SCARLETT
"Come sei bella amore mio", dice una donna che non riesco a vedere, tenendomi in braccio e accarezzandomi il viso, dato che sono appena nata.
"Che ne dici di Diana? Proprio come tua madre", propone un uomo al suo fianco.
"Penso che sia perfetto. Allora benvenuta al mondo mia piccola Diana".
* * *
Mi aggrappo alla culla cercando di rimanere alzata ma, non riuscendoci, cado a terra e comincio a piangere. Un bambino gattona velocemente verso di me e, sorprendentemente, ha il mio stesso colore di carnagione, capelli e occhi. Mi afferra, per quanto può, aiutandomi a stare in piedi insieme a lui, finché lo stesso uomo e la stessa donna di prima, ci prendono tra le loro braccia e ci riempiono di baci.
* * *
"Non i miei bambini! Ti prego...Per favore...loro no!".
Queste grida mi risuonano nella testa e apro gli occhi di scatto, per poi guardarmi attorno.
"Cosa cazzo le hai fatto, Potter?", sento urlare da una voce fin troppo familiare.
"Non è stata colpa sua, lascialo in pace! Anche lui è finito in infermeria", dice la Granger.
"Non m'importa niente di lui. Voglio solo che lei stia bene".
"M-Mattheo", sussurro, a causa della gola secca, ed il ragazzo si gira di scatto verso di me.
"Scarlett.-", si avvicina e mi prende la mano, "-Come stai?".
Provo a parlare ulteriormente ma, non ci riuscendoci, il ricciolino comprende subito qual è il problema, affrettandosi poi a versarmi un bicchiere d'acqua e ad aiutarmi per berlo.
"Grazie, ora va meglio", gli sorrido e ricambia.
Rimaniamo in silenzio a guardarci, finché la sensazione di essere osservata non mi costringe a girarmi: Harry, Hermione e Ron hanno gli occhi puntati su di noi e, le loro espressioni scioccate mi fanno arrossire leggermente.
Riddle sospira e chiude la tenda con atteggiamento seccato, facendomi ridacchiare.
Mi sposto un po' e batto la mano sulla parte di materasso libera, invitandolo a stendersi al mio fianco.
"Posso stare anche sulla sedia", dice il ricciolino, aggrottando le sopracciglia.
"Vero, ma voglio usarti come cuscino".
Il ragazzo scuote il capo divertito e si sdraia accanto a me, così appoggio la testa sul suo petto e annuso il profumo che inala.
"Per un attimo ho pensato al peggio", ammette dopo un po', accarezzandomi i capelli.
"Ti sei preoccupato per me?", chiedo lasciando trasparire la mia contentezza.
"Certo. Sei la mia migliore amica, è normale", sostiene ed il mio sorriso svanisce pian piano, facendo posto ad un'espressione delusa.
"Oh, sì", rispondo flebilmente.
Magari considerarmi la sua ragazza è un passo enorme, ma non credevo fossimo ancora così indietro.
Mi scosto dal suo corpo senza dire una parola, sentendo il suo sguardo interrogativo addosso.
"Che ti prende?", domanda chiaramente stranito.
"Niente".
"Dimmi la verità", mi incita e faccio spallucce.
"L'ho appena fatto", sbuffa e si alza.
"Parla o me ne vado", sostiene duro e incrocio le braccia al petto.
"Cos'è? Un ultimatum? Avanti, non fare il bambino".
"Fino a prova contraria sei tu che stai evitando di rispondere, quindi chi è la bambina adesso?".
"Non mi va, fine".
"Cazzo. Smettila e comportati da adulta per una buona volta", ordina e mi sento ferita nell'orgoglio.
"Mi da fastidio che mi definisci ancora la tua migliore amica, okay?", affermo ad alta voce fregandomene dei tre Grifondoro.
"Sei seria?", chiede Riddle, passandosi una mano sui capelli ed emettendo poi una risatina nervosa.
"Sì Mattheo, cazzo! Abbiamo fatto sesso e mi sto fidando di te. Questo nella tua testa conta così poco?-", quando non risponde, sento gli occhi pizzicarmi. "-Esci da qui, per favore", affermo atona e annuisce con la mascella serrata, dileguandosi subito dopo.
Prima che possa sbattere la porta, però, sento che inveisce contro qualcuno e qualche istante dopo si presenta davanti a me Percival.
"Ho saputo quello che ti è successo. Stai bene?", domanda il castano, sedendosi al mio fianco.
"Sì, tranquillo", forzo un sorriso.
"Per caso hai litigato con Mattheo?".
"Come fai a saperlo?", indago curiosa.
"Quando stavo entrando, si è accorto di me e ha cominciato a urlarmi contro.-", mi racconta con un'espressione talmente buffa, che non mi trattengo e scoppio a ridere. "-Non è affatto divertente".
Ecco chi era il povero mal capitato.
"Sì che lo è, invece", rispondo cercando di calmarmi, fallendo miseramente.
"Ti sei ripresa alla grande, noto. Allora tolgo il disturbo.-", dice fingendosi offeso e, gli lancio un cuscino che afferra prontamente. "-In realtà me ne andrei anche perché non ho voglia di discutere con il tuo fidanzatino, appena tornerà".
"Non è niente di tutto ciò e poi non verrà più qui, almeno per oggi".
"Allora sono salvo. Non che abbia paura di quel porcospino, sia chiaro", rido nuovamente per come l'ha chiamato e, gli afferro un braccio buttandolo sul letto accanto a me.
"Resta con me stanotte", propongo e sorride dolcemente accarezzandomi la guancia.
"Certo".
"Grazie", mi appoggio al suo petto e chiudo gli occhi.
Prima che possa addormentarmi, però, sento Percy pronunciare la frase:"Rimarrei con te per sempre, se tu me lo chiedessi".
Sorrido senza farmi vedere e mi stringo ulteriormente a lui, per poi cadere tra le braccia di Morfeo.
Spazio autrice
Eheheh, sorpresina oggi. Se proprio lo volete sapere ho già cominciato a scrivere pure il prossimo, sono scioccata da me stessa.
Vabbè, fatemi sapere cosa ne pensate attraverso un commento e una stellina😊
Buona serata e un abbraccio❤
STAI LEGGENDO
You complete me || Mattheo Riddle
Fanfiction⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️ Scarlett Woods non è una comune strega, affatto. Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia. Scarlett, per...
