Eddie's POV
Eravamo sul divano già da un po', abbastanza vicini da farci sfiorare le ginocchia non appena a uno dei due capitava di muoversi. Ogni tanto la ragazzina si sistemava i capelli dietro l'orecchio, per poi lasciarli ricadere.
Quando si apriva in un sorriso lo faceva in maniera veloce e di lato, prima di ritornare ad avere la fronte corrucciata e l'espressione tagliente con gli occhi stretti e la battuta pronta, quasi dovesse sempre difendersi dal mondo.
C'erano anche dei mini-momenti in cui abbassava la guardia, lasciandosi andare contro lo schienale e assumendo un tono più leggero. In quei secondi sembrava un'altra persona, o forse era la stessa, ma senza armatura da stronza e, stare accanto a lei così, mi faceva perdere il ritmo dei miei pensieri.
Anche portare la sigaretta alle labbra aveva qualcosa di diverso. Il filtro era ancora caldo, e per un attimo rimasi a fissarlo più del necessario. Poi tirai, ma la boccata arrivò distratta dal fatto che, pochi secondi prima, quel punto preciso era stato tra le sue labbra.
Mi accorsi di stringerla appena di più tra le dita, mentre il pensiero mi scivolava addosso e si fermava sulle sue labbra, sul modo in cui si piegavano quando tratteneva un sorriso, o quando stava per dire qualcosa di pungente.
Inspirai di nuovo, più per darmi un contegno che per altro.
Era troppo vicina. Dieci centimetri, forse meno. Distolsi lo sguardo, buttando fuori il fumo un po' più lentamente del necessario.
Non dovevo assolutamente lasciare che la mia mente si ingarbugliasse in trip mentali.
E, come se non bastasse, la ragazzina mi aveva anche fatto capire di vergognarsi di farsi vedere a scuola con me e con i ragazzi della band, buttata lì come una clausola di un contratto, senza darci troppo peso.
Strinsi appena la mascella.
Quello sì che era stato un colpo basso. Ma potevo forse biasimarla? Quale persona sana di mente avrebbe voluto farsi vedere con un freak?
Soprattutto se si trattava di una come lei, che aveva quell'aria di chi sapeva stare al mondo senza doverlo dimostrare a nessuno. Le dita si muovevano distratte, il tono cambiava quando parlava, ma non perdeva mai davvero il controllo.
Abbassai lo sguardo sulle mie mani, sulla cenere che si allungava troppo prima di cadere e mi sfuggì un mezzo sorriso storto.
Mi voltai a guardarla.
Errore.
All'inizio fu solo un'occhiata veloce, ma non abbastanza da non farmi accorgere dei dettagli degli occhi. Non avevano un colore fisso, ma cambiavano con la luce e forse anche con l'umore. Un attimo marroni, poi una sfumatura più chiara, quasi ambra, e quando li socchiudeva o li aveva più arrossati sembrava affiorare qualcosa di un verde caldo.
Deglutii piano.
Scesi più in basso senza volerlo davvero. Le sue labbra si muovevano appena, come se stesse per dire qualcosa o trattenersi all'ultimo. Rimasi lì a fissarle e mi venne da chiedermi che sapore avessero, se fossero davvero morbide come sembravano.
L'idea arrivò netta, senza filtri.
Scossi il capo, quasi impercettibilmente, come per scrollarmela via.
Stop.
Il fumo aveva cominciato a farmi entrare nel tunnel dei trip mentali e dovevo darmi una regolata il prima possibile.
Spensi il filtro nel posacenere, schiacciandolo un secondo più del necessario e mi allungai verso il caffè.
Le sue dita arrivarono nello stesso punto, nello stesso preciso istante. Il contatto fu leggero, appena uno sfiorarsi. Pelle calda del mio pollice contro pelle fredda del suo indice.
STAI LEGGENDO
Take on me - Eddie Munson
Fanfiction[Storia Completa] Se amate la musica degli '80s e Stranger Things questa è la storia che fa per voi. Hawkins. Autunno 1985. Sally Henderson vive da quasi un anno a casa di sua zia e suo cugino Dustin a Piney Wood Drive. Trascorre le sue giornate...
