⚠️STORIA PROTETTA DA COPYRIGHT⚠️
Scarlett Woods non è una comune strega, affatto.
Come mai? Perché dopo la morte dei suoi genitori, nonché due dei Mangiamorte più forti e devoti, Voldemort ha deciso di accoglierla nella sua famiglia.
Scarlett, per...
Quando finisco di rassettare, mi siedo tranquillamente su un tavolo, leggendo un romanzo trovato per caso. Sento improvvisamente dei rumori e, quando alzo lo sguardo dalla pagina, mi ritrovo entrambi i fratelli Riddle appoggiati allo scaffale di fronte a me; perciò, non aspettandomelo, salto in aria per la paura e faccio cadere il testo sul pavimento.
Tom si avvicina velocemente, si china, lo prende e me lo porge, così lo ringrazio imbarazzata e scioccata allo stesso tempo.
Non mi aspettavo che mi aiutasse.
Qualcuno sbuffa e punto i miei occhi chiari, in quelli scuri di Mattheo, il quale sembra quasi infastidito da questa situazione. Anche il moro nota un repentino cambiamento nell'umore del ricciolino e ghigna.
"Qualche problema fratellino?". "No, assolutamente", risponde il minore dei figli di Voldemort, fingendo di essere calmo. "Strano, sembra l'esatto opposto", continua a provocarlo il maggiore. "Fatti i cazzi tuoi Thomas", afferma l'altro mago, con un tono talmente serio, da farmi accapponare la pelle. Sta perdendo la pazienza.
"Cerchi di spaventarmi?", chiede Tom avvicinandosi. "No, ma smettila di fare il finto santerellino e stalle lontano", dice Mattheo fronteggiandolo. "Ragazzi!", li richiamo alzandomi.
"E sentiamo, da quando dai tu gli ordini?", domanda il moro, ignorandomi. "Da quando in mezzo alla discussione c'è Scarlett".
Rimango leggermente interdetta da ciò che sento, tuttavia resto concentrata a causa della forte tensione, che potrebbe improvvisamente sfociare in altro.
"Avanti, smettila di comportarti da fidanzatino del cazzo. Prima la baci, poi l'abbandoni ma fai il protettivo. Come pensi di farla stare così?". "Tom!", lo sgrido cominciando a perdere le staffe anch'io, ma per loro è come se non ci fossi.
"Tu fai solo del male a chi ti circonda-", ma il ragazzo non termina la frase, che uno spintone lo fa quasi inciampare. "Non ti azzardare", quasi grida Mattheo prendendo la bacchetta e dando vita ad un vero e proprio scontro.
Ma non le avevano consegnate? Non posso crederci.
Nonostante le mie urla, i due non si fermano, così, infervorandomi anch'io sempre più, qualcosa dentro me inizia ardere.
"Basta!-", urlo e allargo le braccia, scaraventando entrambi i fratelli nelle estremità opposte della stanza, che si rialzano quasi subito, anche se a fatica, puntando poi i loro occhi su di me. "-I-io non volevo", dico guardandomi le mani.
"Scarlett, tranquilla", il ricciolino cerca di avvicinarsi ma faccio dei passi indietro. "Fermo! È-è meglio se vado", affermo e prima che possano aggiungere qualcosa, scappo fuori dalla biblioteca, correndo verso il dormitorio.
Appena raggiungo la mia stanza, entro e mi siedo sul letto, in totale solitudine: Katlynn non c'è e non so se sia un bene o un male.
Che diamine accade? Non è la prima volta che sprigiono questo potere così...assurdo.
Nel mentre che indosso una canottiera bianca come pigiama, sento la porta aprirsi. Appena mi giro, invece di trovare l'amorevole viso della mia migliore amica, ritrovo quello stupendo di Mattheo.
"Che ci fai qui?", chiedo sistemandomi frettolosamente. "Pensavo che ti potesse servire questo per il fianco", porta avanti la mano e noto che tiene un unguento, perciò annuisco sorrido istintivamente, lasciandolo avvicinare.
"Ti sei preoccupato per me?". "Non dire sciocchezze. Ora siediti e alza la maglia che ti aiuto". "Va bene", rispondo quasi ridendo, a causa della totale contraddizione tra gli ordini che mi sta dando e ciò che ha appena affermato.
Faccio comunque come dice e comincia a passare la pomata sulla parte interessata. Nel mentre che la sua mano si posa delicatamente su di me, non posso fare a meno di osservarlo: non ho mai visto un ragazzo più bello di lui.
I miei sentimenti nei suoi confronti sono cambiati nel tempo...eppure, Riddle non è mai uscito definitivamente dalla mia testa.
"Ho finito", dice piano e mi distacco dai miei pensieri. "Grazie", sussurro e alza i suoi occhi nei miei, facendo prendere vita ad una strana sensazione nel mio stomaco.
"Non volevo farti del male, ti assicuro che non era mia intenzione", sorrido ed il suo sguardo si sposta sulle mie labbra, come il mio sulle sue.
E accade. Di nuovo. Ci baciamo lentamente: io ho le mani sui suoi capelli e lui sui miei fianchi. Pian piano Mattheo si alza da quella posizione e, non staccandosi nemmeno un secondo, mi fa stendere sul letto, mettendosi sopra il mio corpo.
Lo faccio girare per mettermi a cavalcioni su di lui, tuttavia, non perde tempo a ribaltare nuovamente la situazione.
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"Che cosa stiamo facendo?", domando staccandomi e tornando alla realtà. "Perché ne abbiamo bisogno entrambi". "Non ho bisogno del sesso", affermo con sicurezza. "Nemmeno io. Ho solo bisogno di te".