Il freak si era allontanato nella direzione opposta, ma prima ci aveva lanciato un ultimo strano sguardo tra lo shock e la confusione. E, se avevo visto bene, mi pareva che avesse anche scosso la testa.
Io, invece? Forse sarebbe stato meglio parlare del mio viso. Le mie guance? Ormai erano diventate color rosso, tendente al bordeaux. I miei occhi? Fiammeggiavano ira e vergogna. Mi voltai di scatto verso la mia, ormai non più cara, amica che invece se ne stava a squadrarsi senza ritegno le cheerleader che avevano appena fatto il loro ingresso nel cortile accanto a noi, con i loro costumini striminziti, apprestandosi a iniziare i loro allenamenti acrobatici.
Cominciai a inveirle contro.
«Robin, ma sei matta?! Come ti è venuto in mente di dire allo svitato che saremmo andate a sentirlo suonare?»
«Dai, finalmente una novità. Ti lamenti sempre che non facciamo mai niente. rispose con finta innocenza.
«Mah, davvero. Sono sconvolta. Non ho capito perché hai dovuto insistere tanto per farci invitare, se non ti conoscessi così bene, penserei che ci hai fatto un pensierino.»
«Ahahaha. Chi? Io? Sul freak?»
«Esattamente.» confermai.
«Oggi sei in vena, Sally, bella battuta. E comunque, casomai, il pensierino ce lo hai fatto tu e non te ne rendi nemmeno conto.»
«Io? Ma scherzi? Ma nemmeno se fosse l'ultimo ragazzo sulla terra.» affermai decisa.
«Mhm... E allora perché gli avresti aggiustato la chitarra in un baleno, sentiamo?» e incrociò le braccia.
«Forse perché volevo fare una buona azione? Perché amo la musica? Perché volevo mettermi alla prova per vedere se ero ancora in grado di aggiustare un pickup? A questo non hai pensato?» le chiesi a raffica, trasudando furia.
«Ehm, no. Sono sincera.» ammise infine, abbassando lo sguardo.
Restammo in silenzio entrambe, perse ognuna nei suoi pensieri. Io più che altro stavo cercando di fare appello al mio lato zen per evitare di farla in tanti pezzettini minuscoli.
«Ho combinato un guaio? Guarda che se non vuoi, non andiamo, eh? Mica abbiamo firmato un contratto.»
Fu lei a rompere la strana quiete che si era venuta a creare tra noi due. D'altronde, era lei quella che non riusciva a stare un attimo zitta. Continuai a non rivolgerle parola.
«E dai, Sal. Scusami, ho esagerato.» e mi diede una piccola botta con la spalla. «Ti prometto che ti farò avere appuntamento con Jason Carver... ah no, lui è fidanzato. E allora dimmi se c'è qualche altro membro della squadra che potrebbe interessarti e ti assicuro che lo farò cadere ai tuoi piedi.» propose accorata.
«Non mi piace nessuno e non voglio nessun appuntamento, Robin.» insistetti, alzando gli occhi al cielo.
«Perfetto allora, niente appuntamento. Dai, stasera ce ne restiamo da te a vederci un film o ad ascoltare musica. Che ne dici?» sollevò due volte le sopracciglia con fare accattivante. «Porto il nuovo album di Madonna? Anzi no, gli A-Ha. Pomeriggio al negozio compro il loro ultimo singolo che ti piace tanto, okay?» domandò sbattendo le lunghe ciglia.
Cedetti, non ce la facevo a essere arrabbiata con lei. Le volevo troppo bene.
«Ehm, in realtà è da ieri che volevo parlarti.» confessai. «Ho un po' di erba nascosta in camera mia che volevo dividere con te stasera. Me l'ha data lo strambo, prima che me lo chiedi.» la anticipai e lei alzò le mani per dichiarare la sua innocenza. Poi, aggiunsi. «In verità, mi piacerebbe spartirla anche con Steve, se tornasse dalla sua maledettissima luna di miele.»
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Take on me - Eddie Munson
Fanfic[Storia Completa] Se amate la musica degli '80s e Stranger Things questa è la storia che fa per voi. Hawkins. Autunno 1985. Sally Henderson vive da quasi un anno a casa di sua zia e suo cugino Dustin a Piney Wood Drive. Trascorre le sue giornate...
