katlynn mi prende la mano e mi trascina verso uno dei pilastri.
"Che dobbiamo fare?", chiedo alternando lo sguardo da lei, al muro.
"Correre", risponde semplicemente, facendomi aggrottare le sopracciglia.
"Ma ci schianteremo".
"Ti fidi di me?".
"Solitamente sì, ora un po' meno", ammetto sincera.
"Non ti ho mai messa in pericolo", dice offesa per mia affermazione.
"Ma è capitato che per colpa tua mi ritrovassi con delle ossa rotte", parlo riferendomi ad un evento in particolare.
Circa l'anno scorso, Clint ha riesumato la sua vecchia moto e, ovviamente, la mia migliore amica ha deciso di provarla; lei sosteneva di saperla guidare, così, decidendo di fidarmi, sono salita dietro.
Non è stata una scelta molto saggia: ci siamo schiantate ed io mi sono rotta un piede.
Penso che basti questo per compredere il motivo della mia esitazione...
"Smettila di rivangare quella storia! Mi sono scusata abbastanza, ti ho anche sistemato la stanza finché non sei guarita", alza gli occhi al cielo.
"Mi sembra il minimo dopo quello che hai combinato. Poi, avrei dovuto riordinare saltellando?", domando retoricamente e sospira.
"Seguimi e basta, non possiamo perdere il treno".
Così annuisco titubante, prendo un bel respiro e, cercando di non guardare e pensare, stringo la mano di Katlynn correndo verso il pilastro.
Per miracolo non avviene nessun incidente e, quando riapro gli occhi, ci ritroviamo al binario 9 3/4.
"Wow", sussurro incantata.
Ho sempre sentito parlare di questo posto, ma esserci mi sta permettendo di realizzare che sto andando veramente nella Scuola di Magia e Stregoneria più famosa di tutti i tempi.
"Beh tesoro, se hai questa reazione per un'insulsa fermata, non oso immaginare la tua espressione quando arriveremo ad Hogwarts", sostiene la rossa.
Appena un fischio acuto, proveniente dal treno, ci causa quasi lo scoppio dei timpani, saliamo a bordo e ci accomodiamo in uno dei vagoni più isolati.
"Ehm, perché siamo così lontane dal resto dei ragazzi?", chiedo confusa, rendendomi conto che siamo sole.
"Perché nessuno sa che sei qui e voglio che rimanga una sorpresa. Specialmente per i R-", cerca di terminare, ma la interrompo subito con un gesto della mano.
"Tranquilla, ho capito", dico frettolosamente.
"Mi dispiace per l'effetto che ancora ti fa, sentire pronunciare il loro nome", ammette accarezzandomi la spalla, con compassione.
"Fa niente, è acqua passata", faccio spallucce.
"Non direi", la guardo male e alza le mani in segno di resa.
"Vuoi dormire un po'?", mi chiede dopo svariati minuti di silenzio.
"No, continuerò a guardare fuori, non voglio perdermi nulla di questo viaggio".
"Va bene, allora lo farò io.-", sussurra appoggiandosi a me. "-Buonanotte".
"Buonanotte Kat", rispondo ridacchiando.
Il tragitto non dura tantissimo e, ammiro più che volentieri ogni paesaggio che mi si presenta davanti; all'improvviso il treno si ferma e cerco di svegliare la rossa, sulla mia spalla.
"Kat, siamo arrivate. Apri gli occhi", la scuoto delicatamente, provocandole un mugolio incomprensibile.
"Hmm, di già?", domanda a bassa voce, mettendosi dritta.
"Ebbene sì. Buongiorno bellezza.-", affermo ridacchiando, per la sua espressione ancora assonnata.
"Ora devo andare, ci vediamo direttamente per lo smistamento", aggiungo e, dato non mi risponde a causa dell'intontimento, mi alzo e scendo.
* * *
Dopo aver seguito un grande omone di nome Hagrid per tutto il percorso, giungo insieme ai primini davanti al castello, che è spettacolare proprio come immaginavo.
Ad accoglierci troviamo una donna anziana, che si presenta a noi come "professoressa McGranitt", che ci conduce all'interno della struttura ed, infine, ci fa fermare davanti ad un'enorme porta.
"I più piccoli inizieranno con lo smistamento. Lei signorina, invece, rimanga qui", comunica l'insegnante, portandomi ad annuire.
Attendo osservando l'ambiente circostante, ma appena le ante della porta si aprono autonomamente, ritorno in posizione.
"Miei cari ragazzi è giunto il momento di comunicarvi che quest'anno una nuova studentessa si unirà a noi. Prego signorina Woods, venga pure avanti e benvenuta", annuncia colui che dovrebbe essere il preside Silente.
Ne ho sentito parlare in diverse occasioni, ed è proprio come me l'aspettavo: di età avanzata e con capelli e barba lunga.
Non per essere scortese, ma se fosse più in carne potrebbe tranquillamente impersonare Babbo Natale.
Varco la soglia e nel mentre che cammino lungo la navata centrale, posso percepire gli sguardi di paura, ammirazione e sorpresa degli studenti; di essi ne riconosco soltanto tre, di cui uno in particolare brucia imperterrito sulla mia pelle...
Quando la professoressa appoggia il capello parlante sulla mia testa, la sua voce mi arriva chiara e forte:"Bene, bene, chi abbiamo qui? Scarlett...Woods.-".
Il suo tono è strano e potrei giurare di aver sentito un filo d'incertezza alla pronuncia del mio cognome.
"-Astuta, intelligente, perspicace; sai essere gentile e al contempo in grado di far uscire gli artigli. Questo percorso ti aiuterà più di quanto credi, specialmente per conoscere meglio te stessa...ho preso la mia decisione: Serpeverde!".
Tutti gli appartenenti a quest'ultima cominciano a urlare e applaudire, così mi alzo e mi dirigo verso il loro banco.
"Congratulazioni tesoro", mi abbraccia la mia migliore amica.
"Grazie Kat", la stringo sorridente e soddisfatta.
Quando si stacca mi invita a sedermi con lei, perciò mi metto al suo fianco; di fronte ho due ragazzi e una ragazza, che non perdono tempo a presentarsi.
"Piacere, il mio nome è Draco Malfoy, purosangue", mi porge la mano il tipo dai capelli biondo platino e gli occhi verde chiaro.
"Piacere mio, sono Scarlett Woods, anche se penso che l'abbiate già capito", la stringo sorridente.
"Io invece sono Blaise Zabini", parla invece il ragazzo di colore, con un sorriso alquanto amichevole.
"Io mi chiamo Pansy Parkinson. Hai un top bellissimo", aggiunge l'ultima componente del trio, nonché la ragazza dai capelli castani e gli occhi tra il verde scuro, facendomi ridacchiare.
"Beh, grazie mille, te la presterò volentieri".
"Grazie mille! Se vuoi, dopo ti mostro il resto la scuola", propone la strega.
"Certo, grazie", rispondo contenta, speranzosa di far nascere una nuova amicizia.
"Comunque c'è qualcuno che non ti stacca gli occhi di dosso", parla invece Katlynn.
"Oh, chi?", chiedo e con la testa fa un cenno verso la sua sinistra, dove, sfortunatamente, dopo anni, incrocio degli occhi troppo familiari: Riddle.
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You complete me || Mattheo Riddle
Fanfiction⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️ Scarlett Woods non è una comune strega, affatto. Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia. Scarlett, per...
