11. SILVIA

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GENNAIO 2021

Sentì la Lamborghini della signorina Alice entrare nel vialetto e fermarsi. Poco dopo udì la ragazza aprire la porta d'ingresso, ticchettare sul marmo dell'entrata e salutare la madre con voce allegra.

Silvia iniziò a contare. Non era arrivata a cinquanta secondi quando udì chiaramente l'alterco. Madre e figlia stavano litigando di nuovo.

Sapeva che non stava bene origliare, ma doveva comunque pulire il soggiorno e non era colpa sua se loro si erano rintanate in cucina dimenticando di chiudere la porta.

Scese le scale, abbandonando la camera padronale rifatta a metà, e iniziò a spolverare le credenze e i ninnoli di vetro, mentre drizzava le orecchie e cercava di non perdersi neanche una sillaba.

<<Ti ho detto che devi finirla con questa storia!>> urlava Elena, fuori di sé. <<Guarda qua, guarda questi segni! Ti sembra normale?>>

<<Smettila di starmi addosso, mamma, lasciami vivere la mia vita! Non sei nessuno per potermi giudicare.>>

<<Questo non è amore, Alice. Devi lasciarlo prima che sia troppo tardi. Non li guardi i telegiornali? Sai cosa vuol dire femminicidio? Beh, sappi che sono all'ordine del giorno e il più delle volte a premere il grilletto è il fidanzato geloso e possessivo. Ti dice niente?>>

<<Mosi tiene a me e io lo amo. Ci siamo anche fidanzati, mi ha fatto la proposta stamattina.>>

<<Che cosa?!>>

<<Ci sposeremo, e vorrei tanto che tu e papà benediceste la nostra unione.>>

Calò un gelido silenzio e Silvia non si azzardò neanche a respirare per qualche istante. Poi Elena scoppiò in una risata isterica che fece venire i brividi alla domestica. <<Tu sei pazza! Devi andare da uno psichiatra o un esorcista, qualcuno che ti faccia tornare il senno!>>

<<Mamma, per favore, calmati o ti verrà un infarto. È vero, ci sono stati dei litigi ma è normale discutere in una coppia. Poi però facciamo sempre pace e dopo Mosi è così dolce e buono. Guarda che bell'anello, mamma. Lo starà pagando a rate, perché non penso proprio possa permetterselo, eppure per me farebbe questo e altro.>>

<<Ti fa del male, Alice.>>

<<Solo quando è arrabbiato ed è praticamente sempre colpa mia, ma poi mi chiede scusa e... Stiamo bene, mamma. Devi solo lasciarci il nostro spazio.>>

<<Non permetterò che mia figlia si scavi da sola la tomba.>>

<<Non puoi farci niente.>>

<<Parlerò con Mosi.>>

<<No, mamma! Non farlo.>> Alice sembrava allarmata.

<<Pensi che dovrei avere paura di lui?>> Silenzio. <<Allora perché tu non ce l'hai?>>

<<Mosi mi ama, noi due ci apparteniamo.>>

<<Sei così stupida. Non riesco a credere che tu sia mia figlia.>>

Alice iniziò a singhiozzare. <<E tu sei arida e senza cuore e non mi stupisce che papà ti tradisca!>>

Elena la lasciò sfogare per qualche secondo, muta, mentre Silvia si immobilizzava a bocca aperta.

<<Chi ti ha detto una cosa del genere?>>

Alice si soffiò il naso, poi mormorò: <<Hai visto le foto che ha pubblicato Sara, di recente?>> Silvia sapeva che Sara era la segretaria del padrone. Aveva lasciato il lavoro poco meno di tre anni prima perché era rimasta incinta e voleva badare alla famiglia. <<Il bambino somiglia a papà in modo impressionante.>>

Mistero in riva al lagoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora