Oscar si risvegliò circondato da monitor e macchinari di diverso genere che producevano un ronzio fastidioso. Un medico gli stava prendendo la pressione, intanto che l'infermiera appuntava i valori su quella che doveva essere la sua cartella clinica.
Il tempo di registrare la scena che gli si presentava di fronte e di colpo fu come essere catapultato indietro di qualche anno, ai tempi in cui frequentava un esclusivo collegio in Svizzera.
In quel periodo suo padre era spesso lontano per lavoro, sua madre invece sempre dedita a opere di beneficenza, era oltreoceano con la sua fondazione.
Era stato un collega del padre a consigliargli quella scuola, indicandola come il posto adatto a occuparsi dell'educazione e della disciplina di un ragazzino un pò troppo esuberante come lui.
Il tempo trascorso in quel posto fu per Oscar un vero inferno. Stare lontano dalla famiglia, circondato da sconosciuti che tentavano di imporgli una rigida disciplina e tormentato continuamente dai compagni più grandi, che amavano mettere in difficoltà i nuovi arrivati, lo aveva portato a un punto di rottura.
Una notte stano di sopportare i maltrattamenti e le punizioni che gli infliggevano aveva addirittura tentato il suicidio. Aveva legato le lenzuola tra loro a mò di corda e dopo averle assicurate al lampadario, era salito su una sedia, aveva infilato la testa nel cappio e si era lasciato andare. Il nodo scorsoio si era subito stretto intorno al collo e in pochi istanti la vista si era fatta confusa, finché aveva perso del tutto i sensi.
Oscar ricordava ogni particolare come se fosse successo solo qualche giorno prima. Ricordava come si fosse sentito solo e senza via di fuga, come desiderasse che tutto quello finisse. In quel momento di totale confusione il suicidio gli era parsa l'unica via. Ripensandoci in seguito si era reso conto della madornale sciocchezza che aveva commesso.
Non sapeva come spiegarselo, eppure in qualche modo sua madre pur stando a migliaia di chilometri di distanza, aveva percepito quanto gli stava accadendo ed era riuscita a salvargli la vita. La stessa Sienna glielo aveva confermato qualche tempo dopo; dicendo che aveva avvertito l'improvviso bisogno di sentire la sua voce.
Se quella sera infatti lei non lo avesse chiamato, per parlargli Oscar sarebbe certamente morto.
I genitori arrivarono in Svizzera appena saputo dell'accaduto, attesero che si rimettesse e poi lo riportarono a casa.
Una volta lì tuttavia la situazione comunque non migliorò migliorata. Oscar non faceva altro che creare scompiglio, accostandosi a compagni sballati e turbolenti e facendosi cacciare da tutte le scuole più prestigiose del paese.
Così alla fine era approdato al Newport High, la sola scuola con una squadra decente che lo avesse accettato. Questo qualora le prove d'ingresso fossero state soddisfacenti. Grazie all'influenza del padre gli era stato concesso di frequentare la scuola, benché le lezioni fossero ormai cominciate da diversi mesi, e gli era stato messo a disposizione un tutor così da facilitare il suo inserimento.
Tutte quelle cose Oscar le ricordava bene, eppure gli sfuggiva come avesse fatto a finire in ospedale.
_Cosa mi è successo?_ chiese al dottore toccandosi la testa giusto nel punto in cui era stato colpito.
_Ieri sera è stato aggredito. Ha ricevuto un forte colpo alla testa, non sembra nulla di serio_ si affrettò a tranquillizzarlo il medico. _Stiamo aspettando i risultati della Tac, se saranno buoni come credo, la dimetteremo stesso in giornata_ spiegò ancora.
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A costo della vita
FantasyIl giorno in cui la madre e le sorelle vengono brutalmente uccise, comincia per Jolanda il viaggio che la porterà verso il suo destino. Sempre in fuga, dovrà trovare colui che può salvarle la vita, vendicando la morte dei suoi familiari.
