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Eravamo ancora in camera di Max distese sul letto a una piazza e mezza, con il piumino mezzo a terra, e involucri di caramelle dappertutto.

Io ero sdraiata a pancia in giù e muovevo le gambe in aria a tempo di musica, la mia amica, invece, era seduta accanto al giradischi e faceva la DJ. Adorava i Pink Floyd, ma ultimamente le era presa la fissa per "Running up that hill" di Kate Bush. Il singolo era uscito lo scorso agosto e al negozio avevamo avuto un bel po' di vendite, ma niente di eclatante. Max l'aveva comprato quasi per caso e, solo questa sera, l'avevamo ascoltata almeno cinque volte.

All'ennesimo pattern di sintetizzatore e drum machine, mi voltai e le gettai un'occhiata.

«Max, ancora? Ti piace proprio questa canzone?»

«Sì, Sally. Non riesco a fare a meno di ascoltarla. L'atmosfera fredda e intensa che evoca sembra rispecchiarmi alla perfezione.»

Sorrisi alle sue parole. 

«La musica ci capisce più di quanto possano fare le persone. Tranquilla, Max, per me puoi metterla anche in loop. La stai facendo piacere anche a me.» 

«Ne sono felice. Dopotutto, la musicista qui sei tu, quindi sono contenta che tu stia apprezzando questo pezzo.»

La serata trascorse piacevolmente. Stare con Max mi rilassava e mi metteva a mio agio. E sapevo che la sensazione era reciproca. Nonostante fosse più piccola di me, eravamo un buon duo. 

Infatti, ci accorgemmo a malapena che stavano bussando alla porta

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Infatti, ci accorgemmo a malapena che stavano bussando alla porta. Solo al terzo toc-toc, Max si mise in allarme e scattò in piedi e io la seguii. Gettai un'occhiata all'orologio e mi accorsi che era mezzanotte passata. 

La mia ospite corse ad aprire e sulla soglia vi trovò Dustin e Mike.

Lessi la delusione sul suo volto nel non scorgere tra quelle facce quella del suo fidanzato/ex/amico (non potevo saperlo) Lucas e, allo stesso tempo, la gioia nel rivedere i suoi compagni.

«Ciao Max. Come va?» i due la salutarono praticamente in coro.

«Ehi, ciao ragazzi, tutto bene. Siete venuti a cercare Sally?» fece lei.

«Sì. Mamma sta venendo a prenderci.» le rispose Wheeler.

«Volete entrare un po'? Come è andata la partita?» domandò lei, facendosi da parte e rivelandomi.

«No, non preoccuparti, la signora Wheeler sarà qui da un momento all'altro. Comunque è stato uno scontro all'ultimo sangue, ma alla fine vince sempre il Dungeon master, è troppo forte.» rivelò Dustin, scuotendo la testa.

«Ed eravate solo voi due a giocare?» chiese con delusione.

«In realtà c'erano anche Gareth, Jeff e Grant, ma loro sono andati via con il papà di Gareth.» rispose Mike.

«Avrebbe dovuto esserci anche Lucas, ma all'ultimo ci ha dato buca per l'allenamento di basket. Il master si è incazzato un sacco, infatti.» si inserì Dustin, dandole forse l'informazione giusta.

Take on me - Eddie MunsonLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora